Sindrome amotivazionale da marijuana e ssri

Buongiorno, vado a raccontare brevemente la mia storia.
Ho 19 anni e frequento la facoltà di giurisprudenza, in cui ho ottenuto ottimi risultati nel corso di questo primo anno di studi.
Circa a 15 anni ho avuto un disturbo dell'alimentazione conseguente a una forte emetofobia che mi ha portato a pesare 43 kg, una bravissima neuropsichiatra (che ancora mi segue) specializzata appunto in disturbi dell'alimentazione mi ha prescritto l'elopram che ho preso per circa un anno e ho risolto i miei problemi prendendo 20 kg.
A marzo dell'anno scorso ho avuto una piccola ricaduta che ha portato la stessa dottoressa a prescrivermi entact 20 mg per 6 mesi e poi 15 mg.
Nei vari incontri siamo riusciti a capire che però questa ricaduta non derivava dal primo problema ma da una forma di emicrania addominale.
Tengo a sottolineare appunto che questo disturbo è stato totalmente superato come afferma anche la dottoressa e l'ho menzionato soltanto per spiegare il motivo per il quale mi sono stati prescritti questi psicofarmaci.
Da Settembre ho cominciato a fare uso cronico di marijuana (mezzo grammo al giorno) ed ho continuato fino a meno di un mese fa con circa 20 giorni di pausa intorno a dicembre dovuto non all'intenzione di smettere piuttosto alla volontà di abbassare la tolleranza agli effetti.
Preciso che non ho mai avuto problemi psicotici o paranoici né durante né a seguito dell'utilizzo di thc.
A causa di una sempre più crescente apatia ho deciso di smettere definitivamente con questa sostanza che mi stava togliendo la voglia di vivere la quale ha portato la dottoressa a mantenermi l'entact ben oltre il tempo necessario a risolvere il problema dell'alimentazione (che si era già risolto a giugno 2019) complice anche l'impatto col mondo universitario.
Ovviamente la dottoressa è a conoscenza dell'uso di marijuana perchè quando ho deciso di smettere mi sono confidato con lei e le ho raccontato tutto.
Lei mi ha diagnosticato la sindrome amotivazionale sulla base del fatto che non c'è più alcuna attività (che essa sia mangiare, fare sport, suonare, uscire con gli amici) che mi dia piacere, o per lo meno mi danno un piacere effimero e brevissimo.
A tutto ciò va aggiunta una forte apatia e momenti di scoraggiamento per la situazione.
La dottoressa ha deciso di togliere l'entact dopo averlo scalato e ora non lo assumo da 2 settimane, ma la sua scelta non è stata dettata tanto dalla sindrome amotivazionale cui il farmaco ha concorso, assieme alla marijuana, tanto dal fatto che mi dava problemi sulla sfera sessuale ovvero difficoltà di erezione.
Pertanto mi ha inserito il trittico che ora assumo al dosaggio di 100 mg.
Io ho una grande fiducia in lei ma noto che la sua preparazione in tema di droghe non sia eccelsa.
Pertanto Vi volevo porre tre quesiti:
1) Secondo voi, alla luce della mia diagnosi, è stato corretto perseverare con la prescrizione di un altro antidepressivo?

2) la sindrome amotivazionale da cannabis è reversibile?

3) quella da ssri?

Grazie mille
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Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta 34k 829 50
Chiariamo da subito che non esiste nessuna emicrania addominale né tantomeno è possibile considerare la presenza di una sindrome amotivazionale dovuta agli SSRI.
Il disturbo si è sviluppato a seguito dell’uso di sostanze stupefacenti che ha portato comunque a una alterazione del suo stato psichico.

Questa condizione va trattata in modo adeguato con una terapia antidepressiva per cui una variazione di questo genere non ha alcun senso clinico.

Anche la sola variazione per il motivo legato all’effetto con laterale sessuale andava considerata in maniera differente utilizzando o un’altra classe o una variazione di dosaggio.


Dr. F. S. Ruggiero


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dopo
Utente
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Per quanto riguarda l'emicrania addominale è stata la dottoressa a diagnosticarmela dicendo che sono forme pre-emicraniche che si manifestano nell'età preadulta e che poi si trasformeranno in emicrania, questo perchè il mio è un dolore ciclico (mi si presenta ogni mese) e non dipende minimamente da ciò che mangio. In più la dottoressa ha valutato la componente genetica (mia madre è emicranica) e il fatto che io soffrissi di mal d'auto. Questo è quello che mi ha detto la dottoressa. Forse ho sbagliato io a descriverla. Comunque al di là di ciò che poco c'entra con il mio disturbo attuale. Lei dice che il mio disturbo va trattato con un antidepressivo, ma il trittico non è un antidepressivo? La ringrazio per l'attenzione e le ripropongo la domanda precedente: la sindrome amotivazionale da marijuana è irreversibile? Grazie ancora per la tempestiva risposta e buona giornata
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dopo
Utente
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Buongiorno, cortesemente è importante per me ricevere una risposta o dal dott. Ruggiero o da chiunque legga il consulto, grazie mille e buona giornata

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