Utente 486XXX
Ecco il mio problema: soffro di ansie...al plurale, perchè sono più d'una.
Lo scorso anno ho perso mia nonna, una persona meravigliosa, una seconda mamma.. e da quel momento ho iniziato ad avere un po' di paura di affrontare il futuro..
mi sono resa conto che, improvvisamente, sono diventata adulta:non ho più i nonni...anzi è arrivato un nipote...perciò sono zia. Ho avuto paura di non saper affrontare questa vita adulta, di non avere gli strumenti per affrontarla (economici e umani)..ma ho deciso di superare queste preoccupazioni, affrontando un giorno alla volta.
All'inizio del 2009, dopo un lungo periodo di lotte sindacali e stress , purtroppo ho perso il lavoro. Il lavoro è stata la mia preoccupazione più grande degli ultimi anni, precaria per 10anni, assunta e poi licenziata!
Morale: ho iniziato ad avere paura degli spazi dove c'è la folla, delle strade senza corsia d'emergenza,degli aerei..di tutti i luoghi da cui non c'è via d'uscita! Prima di adesso, avevo solo la fobia degli insetti (che ancora ho).
A Luglio,mi sposo. All'inizio, avevo un po' di timore, specie per la questione economica, ma invece ora, so che il mio maritino sarà la mia forza e che le cose le affronteremo insieme.
Ci sono delle volte che se mi trovo in mezzo al traffico, ho paura e mi si chiude la gola, mi sudano le mani..Oppure,siccome soffro d'asma, se non respiro bene..mi sale l'ansia e tremo.
Non riesco più ad andare allo stadio, ho paura del traffico bloccato e dell'ascensore (prima non l'avevo..ci sono rimasta chiusa dentro un sacco di volte,senza problemi)e non riesco a chiudermi in bagno per paura di non riuscire ad aprire più la porta.
Immagino che siano tutti sintomi di un disagio dovuto alle difficoltà di questi anni..ma come posso risolvere?
Io NON VOGLIO PRENDERE FARMACI, nella maniera più assoluta, ma temo che le paure possano aumentare e diventare panico. Posso essere curata senza medicine?
O sono più grave?
L'appetito sessuale non manca,specie adesso, in primavera.
grazie

[#1]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Gentile utente,

la valutazione di un trattamento con o senza farmaci puo' essere fatta da uno specialista.

Assumere un trattamento non vuol dire essere piu' gravi di chi non lo assume.
Dipende solo dai tempi che ci si consente di avere determinate patologie e quanto c'e' bisogno di ritornare al piu' presto ad utilizzare le proprie capacita' nella societa'.

Tutti questi aspetti devono essere valutati da uno specialista del settore che nella sua citta' non mancano.
Se vuole puo' cercarne uno tra gli iscritti o rivolgersi ad uno psichiatra di sua fiducia.
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[#2] dopo  
Utente 486XXX

La ringrazio per la Sua rapida risposta.
Secondo lei, dalle cose che ho raccontato prima, che idea si è fatto della mia situazione?
Finora ho fatto leva solo sulla mia forza di volontà, non cedendo alle paure, ma affrontandole. Mi impongo di volare, di prendere l'ascensore..etc...ma alcune cose (come lo stadio e il traffico) sono più difficili di altre...
e soprattutto, vorrei che le situazioni non fossero da affrontare, ma fosse solo da vivere...non so se mi spiego... vorrei non dover aver paura ...
In generale, come si fa a curare una situazione tipo la mia?

[#3]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Gentile utente,

i programmi terapeutici possono essere differenziati.
Esistono la farmacoterapia e la psicoterapia.

Possono essere utilizzate da sole o combinate senza necessariamente l'esclusione di una all'altra.

Generalmente, per la psicoterapia consiglio sempre una valutazione di eleggibilita' che consenta a chi la visita di capire se e' una cosa che si puo' fare.

Per quanto riguarda il suo disturbo, sembra essere un disturbo d'ansia facilmente trattabile che dovra' essere opportunamente valutato.

