Problemi comportamentali
Buonasera,
Scrivo in quanto sono arrivata alla consapevolezza di avere un problema ma non so come definirlo.
Sono sempre stata una bambina molto timida e che non andava bene a scuola.
Definita da mia madre fuori casa timida e in casa un terremoto.
A 30 anni circa, dopo aver iniziato un nuovo percorso di studi, mi viene diagnosticata ADHD combinata io mi sono sempre sentita strana e finalmente la mia stranezza ha avuto un nome.
Ho iniziato a migliorarmi con tanti accorgimenti e sono riuscita ad ottenere sia dei risultati di studio che poi mi hanno portato a un nuovo percorso lavorativo.
E qui di nuovo il dramma mi ritrovo a fare una fatica immensa ad imparare le cose nuove, a interagire con alcuni colleghi, a capire ciò che mi spiegano, a parlare quando non devo, a vivere di ansia perenne, e ad essere poco sveglia.
Se cè tanto da fare vado in ansia subito ma sfogo la mia iperattività quindi il fine giornata per me è meraviglioso.
Quando cè poco da fare mi annoio però almeno non vivo di ansia.
E poi ho notato che in un mese ho sempre due periodi quello in cui vorrei lavorare sola e a ritmi lenti in cui ho energia zero e sembro una disadattata anche nel parlare e sono mentalmente poco sveglia e periodi in cui ho bisogno di compagnia, divento logorroica e mi sento energica a 1000 e ho attenzione su tutto.
Potete spiegarmi cosa ho?
O magari consigliarmi chi può fare al caso mio come medico?
Grazie.
E uno stato mentale e fisico quasi invalidante per me.
Scrivo in quanto sono arrivata alla consapevolezza di avere un problema ma non so come definirlo.
Sono sempre stata una bambina molto timida e che non andava bene a scuola.
Definita da mia madre fuori casa timida e in casa un terremoto.
A 30 anni circa, dopo aver iniziato un nuovo percorso di studi, mi viene diagnosticata ADHD combinata io mi sono sempre sentita strana e finalmente la mia stranezza ha avuto un nome.
Ho iniziato a migliorarmi con tanti accorgimenti e sono riuscita ad ottenere sia dei risultati di studio che poi mi hanno portato a un nuovo percorso lavorativo.
E qui di nuovo il dramma mi ritrovo a fare una fatica immensa ad imparare le cose nuove, a interagire con alcuni colleghi, a capire ciò che mi spiegano, a parlare quando non devo, a vivere di ansia perenne, e ad essere poco sveglia.
Se cè tanto da fare vado in ansia subito ma sfogo la mia iperattività quindi il fine giornata per me è meraviglioso.
Quando cè poco da fare mi annoio però almeno non vivo di ansia.
E poi ho notato che in un mese ho sempre due periodi quello in cui vorrei lavorare sola e a ritmi lenti in cui ho energia zero e sembro una disadattata anche nel parlare e sono mentalmente poco sveglia e periodi in cui ho bisogno di compagnia, divento logorroica e mi sento energica a 1000 e ho attenzione su tutto.
Potete spiegarmi cosa ho?
O magari consigliarmi chi può fare al caso mio come medico?
Grazie.
E uno stato mentale e fisico quasi invalidante per me.
Gentilissima,
il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) che le è stato diagnosticato, può portare anche alle difficoltà che lei descrive. Dopo aver ricevuto la diagnosi, ha intrapreso un percorso psicologico-psicoterapeutico ed, eventualmente, farmacologico per la gestione dei sintomi? Da qui, oltre quello di cui ci ha già informato, non possiamo né siamo in grado di porre una diagnosi. Non avendola vista, non sarebbe né legale né giusto per lei affibiarle un'etichetta diagnostica.
Ciò che è palese, è uno stato di sofferenza. Tra le altre cose, lei riporta stati di letargia a stati di iperattività, che vanno approfonditi il prima possibile.
Le suggerisco di rivolgersi ad un/a professionista psicologo/a-psicoterapeuta che possa supportarla. Se necessario, insieme, potreste tener presente anche la possibilità di svolgere una terapia congiunta, con un/a psichiatra. Questo, però, va valutato con il/la professionista da lei scelto/a e di cui si fida.
Se vuole tenermi aggiornato, sono qui.
Un cordiale saluto,
il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) che le è stato diagnosticato, può portare anche alle difficoltà che lei descrive. Dopo aver ricevuto la diagnosi, ha intrapreso un percorso psicologico-psicoterapeutico ed, eventualmente, farmacologico per la gestione dei sintomi? Da qui, oltre quello di cui ci ha già informato, non possiamo né siamo in grado di porre una diagnosi. Non avendola vista, non sarebbe né legale né giusto per lei affibiarle un'etichetta diagnostica.
Ciò che è palese, è uno stato di sofferenza. Tra le altre cose, lei riporta stati di letargia a stati di iperattività, che vanno approfonditi il prima possibile.
Le suggerisco di rivolgersi ad un/a professionista psicologo/a-psicoterapeuta che possa supportarla. Se necessario, insieme, potreste tener presente anche la possibilità di svolgere una terapia congiunta, con un/a psichiatra. Questo, però, va valutato con il/la professionista da lei scelto/a e di cui si fida.
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Un cordiale saluto,
Dr. Valerio Bruno
Questo consulto ha ricevuto 1 risposte e 16 visite dal 13/05/2026.
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