Ho bisogno che qualcuno mi dica che andrà tutto bene
Ciao dottori.
Vi racconto un po' la mia storia, riassumendo il tutto.
Ho 33 anni.
Vivo con i miei e non lavoro da 4 anni.
Sono omosessuale, ma non ho mai avuto rapporti.
Ho solo provato due volte nel 2019 con due ragazzi, ma è andata male.
Mi dissocio.
Mi diplomo nel 2011, dopo inizio a lavoricchiare, ma sempre lavori discontinui.
All epoca avevo amici, ma io mi comportavo in modo strano.
Avevo la paura di farmi la pipì addosso e dovevo pregare tutti i santini presenti in casa.
E alle ore 18:00 ogni santo giorno mi sentivo strano, distaccato dal mondo.
Vado avanti così, nel 2017 parto per la Spagna da solo come ragazzo alla pari... mi trovo bene, dopo l esperienza di ragazzo alla pari rimango in Spagna e cerco lavoro.
Lavoro in Spagna fino al 2019, ritorno a casa a causa dell' insonnia.
Non chiudevo occhio la notte a causa della pancia.
Ritorno a casa e sto male.
Poi succede il COVID, io smetto di cercare lavoro.
Nel 2021 inizio ad avere brutte ossessioni, quella di essere un pedofilo.
Vado in panico, ho paura.
Così inizio a chiedere aiuto.
Inizio terapia nel 2021.
inizio la seduta dicendo sono un pedofilo.
Aiutatemi.
La psicologa mi chiede perché dici questo?
Non avendo pulsioni o altro, mi "rassicura" sul fatto che non sono assolutamente un pedofilo.
Quell' estate riesco a trovare un lavoro stagionale, grazia al supporto della psicologa.
Riesco a lavorare 3 mesi, nell' estate del 2021, dalla mattina alla sera, nonostante l insonnia.
Riesco a mettere 4 Milà euro da parte.
A settembre finisco di lavorare, nonostante i soldi messi da parte non avevo aspirazioni, progetti.
Mio padre si ammala di tumore, mia sorella resta incinta, ma faceva uso di sostanze.
Finisce in comunità.
Io mi lascio andare, mi isolo, consumo tutti i miei soldi alle slot, e ho nuove ossessioni, quella di essere un serial killer.
Nel 2022 mi rivolgo a uno psichiatra, inizio cura farmacologica, per disturbo ossessivo e dissociativo.
Dal 2022 ad oggi non cerco lavoro, ho paura, mi isolo.
Se mando CV e mi chiamano vado in panico e non vado.
Da settembre inizio a frequentare un' associazione per stare con gli altri.
Ad oggi mi sento meglio.
Sto mandando dei CV, e a pomeriggio ho due colloqui.
Continuo a giocare a volte, quando cado nel vuoto depressivo.
Ho pensato che tra un anno vorrei tornare in Spagna.
Mi do un anno di tempo.
Devo lavorare qui e mettere da parte almeno 8000.
Sono seguito da una psicologa.
Vivo in un paesino del sud e non mi trovo bene.
Stavo meglio in Spagna.
Poi ora con me ho i farmaci, quindi tornare credo che mi farebbe bene.
Anche per cercare di frequentare qualche ragazzo, qua mi sembra un utopia.
Quindi ora ho una speranza, lavorare per tornare in Spagna.
Non mi sento più rassegnato.
Il problema ora è come faccio a perdonarmi questi 4 anni passati sempre a casa.
Come mai sono caduto così in basso?
Ho subito abusi sessuali infantili da parte di mio zio all Età di 3 anni, e in casa mio padre picchiava mamma.
Vi racconto un po' la mia storia, riassumendo il tutto.
Ho 33 anni.
Vivo con i miei e non lavoro da 4 anni.
Sono omosessuale, ma non ho mai avuto rapporti.
Ho solo provato due volte nel 2019 con due ragazzi, ma è andata male.
Mi dissocio.
Mi diplomo nel 2011, dopo inizio a lavoricchiare, ma sempre lavori discontinui.
All epoca avevo amici, ma io mi comportavo in modo strano.
Avevo la paura di farmi la pipì addosso e dovevo pregare tutti i santini presenti in casa.
E alle ore 18:00 ogni santo giorno mi sentivo strano, distaccato dal mondo.
Vado avanti così, nel 2017 parto per la Spagna da solo come ragazzo alla pari... mi trovo bene, dopo l esperienza di ragazzo alla pari rimango in Spagna e cerco lavoro.
Lavoro in Spagna fino al 2019, ritorno a casa a causa dell' insonnia.
Non chiudevo occhio la notte a causa della pancia.
Ritorno a casa e sto male.
Poi succede il COVID, io smetto di cercare lavoro.
Nel 2021 inizio ad avere brutte ossessioni, quella di essere un pedofilo.
Vado in panico, ho paura.
Così inizio a chiedere aiuto.
