Ignorare o dialogare?

Gentili dottori,

premesso che ho dei problemi di cui ho già scritto in diversi consulti (sui quali, pertanto, non mi soffermo) vorrei scrivervi oggi per riflettere su un rapporto che ho con un mio amico/conoscente.
È un ragazzo di un anno più piccolo di me, con molte difficoltà: relazionali soprattutto.
Un po' come me.

Però ha una strana personalità, si comporta in maniera a volte scorretta, chiedendomi ad esempio soldi che non ridà mai indietro, battute inopportune davanti a tutti per mettermi in difficoltà e via dicendo.
Con il tempo l'ho sopportato sempre meno, adesso l'ho silenziato su WhatsApp (bloccarlo non me la sentivo.
Non ho mai bloccato nessuno, mi sembra un gesto che non mi appartiene) perché mi scrive tutti i giorni in diversi orari.
Con domande a volte molto futili, ma insistenti.
Questo ragazzo frequenta la parrocchia dove vado e ultimamente non viene più perché aveva tentato approcci con minorenni.
È stato allontanato, sostanzialmente.
Mi invita continuamente ad uscire ma io rifiuto.
Con educazione, sempre.

Io non so che fare perché mi sembrerebbe corretto provare a parlarci ed esternare tutto ciò che non mi sta bene.
Ma allo stesso tempo ho bisogno, come dire, di aria! È pressante, opprimente e mi viene voglia di non rispondere e ignorarlo.
Ma non so se questo mio comportamento possa definirsi corretto.
Forse dovrei chiarirmi?

Provo dispiacere per lui perché ha senza dubbio dei gravi problemi (so che è in cura in psicoterapia e credo anche psichiatrica), ed è sempre più solo.
Sospetto abbia anche un lieve ritardo.
Ma non sono un clinico, non posso dire.

Insomma, non so che fare: perché ho subito tanto e mi fa rabbia, ma anche dispiacere.

Che mi consigliate?
Ne ho parlato tanto con la mia terapeuta che però non mi ha ancora prospettato una soluzione.
Credo voglia farmi riflettere molto su questa cosa.

Io pure sono solo, non solo del tutto ma sperimento tanta solitudine ed emarginazione.
Quindi da un lato lo capisco a questo amico, ma dall'altro non lo reggo proprio!
Che mi consigliate?
Dr.ssa Carla Maria Brunialti Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo 19.2k 611
Gentile utente,

Ci scrive che
" Che mi consigliate?
Ne ho parlato tanto con la mia terapeuta che però non mi ha ancora prospettato una soluzione.."

Come si sarà accorto, le/gli psicoterapeut* non forniscono indicazionicomportamentali alle domande degli utenti o pazienti.

Mi chiedevo anche quanto la serie di consulti qui possa togliere energie al lavoro che lei sta facendo con la sua psicoterapeuta, oppure possa distrarle dalla linea che la professionista -conoscendola di persona- sta proponendolle.
Se ad esempio qui avesse trovato una indicazione comportamentale, del genere "faccia così, faccia cola'", come lo avrebbe accordato col percorso che sta facendo con la sua psicoterapeuta?

Anche questo è un invito ad una riflessione.

Saluti cordiali.
Dott. Brunialti

Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta, Sessuologa clinica, Psicologa europea.
https://www.centrobrunialtipsy.it/


👍🏻I dottori Potenza, Capretto concordano con la risposta.

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Intende dire che ho sbagliato a scrivere? Cioè che alla fine è una decisione che devo maturare dentro di me?
Sentendomi insicuro ho chiesto consiglio. Non so che fare. Anche in relazione alle mie convinzioni, a quello in cui credo. Credo che si debba porgere l'altra guancia, perdonare il prossimo. Ma questo non è sempre facile.
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Dr.ssa Carla Maria Brunialti Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo 19.2k 611
Gentile utente,

" Intende dire che ho sbagliato a scrivere?
Sentendomi insicuro ho chiesto consiglio."

Sintetizzando la mia risposta #1, a fronte del Suo consulto ho pensato di offrirle due spunti di riflessione.

1.
La funzione dell* Psicoterapeuta: non è di indicare al/la cliente o paziente "cosa fare" [non si sostutuisce mai alla persona], bensì di fornire
-stimoli alla conoscenza di sè,
-supporto nelle decisioni,
-energia nel mantenimento delle stesse,
-aiuto nel cambiamento,
in misura ed approfondimento variabili se si tratti di un consulto psicologico anonimo online, di una consulenza una tantum oppure di un percorso di psicoterapia in presenza.

2.
Vedendo che quello di oggi è il 24esimo consulto in un tempo limitato, ho ritenuto opportuno segnalarle che il "doppio canale" - cioè psicoterapia in presenza e domanda-spot in anonimo sulla piattaforma quando il/la terapeuta non fornisce l'indicazione comportamentale richiesta - non giova nè a Lei come persona, nè alla efficacia della psicoterapia stessa.

A fronte di questi due chiarimenti ritengo che Lei non abbia "sbagliato a scrivere" qui, l'occasione è stata utile a qualche chiarimento.
"Cioè che alla fine è una decisione che devo maturare dentro di me?", ci chiede. Sì certo, ma con l'aiuto della Sua terapeuta, alla quale lei a suo tempo si è rivolto per motivi che noi non conosciamo. La stessa è sicuramente è in grado di aiutarla meglio di noi qui.
La incoraggiamo a mostrarle questa mail, vi aiuterà a comunicare con maggiore trasparenza, e dunque efficacia del percorso.

Saluti cari.
Dott. Brunialti

Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta, Sessuologa clinica, Psicologa europea.
https://www.centrobrunialtipsy.it/

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