A 36 anni ho paura di avere un'intelligenza sopra alla media che mi separa sempre più dagli altri

Salve,
Vorrei innanzitutto sottolineare che porre questo quesito mi pone profondamente a disagio, visto che sembra la domanda di una persona arrogante.
Inoltre, spero di sbagliarmi, visto il distacco che si sta aprendo tra me e le persone che ho intorno.


Da qualche anno ormai, e soprattuto negli ultimi mesi mi sembra che le domande o i discorsi normali delle persone intorno abbiano risposte banali: riesco puntualmente ad individuarle e presentare il mio punto di vista che raramente, o quasi mai viene smentito.
Non solo dalle persone, ma anche dai fatti.
Anzi, quando riesco a trovare il coraggio di "dire la mia" sento che le persone intorno a me mi osservano con stupore come se avessi rivelato un verità.


Lavoro in un contesto professionale molto stimolante, in un'azienda internazionale leader nella ricerca e sviluppo (ambito ingengeristico).
Per quanto riguarda il mio livello di studio, ho conseguito (con impegno, nulla è mai stato scontato) due due lauree magistrali e ho un dottorato di ricerca in ingegneria conseguito in una delle migliori università svizzere, tutti nel minimo tempo possibile.
Ho sempre pensato che riuscire bene nello studio fosse solo grazie all'interesse per la disciplina, alla mia curiosità.
Parlo fluentemente 4 lingue.


Nel mio contesto lavorativo spesso mi trovo a correggere persone molto competenti e con vari anni di esperienza più di me su tematiche complesse, con approcci originali che nessuno riesce a vedere.
Allo stesso tempo, queste persone sottolineano la qualità "fuori dal comune" del mio modo di fare.
Inizialmente credevo fosse per "educazione", ma ora mi chiedo se non fossero delle verità dette.



Sono una persona che ha tendenza a razionalizzare ogni situazione con la volontà di trovare una risposta (la verità).

Concentrarmi su un'attività/pensiero è sempre stato facile e gli ultimi anni non faccio alcuna fatica a elaborare concetti diversi e complessi in parallelo, anche mentre sto svolgendo attività pratiche che richiedono molta attenzione.
Purtroppo qualche settimana fa ho avuto un'esperienza di deriva con l'impressione di vedermi nel contesto della realtà in cui mi trovavo in terza persona, come se mi stessi guardando da uno schermo, se ci fosse una scissione tra il mio essere fisico e la mia mente.


Ho sempre trovato un distacco con i miei coetanei, e una maggiore vicinanza con persone con un'esperienza di vita molto più importante della mia.

Ho sempre più fatica a relazionarmi con persone nuove, perché le trovo ovvie, ma al contempo ho simpatia e empatia con chi mi circonda, anche verso estranei, qualunque sia il loro contesto sociale.
La cosa più strana è che mi sembra di essere percepito come una persona carismatica, non uno "strambo".


Non faccio uso di stupefacenti e bevo alcolici con moderazione.


Una parte di me vorrebbe coltivare questa (presunta) stranezza ed acuire le mie capacità riflessive e di astrazione, ma mi chiedo se questo non mi porterà ad essere sempre più isolato.
Non so cosa fare.
Dr.ssa Anna Potenza Psicologo 5.1k 207
Gentile utente,
ho analizzato con attenzione il suo quesito, anche rileggendo la sua email.
Naturalmente lei sa che misurare il quoziente intellettivo è possibile (ma la invito a diffidare dei test online), così come è possibile valutare l'asperger, o "autismo ad alta definizione".
Tuttavia escluderei l'ipotesi da lei formulata, per alcune caratteristiche del suo scritto: parole ripetute o usate fuori dal significato corretto, qualche "ingenuità" sul piano della logica... Lei ha certamente letto gli scritti di persone che vengono ritenute di intelligenza superiore alla media (mi vengono in mente Platone, Aristotele, Leonardo, Galilei, Einstein, Russell) e ne avrà notato il rigore linguistico, pur nell'originalità dei concetti.
Nella sua email colpiscono soprattutto l'esperienza della depersonalizzazione (quel vedere sé stesso come su uno schermo) e il timore di rimanere sempre più isolato se cedesse al desiderio di acuire le capacità riflessive e di astrazione, come se avvertisse nel suo processo mentale qualcosa di "malato": infatti ritiene necessario segnalare che non fa uso di stupefacenti né di alcool.
Il massimo delle capacità riflessive e di astrazione si esercita nella filosofia, in certe branche particolarmente. Provi a frequentare un master di filosofia della scienza, o di logica formale, o direttamente la facoltà di Filosofia.
Potrà così se non altro creare dei contatti con persone che praticano il pensiero astratto e non si sentirà più isolato. Se invece il suo problema di diversità personale percepita dovesse protrarsi, un colloquio con un* psicolog* e gli opportuni test esplorerebbero altri campi di disagio.
Buone cose.

Prof.ssa Anna Potenza
Riceve in presenza e online
Primo consulto gratuito inviando documento d'identità a: gairos1971@gmail.com

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