Certamente, i risultati con la farmacoterapia sono piu' immediati (parliamo di alcune settimane) con la psicoterapia ci vuole un po' piu' di tempo (parliamo di qualche mese).
La combinazione dei trattamenti ha dimostrato una maggiore efficacia, ma l'introduzione dei trattamenti deve essere fatta da chi la valuta direttamente.
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[#4] dopo  
Utente 486XXX

Grazie Dottore delle Sue parole...rassicuranti. So bene che non è possibile fare un vero e proprio consulto on-line e che dovrei rivolgermi personalmente ad un dottore... ma ad essere proprio del tutto sincera, non ho molta fiducia nella categoria..
voglio dire che conosco persone in cura da 10 anni e senza grandi risultati... anche leggendo su questo sito, mi sono resa conto che moltissime persone soffrono di ansia... questo periodo sociale e storico non è dei migliori... ma temo di entrare in un tunnel infinito..
Al tempo stesso, ho il timore che questo malessere possa diventare grave e proprio non vorrei sottovalutare nessun campanello d'allarme...perciò credo che proverò a rivolgermi a qualcuno.
Posso chiedere chi potrebbe essere un bravo dottore che opera su Roma e magari in convenzione? ...come ho già detto, ho perso il lavoro e non posso permettermi cure private..specie se lunghe..

Vorrei aggiungere che la notte del terremoto, mi sono molto molto spaventata (abito al 6 piano!!)e ancora nei giorni a seguire ho avvertito le scosse che mi hanno ...scosso..
MA..ho iniziato a pensare che nella vita, ci sono tante..troppe situazioni fuori dal nostro controllo e cercare di controllarle tutte...è uno sforzo inutile..perciò la vita bisogna prenderla un po' così come viene, senza avere troppo timore...
motivo per cui prenderò l'aereo...tanto se deve cascare, casca... e se non casca, non casca...
questo è il mio pensiero...però..ancora non mi decido ad andare in agenzia di viaggio a bloccare il volo...

[#5]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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puo' rivolgersi al centro di salute mentale della sua zona al solo costo del ticket se dovuto.
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[#6]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Se lei parte esprimendo una sua paura "quella sui farmaci" come sua volontà, "taglia le gambe" ai medici che devono poi aiutarla. Se la diagnosi è quella di un disturbo di panico, ad esempio, in quasi tutti i casi c'è paura dei farmaci, perché si vive nella paura di sentirsi male quindi ogni fattore supplementare è guardato con diffidenza o terrore.
Per questo in realtà nel tempo le persone finiscono per accettare solo farmaci di pronto uso che fanno effetto suibito sull'ansia, peccato che invece non migliorino il disturbo in sé.
Eviti questo percorso già visto tante volte. Parta con una visita medica psichiatrica e segua le indicazioni senza mettere le mani avanti. La sua paura dei farmaci la esponga pure ma non come "veto" al medico prima che le prescriva la cura. Gli chieda come può fare a gestirla meglio in attesa che funzioni la cura.
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[#7] dopo  
Utente 486XXX

Si, Dottore, a essere del tutto sincera ho anche un po' il timore dei farmaci... purtroppo, anni fa, ho avuto un brutto attacco d'asma e da allore, ogni qual volta non respiro bene, mi viene l'ansia... e adesso, ho paura di prendere farmaci che non conosco per paura di una reazione allergica e dover così riprovare quella sensazione orribile...anche se non fu scaturita da un farmaco, la mia allergia è ai pollini.
Spesso ho timore a provare cibi nuovi per lo stesso timore... ma chi ha provato un attacco d'asma ...sa di cosa parlo... non riuscivo neppure a deglutire..mi sembrava di morire..
In questo caso, non è la paura dei farmaci nel senso di attacco allergico, ma piuttosto il timore di iniziare una dipendenza da medicinali tutt'altro che leggeri...
sono dubbiosa...mah...

[#8]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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i suoi dubbi non hanno alcun fondamento e certamente la freneranno dall'intraprendere un serio percorso di cure.
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[#9]  
Dr. Matteo Pacini

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"In questo caso, non è la paura dei farmaci nel senso di attacco allergico, ma piuttosto il timore di iniziare una dipendenza da medicinali tutt'altro che leggeri...
sono dubbiosa...mah"

Infatti, pochi possono capire l'ansia di chi soffre di attacchi d'ansia, ma tra questi ci sono appunto i medici.
La sua affermazione di chiusura raccoglie queste paure:
a) l'attacco allergico è la paura più pura, visto che è un fenomeno non prevedibile; non misembra una buona ragione per non provare in generale farmaci e alimenti anche (potrebbe essere allergica a qualsiasi cosa che mangia, infatti anche di quelli ha paura)
b) perché parla di dipendenza ? Non vorrà mica dire che iniziando i medicinali induce una dipendenza da medicinali ? Con quale meccanismo ? Iniziando a star male induce una potenziale dipendenza da medicinali non della malattia, della sua salute, nel senso che se ha fortuna la sua salute può dipendere, per un periodo o per molto a lungo, dall'assumere un farmaco; altrimenti avrebbe tra i piedi la malattia con tutte le sue complicazioni di vita.
Dr.Matteo Pacini
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[#10] dopo  
Utente 486XXX

