Utente 449XXX
Buongiorno,
vorrei chiedere a voi specialisti se è possibile sviluppare una "tolleranza" (non so se è il termine giusto) per il bupropione.
Assumo il farmaco per un disturbo depressivo cronico già da diversi anni (4 anni). Alla posologia di 150mg il farmaco mi aveva dato sollievo dalla eccessiva sonnolenza diurna, mancanza di energia e iniziativa e un buon risveglio al mattino. Tutti sintomi che da qualche mese sono tornati.
Il mio specialista curante ha prescritto un aumento a 300mg, nonostante già in passato questo dosaggio mi aveva causato diverse problematiche legate a perdita di appetito, irascibilità, nausea e malessere generale.
Potreste darmi un vostro gentile parere a riguardo?
Vi ringrazio.
Cordialmente.

[#1] dopo  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Dallo storico dei suoi consulti appare evidente che lei non ha mai raggiunto un compenso efficace dall'uso degli antidepressivi per cui vi sono state anche associazioni di più prodotti.

Quindi, non parlerei di tolleranza al farmaco.

Piuttosto la terapia andrebbe rivista anche attraverso l'uso di altre classi farmacologiche, che può stabilire il suo psichiatra.


Dr. F. S. Ruggiero

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[#2] dopo  
Utente 449XXX

Buongiorno Dottore,
grazie per la sua risposta.
Effettivamente è chiaro che non è stata ancora trovata una terapia corretta per i disturbi di cui soffro. Almeno però i gravi problemi di fobia sociale sono stati risolti con l'escitalopram.
Devo dire che non ho mai avuto una diagnosi definita, circoscritta. Sembra invece che i medici hanno tentato diverse terapie per guarire il sintomo.
È questa secondo lei la prassi più corretta?
Mi chiedo se prima non si dovrebbe definire meglio il disturbo e poi tentare una terapia mirata...Non dico di dare necessariamente un nome al mio stato e chiudersi nelle definizioni; ma allo stesso modo tentando di curare un termine generale di "depressione" non si rischia di prescrivere una terapia non adeguata?
La ringrazio ancora per la sua disponibilità.