Inizio terapia nel 2021.
inizio la seduta dicendo sono un pedofilo.
Aiutatemi.
La psicologa mi chiede perché dici questo?
Non avendo pulsioni o altro, mi "rassicura" sul fatto che non sono assolutamente un pedofilo.
Quell' estate riesco a trovare un lavoro stagionale, grazia al supporto della psicologa.
Riesco a lavorare 3 mesi, nell' estate del 2021, dalla mattina alla sera, nonostante l insonnia.
Riesco a mettere 4 Milà euro da parte.
A settembre finisco di lavorare, nonostante i soldi messi da parte non avevo aspirazioni, progetti.
Mio padre si ammala di tumore, mia sorella resta incinta, ma faceva uso di sostanze.
Finisce in comunità.
Io mi lascio andare, mi isolo, consumo tutti i miei soldi alle slot, e ho nuove ossessioni, quella di essere un serial killer.
Nel 2022 mi rivolgo a uno psichiatra, inizio cura farmacologica, per disturbo ossessivo e dissociativo.
Dal 2022 ad oggi non cerco lavoro, ho paura, mi isolo.
Se mando CV e mi chiamano vado in panico e non vado.
Da settembre inizio a frequentare un' associazione per stare con gli altri.
Ad oggi mi sento meglio.
Sto mandando dei CV, e a pomeriggio ho due colloqui.
Continuo a giocare a volte, quando cado nel vuoto depressivo.
Ho pensato che tra un anno vorrei tornare in Spagna.
Mi do un anno di tempo.
Devo lavorare qui e mettere da parte almeno 8000.
Sono seguito da una psicologa.
Vivo in un paesino del sud e non mi trovo bene.
Stavo meglio in Spagna.
Poi ora con me ho i farmaci, quindi tornare credo che mi farebbe bene.
Anche per cercare di frequentare qualche ragazzo, qua mi sembra un utopia.
Quindi ora ho una speranza, lavorare per tornare in Spagna.
Non mi sento più rassegnato.
Il problema ora è come faccio a perdonarmi questi 4 anni passati sempre a casa.
Come mai sono caduto così in basso?
Ho subito abusi sessuali infantili da parte di mio zio all Età di 3 anni, e in casa mio padre picchiava mamma.
La domanda che pone sul come perdonarsi rischia di diventare una forma ulteriore di accusa verso di sé, come se questi anni fossero solo una colpa o un fallimento personale. Dal racconto emerge invece una continuità: sintomi ossessivi precoci, esperienze dissociative, un contesto familiare violento, un abuso sessuale infantile, eventi di vita molto stressanti concentrati nello stesso periodo. In questa cornice, il ritiro, l’arresto progettuale, il gioco e le ossessioni possono essere letti più come tentativi di sopravvivenza e di regolazione di stati interni ingestibili che come una caduta in basso . Non è irrilevante che, quando ha avuto un contenimento psicologico, sia riuscito a lavorare, a spostarsi, a progettare; e che oggi, con un sostegno stabile e una rete minima, stia nuovamente rimettendo in moto parti di sé. Forse la questione non è perdonarsi, ma chiedersi che cosa le è mancato in quegli anni per poter fare diversamente e che cosa oggi, invece, c’è. Le rilancio alcune domande utili per il lavoro terapeutico: che funzione hanno avuto per lei l’isolamento e il gioco nei momenti di vuoto? quanto le ossessioni parlano di una paura di essere pericoloso più che di un desiderio reale? e che significato assume oggi il progetto di tornare in Spagna, come luogo o come rappresentazione di un sé più vitale e possibile? Continuare il percorso psicologico può aiutarla a integrare la sua storia senza ridurla a un giudizio morale su se stesso, e a trasformare la speranza in un progetto realistico e sostenibile.
Cordialmente,
Cordialmente,
Dott.ssa Elisabetta Carbone
Psicologa sistemico relazionale | Sessuologa clinica |
psicologa@elisabettacarbone.it | 351.777.9483
Utente
Grazie dottoressa.
Dove sto mi sento in gabbia, un piccolo paesino , e anche spostandomi in città la mia vita non cambierebbe, ho visto i prezzi degli affitti e gli stipendi piuttosto bassi.
Poi dico.. in Spagna sono stato quando sono stato male, ora, che con me ho i farmaci, e avendo una consapevolezza diversa, andrà tutto diversamente.
Credo che nel 2021 sia crollato a causa della solitudine e del mio isolamento sociale. Uscivo sempre da solo, non avevo amici. Perché mi sento diverso da tutti. Con la mia psicologa stiamo lavorando su questo, sul mio senso di diversità che è molto forte!
Gioco per la solitudine e per scappare dalla mia tristezza, perché gioco di più quando mi capita qualcosa di brutto. Giocare non mi fa pensare a nulla, però poi dopo ci sto male perché so che non dovrei giocare.
Ora sono seguito da una psicologa cognitivo comportamentale.