Gentili Dottori,
sono cresciuta sempre pensando che i farmaci vanno presi quando è indispensabile....ovviamente i dottori servono a questo...a dirti quando prendere le medicine, che tipo e per quanto tempo...
il punto vero è che finora sono riuscita ad affrontare le mie difficoltà..non tutte..ma la maggior parte.
Siccome non credo di avere un disturbo così forte..non voglio prendere medicine pesanti...
oppure volete dirmi che prendere uno psicofarmaco è come prendere un'aspirina o un antibiotico?? Io non credo proprio!
Una mia amica ha avuto veri attacchi di panico e fa bene a prendere le medicine che le consiglia il suo psichiatra. Io spero di poterne fare a meno e che una terapia psichiatrica cognitivo comportamentale(se così si chiama) possa bastare.
Ho deciso di prendere l'aereo e affrontare 12 ore di volo...non vi sembra una bella terapia d'urto!!??
Solo che devo decidermi, perchè non ho ancora comprato i biglietti...ma lo farò!
E poi, credo che di attacchi di panico non sia mai morto nessuno, perciò non voglio avere paura di qualcosa che
1) non è letale
2)non mi è ancora mai capitato e magari mai capiterà.

Mi faccio spesso questa auto convinzione e vedo che mi aiuta...perciò se potessi parlare con un esperto dottore, credo che potrei risolvere bene.

In generale, secondo voi, come mai aumentano tanto i casi di ansia e deppressione... forse perchè nella vita moderna c'è meno stabilità? Eppure i nostri nonni hanno fatto la guerra e non oso immaginare qualcosa di più destabilizzante e senza prospettiva futura...
come mai, allora, adesso soffriamo così tanto?

grazie di tutto

[#11]  
Dr. Matteo Pacini

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gentile utente,

la questione medicine è un limite suo, adesso viene fuori con il discorso medicine "leggere o pesanti" che non ha senso, vuole dire soltanto "medicine che mi fanno più o meno paura", ma non si sa in base a cosa.
Tutte le altre sue considerazioni sono semplicemente un modo per evitare di prendere le medicine, ma non è così che ci si cura. Si fa decidere al medico.
Il disturbo di panico ha le sue cure, non è ragionandoci che lo farà andare via.
Dr.Matteo Pacini
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[#12] dopo  
Utente 486XXX

Dott. Pacini,
grazie per la sua risposta. Ma per chiarezza e onestà: gli psicofarmaci non mi fanno paura...e mi sembra giusto che debba decidere il medico. Il paragone con l'aspirina era per spiegare che se lo potessi evitare, lo eviterei volentieri...
ora, mi pare di capire che non serve scrivere molto e spiegare le proprie ansie se poi, tutto quello che potete dirmi è...si faccia visitare...
capisco le difficoltà di fare una diagnosi on-line...ma almeno un'idea se più o meno grave o preoccupante...avrete pure una certa esperiena per poter dare un giudizio di massima?
Mi sentirei sollevata sapendo che il mio disturbo si potrebbe risolvere con poco...ma se così non fosse, ditemelo ugualmente.

Mi piacerebbe sapere anche la vostra opinione sulle mie ultime righe:
"In generale, secondo voi, come mai aumentano tanto i casi di ansia e depressione... forse perchè nella vita moderna c'è meno stabilità? Eppure i nostri nonni hanno fatto la guerra e non oso immaginare qualcosa di più destabilizzante e senza prospettiva futura...
come mai, allora, adesso soffriamo così tanto?"

grazie ancora e buopa pasqua

[#13]  
Dr. Matteo Pacini

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Un'idea generica certo che la si ha, ha un disturbo d'ansia che ha dei connotati di un disturbo di panico. Infatti c'è la farmaco-fobia che è abbastanza caratteristica.
E' un disturbo curabilissimo in questo caso.
I disturbi d'ansia, è vero, sono in aumento forse in questi anni, o meglio forse sono semplicemente aumentati gli stimoli indiretti a cui siamo sottoposti, e diminuite le necessità immediate. Questo ci tiene in una condizione di ridotta stimolazione di base e aumentato bisogno di stimolazione "tutta insieme".
Pensi che i disturbi psichici, tranne uno, non hanno correlazioni stabilite con eventi stressanti. Questo per dire come in realtà in condizioni gravi la resistenza del cervello è maggiore, cioè se dovessimo supporre di star peggio quando si vive peggio, allora chi ha il panico immaginerebbe di morire se ci fosse una guerra, un cataclisma etc (un lutto anche semplicemente). Invece non è così.
Stress significa fondamentalmente -nel senso in cui lo intendiamo oggi- non subire delle minacce alla propria incolumità, ma essere continuamente sottoposti a richieste di andare oltre il proprio stato presente (economico, sociale, di obiettivi raggiunti) ma con punti di riferimento noti (i ricchi, i potenti, chi non deve lavorare etc) irraggiungibili secondo un percorso logico e graduale.
Tornando però al disturbo, prima lo curi, sopporti magari i primi giorni in cui non ottiene l'effetto terapeutico e magari è solo spaventato, e poi vede l'effetto terapeutico. Così può giudicare la differenza e scegliere meglio la sua strada.
Dr.Matteo Pacini
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[#14]  
Dr. Matteo Pacini

