Utente 107XXX
Buongiorno

Gentili professionisti avrei un dilemma da esporvi.

Dopo 7 anni di Citalopram (20 gocce al giorno) e gli ultimi due con aggiunta di una pastiglia di venlafaxina(75mg) e 40+40+40 gocce di alprazolam la cura è stata rivista nel seguente modo, a seguito del cambio di psichiatra: 150mg di imipramina e 20 mg di paroxetina e 30+30+30 gocce di En.

Vi chiedo gentilmente se è possibile calcolare l'equivalenza tra alprazolam e delorazepam. Ad esempio quanto principio attivo è contenuto in x gocce sia di uno che dell'altro?

Inoltre ho letto sempre su Internet che uno studio condotto in doppio cieco sulla vitamina B7 (Inositolo) sembrerebbe fare "miracoli". Lo consigliate? Potrei aggiungerlo alla mia nuova cura?

In attesa di una vostra cordiale risposta porgo distinti saluti.

[#1]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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gentile utente,

lei fa una richiesta non comune che mi spinge a chiederle il motivo di tale domanda.
Può cortesemente esplicitarlo?

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[#2] dopo  
Utente 107XXX

Gentile Dottore

Spero di spiegarmi meglio.

Se io assumo 3 mg di alprazolam, che corrispondono a 120 gocce; adesso che assumo 90 gocce di delorazepam a quanti mg corrisondono? Vorrei sapere se è possibile avere un'equivalenza tra le due molecole.
Detto in parole povere sto assumendo dosi maggiori di ansiolitico, minori o uguali?
Scrivo questo perchè il medico mi ha detto che all'occorrenza potevo assumerne una quantità maggiore.

Grazie mille

[#3]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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La risposta dovrebbe essere 6mg di delorazepam corrispondono a 3 mg di Alprazolam.

Il problema e' che il delorazepam non ha un fattore di equivalenza preciso, pertanto potrebbe essere un po' diverso.

Personalmente, non le avrei cambiato la benzodiazepina ma avrei provveduto ad uno scalaggio lento.
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[#4] dopo  
Utente 107XXX

Grazie mille Dottore.

Anche io, che noo sono psichiatra avrei preferito uno scalaggio lento.

Quindi in poche parole è come se da un giorno all'altro mi avesse dimezzato lo xanax!

Non mi sembra che i bugiardini di questi farmaci contengano un consiglio simile.

Ecco perchè oggi sono così irrequieto! Adesso si spiega tutto.

Mi permetto, a questo punto di chiederLE se sia possibile utilizzare solo la paroxetina e a quali dosaggi senza la necessità di usare un triclico come l'imipramina visto che gli esami del sangue hanno trovato un fegato non troppo in forma.

Tenga presente che il mio disturbo è il DAP.

Molto gentile Dottore

[#5]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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La proporzione con il delorazepam non e' precisa quindi non si puo' dire se e' stata dimezzata la dose o meno.

Agiscono in modo differente e l'emivita e' diversa.

Per le altre cose, non posso suggerirle di variare i trattamenti che necessariamente devono essere variati dal suo curante.
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[#6] dopo  
Utente 107XXX

Nessun problema.

Grazie mille della Sua disponibiltà

[#7] dopo  
Utente 107XXX

Scusi Dottore

Dimenticavo l'inositolo.

Le linko il sito.

http://www.eurosalus.com/notizie/ultime/linositolo-una-semplice-vitamina-efficace-come-un-antidepressivo-per-gli-attacchi-di-panico.html


Mi farebbe piacre conoscere la Sua opinione al riguardo.

Cordialità

[#8]  
Dr. Matteo Pacini

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Il link che lei indica non riguarda lo studio sull'inositolo, ma un commento allo studio. Lo studio confronta inositolo e fluvoxamina. L'articolo farnetica sul fatto che data la superiorità dell'inositolo (ma ci dovrebbe essere anche il placebo perché è un disturbo sensibile al placebo, come tutti) allora l'attacco di panico è un fenomeno da intossicazione (non si sa bene di che tipo). Lo studio non dice niente di questo. I concetti "magici" di disintossicazione e "ripulitura" come dice l'articolo sono veramente di basso livello.
Studi che segnalano la superiorità di un farmaco rispetto ad un altro ne escono diversi, poi però molti non hanno seguito perché evidentemente qualcosa si interpone. A volte di natura economica (ma non c'è ragione per la quale qualcuno non voglia investire su prodotti "naturali", qualsiasi cosa voglia dire); altre volte perché quando si comincia ad utilizzarlo non c'è corrispodnenza. Questo significa che nello studio c'erano dei limiti: ad esempio potrebbe funzionare benissimo epr un mese, in tal caso sarebbe un ottimo sostituto delle bendoziazepine, ma magari dopo perdere efficacia.
Per il momento quindi non ci sono basi per usarlo a tappeto.
Dr.Matteo Pacini
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[#9] dopo  
Utente 107XXX

Poichè sono un matematico mi farebbe piacere se mi indicaste un sito o una rivista seria, veramente seria, dove posso analizzare le metodologie dei diversi studi sui differenti farmaci.

Sapete come si dice in statistica "Se torturate i dati sufficientemente a lungo prima o poi confesseranno"!


A me non interessa la chimica del farmaco poichè non riguarda le mie conoscenze ma sarebbe interessante leggere,seper favore me lo potete mandare anche via mail, come è stato dimostrato che i disturbi dell'umore dipendano da una carenza di serotonina.

Ad esempio conoscere i meccanismi di azioni di tali farmaci sul cervello.

Grazie mille per la vostra disponibiltà

[#10]  
Dr. Matteo Pacini

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La metodologia è quella statistica generale. Però come giustamente diceva lei i dati possono voler dire tutto o niente, a seconda dell'oggetto che si sta studiando.
Prendiamo uno studio sulla depressione: lei lo fa a 1 mese contro placebo e vede che stanno meglio quelli che assumono il farmaco. Invece può essere che quelli che stanno assumendo il farmaco stanno solamente passando ad uno stato di euforia transitoria, e che dopo 3 mesi staranno peggio di prima.
Altro esempio: lei fa uno studio a 1 mese sull'alcolismo e dice che chi si cura per 1 mese non ha più bevuto. Bene, ma poi va a controllare e questi già da soli nell'ultimo anno avevano smesso per un mese o due.
Quindi l'evidence è molto relativa, infatti la prima cosa importante sono il disegno dello studio, ancor prima di analizzare i dati.
Altra cosa: la differenza è a favore di inositolo, ma di quanto si parla ? perché se per esempio vede gli studi suif armaci antiobesità, la significatività (il p) c'è, ma per differenze anche di 3-4 Kg in un anno. Ovviamente la presentazione commerciale dello studio è: il tal farmaco fa dimagrire gli obesi.
Quindi bisognerebbe conoscere il problema che si vuole studiare, e poi i dati vanno quasi da sé.
Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it