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Riacutizzarsi di sintomi ansioso /depressivi

Salve dottori,
sono sei anni che sono a conoscenza e saltuariamente soffro, di una mia particolare predisposizione a soffrire di disturbi psichiatrici, relativamente ad ansia e depressione.
Nel corso di questi anni ho tratto beneficio di una cura a base di venlafaxina, con un massimo di 150mg a rilascio prolungato, che ho diminuito e addirittura sospeso per un certo periodo, per poi riprendere in situazioni particolari in cui degli eventi imprevisti, mi hanno portato ad avere ansia o depressione reattiva, facendo rispuntare anche ad evento risolto, dei sintomi, come se fossero il prezzo da pagare per non aver gestito bene una situazione.
Ormai, mi considero un esperto in tal senso, pur consapevole di non essere un medico e di non saperne mai abbastanza di questo problema.
Oggi vorrei porre alla vostra attenzione la mia attuale situazione: la notte di Capodanno, dopo aver assunto in mattinata i miei 75mg di venlafaxina, ho bevuto un po' troppo prosecco (premetto che non bevo quasi mai, sopratutto a certi livelli) , sino ad avere la solita sensazione di euforia, svanita dopo poco, per lasciare spazio a nausea (senza vomito), disorientamento, stordimento, problemi di equilibrio, malessere generale.
Il giorno successivo mi alzo con mancanza di appetito, leggera nausea, un po' stanco e stordito.
Fin qui sembrerebbero i classici sintomi di una "sbornia".
Assumo la mia dose di venlafaxina verso tarda sera, per evitare interazione con l'alcool eventualmente presente ancora nell'organismo.
Il giorno dopo, noto che la sintomatologia non è propriamente risolta, sono ancora stanco, sonnolente, con un tono dell'umore ed energetico non alto.
Di mia spontanea volontà, anche perché in passato ci ho spesso azzeccato e risolto autonomamente, passo a 150mg di venlafaxina la mattina successiva, per cercare di evitare peggioramenti e migliorare il prima possibile una situazione strana e non certo positiva.
Da allora ogni giorno non è più normale, perché avverto rigidità in tutto il corpo, sensazione di stordimento, come se fossi un po' alticcio di alcool, difficoltà a concentrarmi, sbadigli, mi stanco facilmente, sensazione di fame assente o leggera, ma comunque ho appetito perché mi godo tutto ciò che mi mangio, riesco a dormire, anche se l'addornentamento è posticipato al momento e ho diversi risvegli notturni.
Personalmente non so spiegarmi la causa di tutto ciò, ho pensato ad un eventuale effetto deprimente di tanto alcool ingerito, (da quando sono in cura è la volta che ho bevuto di più), un' eventuale ansia nel momento in cui l'alcool non mi ha fatto sentire bene, oppure effetti collaterali del passaggio da 75 a 150, anche se in passato questo passaggio, non mi ha mai recato questi disturbi, che invece avvertivo ed erano simili a questi, quando dal non prendere nulla, iniziavo con i 75 per poi passare a 150.
Chiedo a voi un parere, per una delucidazione, perché nonostante stia mantenendo la calma, continuo a non spiegarmi il motivo per il quale stia così.
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Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta 37.7k 898 60
È scritto anche chiaramente in scheda tecnica che non si possono assumere alcolici con l’uso di antidepressivi.


Le conseguenze sono proprio queste e lei, oltretutto, ha autogestito la terapia facendo un aumento non consentito.

Se i sintomi persistono deve farsi visitare direttamente dal suo medico di famiglia o dal suo psichiatra.


Dr. F. S. Ruggiero

http://www.francescoruggiero.it

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dopo
Utente
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Grazie dottore per la celere risposta,
in passato ho avuto una serata del genere, in cui avevo un po' esagerato e assumevo comunque venlafaxina. Io ho sempre inteso, che bastava non assumerli in maniera ravvicinata. Ho già un appuntamento con il mio psichiatra, che probabilmente contatterò telefonicamente. Ammetto di aver sbagliato nell'aumentare il disaggio terapeutico in totale autonomia. Se per cortesia mi può spiegare allora, quale sarebbe tecnicamente il problema di tale interazione tra molecola antidepressiva ed etanolo. Io ho ingerito alcool più di 12 ore dopo l'assunzione della venlafaxina e l'ho ripresa il giorno successivo dopo 20 ore dall'ultimo bicchiere (giusto per precisare). In teoria quale potrebbe essere l'approccio farmacologico per risolvere il problema? Preciso che sono passati già 7 giorni circa.