Utente 526XXX
É la prima volta che mi rivolgo a questo sito. Soffro di disturbo ossessivo compulsivo che é iniziato verosimilmente quando avevo dieci anni. Attualmente ne ho 24 e dopo che il disturbo é aumentato a seguito di una relazione turbolenta con la mia ex ragazza ho deciso di rivolgermi a uno psicoterapeuta. Successivamente questo mi ha indirizzato da un collega psichiatra per una cura farmacologica. Lo psichiatra ha detto che avrei dovuto iniziare la terapia molto tempo prima e mi ha segnato cymbalta. Inizialmente 30mg poi 60mg. Adesso dice che xevo prendere 90mg e forse dovrò arrivare a 120mg. Tuttavia ho notato che questo farmaco mi dà un sacco di problemi. Confusione mentale e soprattutto una stanchezza enorme. Ho dei veri e propri attacchi di sonno. Prima di iniziare la cura non li avevo. Il mio medico di famiglia oggi ha visto la ricetta e mi ha detto che cymbalta non solo non é indicato per i miei problemi ma che dare quei dosaggi a un ragazzo di 24 anni é assurdo. Voi cosa ne pensate? Il farmaco a livello del disturbo non so quanto mi abbia aiutato. Secondo lo psichiatra é per il dosaggio basso e secondo l'altro medico é proprio un farmaco sbagliato. Attendo risposte. Scusate la lunghezza del messaggio. Rigranzio chiunque voglia dedicare un po del suo tempo a rispondermi
:(

[#1] dopo  
Dr. Mario Savino

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E' vero che nel DOC i dosaggi sono di solito medio-alti ed è altrettanto vero che la giovane età comporta spesso l'utilizzo di dosi alte perché la Sua capacità di eliminare il farmaco è senz'altro superiore alla mia che ho 59 anni, ahimè.
Il suo medico ha però ragione nel dire che il Cymbalta non è una prima scelta nel DOC, esistono farmaci con una letteratura ben più consistente.
Il DOC implica un discorso più dettagliato, i dubbi, le ossessioni, le compulsioni non la porteranno ad "impazzire" e perdere il controllo ma potranno, almeno in certi periodi, compromettere marcatamente la Sua qualità di vita. Va quindi curato e la Psicoterapia aiuta ma, soprattutto in fase iniziale, i farmaci sono importanti. E' quasi un disturbo più neurologico che "psicologico": ne esiste una forma su base infettiva, inizia precocemente, è correlato con una iperattività dei circuiti tra corteccia cerebrale e nuclei della base, risponde (forme gravi e resistenti, NON E' IL SUO CASO) a terapie fisiche come la rMTS e la DBS (la stimolazione cerebrale profonda, che comporta un intervento neurochirurgo.
Insomma si tratta di un Disturbo da far trattare ad uno specialista esperto.
Detto questo esistono forme che spesso rispondono a terapie relativamente semplici, solitamente attive sulla Serotonina.
Mario Savino
medico
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[#2] dopo  
Utente 526XXX

Gentile dottore la ringrazio molto della risposta. Ma per caso ci sono degli esami fisici che potrei fare per verificare anche la componente proprio neurologica che é alla base del mio disturbo? Premetto che il mio é piuttosto invalidante e inoltre ho un gemello che soffre dello stesso identico problema.

[#3] dopo  
Dr. Mario Savino

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La risposta è infatti la predisposizione genetica. Per la diagnosi non ci sono dubbi, il DOC è così tipico e conosciuto che è difficile sbagliare. Gli esami strumentali al momento si usano per ricerca, sono ancora complessi e costosi da non rientrare nella routine diagnostica.
Mario Savino
medico
Specialista in Psichiatria

[#4] dopo  
Utente 526XXX

Credo che questo sia un vero peccato. Se si iniziassero a costruire degli esami anche di carattere "fisico" (chiedo scusa per l'espressione poco tecnica) magari sarebbe più semplice non solo diagnosticare ma anche curare questa tipologia di disturbo. Mi chiedo come mai siamo ancora cosi indietro in questo campo. Seppur so che la psichiatria e la psicologia sono scienze relativamente nuove. Volevo porle un ultimo quesito. Avevo letto che il disturbo ha un andamento altalenante. Non si finisce mai di sperare in un qualche miracolo. Per caso é possibile che il disturbo possa regredire completamente? O diciamo che me lo porto a vita? Grazie davvero per il suo tempo prezioso!

[#5] dopo  
Dr. Mario Savino

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Il disturbo se ben curato può risolversi ma si tratta di casi piuttosto rari
Mario Savino
medico
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