Sono stato seguito 3 anni da una psicologa, abbiamo fatto psicoanalisi. Poi l' ho lasciata, no perché non mi trovassi bene, ma solo perché volevo fare l' EMDR .. che non ha dato i frutti sperati. Da settembre ad oggi è cambiato che sto frequentando un associazione e il sabato sera sto uscendo con questi ragazzi, questo mi sta aiutando tanto e mi sta dando la speranza che anch'io posso avere una vita migliore.
La solitudine e l isolamento non aiutano.
Dove sto mi sento in gabbia, un piccolo paesino , e anche spostandomi in città la mia vita non cambierebbe, ho visto i prezzi degli affitti e gli stipendi piuttosto bassi.
Poi dico.. in Spagna sono stato quando sono stato male, ora, che con me ho i farmaci, e avendo una consapevolezza diversa, andrà tutto diversamente.
Credo che nel 2021 sia crollato a causa della solitudine e del mio isolamento sociale. Uscivo sempre da solo, non avevo amici. Perché mi sento diverso da tutti. Con la mia psicologa stiamo lavorando su questo, sul mio senso di diversità che è molto forte!
Gioco per la solitudine e per scappare dalla mia tristezza, perché gioco di più quando mi capita qualcosa di brutto. Giocare non mi fa pensare a nulla, però poi dopo ci sto male perché so che non dovrei giocare.
Ora sono seguito da una psicologa cognitivo comportamentale.
Sono stato seguito 3 anni da una psicologa, abbiamo fatto psicoanalisi. Poi l' ho lasciata, no perché non mi trovassi bene, ma solo perché volevo fare l' EMDR .. che non ha dato i frutti sperati. Da settembre ad oggi è cambiato che sto frequentando un associazione e il sabato sera sto uscendo con questi ragazzi, questo mi sta aiutando tanto e mi sta dando la speranza che anch'io posso avere una vita migliore.
La solitudine e l isolamento non aiutano.
Gentile utente,
Mi associo alle riflessioni già espresse dalla collega, che hanno ben messo in luce come la sua storia non possa essere letta in termini di colpa o di semplice fallimento personale.
Aggiungerei un ulteriore punto di vista: quando una persona cresce in un contesto traumatico, come quello che descrive (abusi, violenza domestica, paura precoce), una parte importante delle energie psichiche viene impiegata molto presto per difendersi, più che per esplorare, desiderare, costruire. Questo spesso produce traiettorie di vita irregolari, fatte di avanzamenti e arresti, senza che ciò significhi mancanza di valore o di capacità.
In quest’ottica, i quattro anni fermi possono essere visti non come tempo perso, ma come un tempo in cui il suo sistema ha cercato, in modo imperfetto ma comprensibile, di non crollare ulteriormente. Il fatto che oggi lei riesca a formulare un progetto, a sostenere dei colloqui, a pensarsi di nuovo nel mondo, indica che qualcosa internamente è cambiato.
Forse il lavoro non è tanto perdonare quel periodo, quanto riconoscere che quella versione di sé stava facendo il massimo possibile con le risorse che aveva allora. La possibilità di fare diversamente nasce solo quando le condizioni interne ed esterne lo rendono possibile.
Continuare il percorso terapeutico potrà aiutarla non a cancellare quegli anni, ma a integrarli nella sua storia senza che definiscano chi è o chi può diventare.
Un cordiale saluto
Mi associo alle riflessioni già espresse dalla collega, che hanno ben messo in luce come la sua storia non possa essere letta in termini di colpa o di semplice fallimento personale.
Aggiungerei un ulteriore punto di vista: quando una persona cresce in un contesto traumatico, come quello che descrive (abusi, violenza domestica, paura precoce), una parte importante delle energie psichiche viene impiegata molto presto per difendersi, più che per esplorare, desiderare, costruire. Questo spesso produce traiettorie di vita irregolari, fatte di avanzamenti e arresti, senza che ciò significhi mancanza di valore o di capacità.
In quest’ottica, i quattro anni fermi possono essere visti non come tempo perso, ma come un tempo in cui il suo sistema ha cercato, in modo imperfetto ma comprensibile, di non crollare ulteriormente. Il fatto che oggi lei riesca a formulare un progetto, a sostenere dei colloqui, a pensarsi di nuovo nel mondo, indica che qualcosa internamente è cambiato.
Forse il lavoro non è tanto perdonare quel periodo, quanto riconoscere che quella versione di sé stava facendo il massimo possibile con le risorse che aveva allora. La possibilità di fare diversamente nasce solo quando le condizioni interne ed esterne lo rendono possibile.
Continuare il percorso terapeutico potrà aiutarla non a cancellare quegli anni, ma a integrarli nella sua storia senza che definiscano chi è o chi può diventare.
Un cordiale saluto
dott. Benedetto Vivona
Ricevo a Trapani e online
https://benedettovivona.wixsite.com/psicologo-trapani
Questo consulto ha ricevuto 3 risposte e 37 visite dal 18/02/2026.
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