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E' un disturbo curabilissimo in questo caso.
I disturbi d'ansia, è vero, sono in aumento forse in questi anni, o meglio forse sono semplicemente aumentati gli stimoli indiretti a cui siamo sottoposti, e diminuite le necessità immediate. Questo ci tiene in una condizione di ridotta stimolazione di base e aumentato bisogno di stimolazione "tutta insieme".
Pensi che i disturbi psichici, tranne uno, non hanno correlazioni stabilite con eventi stressanti. Questo per dire come in realtà in condizioni gravi la resistenza del cervello è maggiore, cioè se dovessimo supporre di star peggio quando si vive peggio, allora chi ha il panico immaginerebbe di morire se ci fosse una guerra, un cataclisma etc (un lutto anche semplicemente). Invece non è così.
Stress significa fondamentalmente -nel senso in cui lo intendiamo oggi- non subire delle minacce alla propria incolumità, ma essere continuamente sottoposti a richieste di andare oltre il proprio stato presente (economico, sociale, di obiettivi raggiunti) ma con punti di riferimento noti (i ricchi, i potenti, chi non deve lavorare etc) irraggiungibili secondo un percorso logico e graduale.
Tornando però al disturbo, prima lo curi, sopporti magari i primi giorni in cui non ottiene l'effetto terapeutico e magari è solo spaventato, e poi vede l'effetto terapeutico. Così può giudicare la differenza e scegliere meglio la sua strada.
Dr.Matteo Pacini
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[#15] dopo  
Utente 486XXX

carissimi dottori,
è passato un anno e più e la mia condizione è migliorata.
Ho fatto qualche chiacchierata con una mia amica psicologa che mi ha aiutato a ragionare un po' e a ridimensionare le mie paure. Mi ha consigliato di andare da uno psicoterapeuta ma, non ho seguito il suo consiglio.
In compenso, mi sono fatta un anno di terapia d'urto fai da te, ho affrontato tutte le paure che avevo, una per una (traffico,aereo,ascensori,etc.) , mi sono segnata in palestra dove ho seguito anche lezioni di yoga.
Mi sento molto diversa dallo scorso anno, più serena.
Forse, il 2009 è stato un susseguirsi di eventi anche drammatici che mi ha fatto sbandare. A leggere quello che ho scritto prima, quasi non mi riconosco!
Mi è rimasta addosso ancora un po' di timore per i luoghi senza via d'uscita ma solo l'aereo e un po' il treno.
Però un mese fa ho preso il treno e a gennaio prenderò di nuovo l'aereo per 13ore! Mi sa che mi farò segnare un po' di xanax per l'aereo...vorrei riuscire a dormire un po'..

Lo so, mi direte che ho sbagliato a non consultare uno specialista, che c'è di male a farsi aiutare? possono capitare dei momenti di difficoltà nella vita e bisognerebbe andare dal dottore come quando si ha l'influenza e si va dal medico di famiglia...lo so..lo so..
La mia vita ora ha un nuovo equilibrio, il lavoro è ancora precario, ma se mi guardo intorno, vedo che sono riuscita a costruire parecchie cose: una casa, un rapporto d'amore importante e solido, mi prendo più cura di me stessa.

Non so se sono più forte di prima e se tutte quelle ansie possano ritornare, se è stato solo un periodo, spero di non essermi trascurata e che magari possano tornare peggio di prima..ma non ho paura di questo..ogni tanto ci penso..ma non mi angoscio.

Che ne dite di questo metodo fai-da-te? e' possibile che sia stato solo un momento passeggero? io me lo auguro e ringrazio tutti i dottori che mi hanno prestato attenzione e che hanno avuto pazienza....mi sa che in psichiatria ce ne vuole parecchia! =)
grazie

[#16]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Se le cose su questo piano vanno benissimo non è chiaro perché pensi di dover utilizzare un ansiolitico per dormire durante un viaggio aereo.
Nessuna cura fai-da-te, il disturbo ha avuto una remissione spontanea, fino a che punto non è chiaro.

Dr.Matteo Pacini
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