Utente
Buonasera a tutti, da 23 anni faccio il metalmeccanico.

Ho sopportato mobbing da parte del mio datore di lavoro per circa 10 anni, prima ero portato sul palmo della mano, poi improvvisamente da un giorno all'altro tutto quello che facevo era sempre sbagliato e venivo sgridato davanti a tutti.

Premetto che sono omosessuale e della mia situazione in azienda non ne ho mai parlato con nessuno anche perchè la mia vita privata non volevo che diventasse un problema nel lavoro.

Una sera con il mio ex ragazzo, mi trovai a una festa di paese dove facevano fuochi d'artificio, c'era tantissima gente e nel rientro a casa lui mi prese la mano per paura di smarrirmi tra la folla, in quel momento ci passò accanto un mio collega ed il suo sguardo si soffermò nelle nostre mani.

Dal giorno dopo in azienda per me è iniziato il calvario che è durato fino a qualche mese fa, nell'ultimo episodio mi ha dato del matto davanti a tutti (premetto che in questi anni mi sono curato per attacchi di panico e lui lo sapeva benissimo).

Ora mi sto curando con fluoxetina 2 pasticche da 20 il giorno e xanax al bisogno, sono diversi mesi che sono a casa in malattia, ho perso la voglia di fare tutto, andavo in palestra ed ora non più, sono ingrassato molto, mi sono rivolto ad un avvocato che inizialmente mi ha detto che potevo vincere una causa per mobbing, ma ora mi dice che non riuscirei mai a causa di mancanze di prove (i miei colleghi non testimonierebbero mai), sono seguito da uno psichiatra che mi sta prolungando la malattia e dice che sono arrivato a un punto che dovrei licenziarmi e il mio medico di famiglia la pensa allo stesso modo.

Se sto male è a causa del mio datore di lavoro, mi sento incompreso da tutti, non lo voglio più vedere ma allo stesso tempo sto perdendo il lavoro, mi sento senza speranze non ce la faccio più, sto chiuso in casa 24 ore su 24 e non ho più voglia di lottare, penso spesso che se non esistessi più almeno tutti i miei problemi sparirebbero all'istante.

Non so più che devo fare.

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Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Al di al del cause probabilmente la terapia non è sufficiente al trattamento dei sintomi per cui va variata in modo più deciso.


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