Come aiutare figlia convivente depressa?

Buongiorno, mia figlia sembra abbia la depressione maggiore.
Dico sembra perchè non condivide con me e suo padre i dettagli del suo malessere.
Sta chiusa in camera tutto il giorno, ne esce solo per cenare con noi e per far visita alla zia, un'oretta al pomeriggio.
So che è seguita da una psicoterapeuta a orientamento gestaltico che vede circa una volta a settimana, dai primi di dicembre, e da una psichiatra, che le ha prescritto inizialmente Trittico, prima 75mg poi 150mg al giorno, e dopo circa un mese e mezzo, visto che non aveva benefici, escitalopram, prima 10mg e ora, dopo circa un mese e mezzo, credo sia passata a 15mg.
L'ho vista peggiorare nel corso dei mesi: il problema è emerso a novembre, fino circa a metà gennaio manifestava qualche idea/progetto, ora sembra completamente spenta e comunque sempre critica, talvolta arrabbiata, con me e suo padre.
Abbiamo consultato anche noi una psicologa, ci è stato spiegato che chiederle di reagire, può solo peggiorare il problema quindi l'abbiamo lasciata tranquilla; e uno psichiatra, che ci ha detto di avere pazienza ma che comunque in qualche mese con le cure corrette il problema si può risolvere.
A questo punto a me sta però venendo il dubbio che non sia curata come si deve: ad esempio, non sarebbe forse meglio l'orientamento cognitivo-comportamentale rispetto al gestaltico?.
E magari sarebbe opportuno avesse uno psichiatra che le prescriva esami e che la veda in presenza, anche per valutare la gestualità e il modo di porsi (finora è stata seguita solo online).
Ho però paura che, se le dessi suggerimenti in tal senso, potrei peggiorare ulteriormente la situazione, visto quanto è critica nei nostri confronti e che non accetta minimamente consigli.
Vorrei un consiglio su come muovermi per favore.
Grazie in anticipo.
Dr.ssa Carla Maria Brunialti Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo 19.3k 613
Gentile utente,

Comprendiamo la sua preoccupazione nei confronti di questa figlia, convivente con voi, di cui non ci dice però l'età.

Riguardo all'essere seguita online o in presenza, la nostra esperienza clinica ci testimonia che la seconda è più efficace per i seguenti motivi:
-Dà modo alla terapeuta di osservare, non solamente la mimica e il busto del/la paziente, bensì il linguaggio non verbale dell'intera persona; e altrettanto al/la paziente nei confronti del/la curante
-Fa sì che la persona esca di casa per recarsi in Studio anche se fa fatica
-Facilita l'alleanza terapeutica
-La/il psicoterapeuta rimane un punto d'appoggio disponibile sul territorio anche quando la terapia sarà finita.

Per curare ogni patologia psichica:
- la scelta dell'approccio adatto è importante, ma maggiormente importante è il legame (alleanza terapeutica) che si crea tra curato e curante,
e che fa sì che il percorso metta in moto energie di cambiamento sia nei pensieri che nei comportamenti.
- Il secondo elemento è rappresentato dal fatto che l* Psicolog* deve essere anche Psicoterapeuta, aver concluso cioè la specializzazione quadriennale e avere ricevuto il riconoscimento a curare dal proprio Ordine Psicologi. Questo dato imprescindibile lo trova sull'Albo Nazionale Psicologi.

Per quanto riguarda lo psichiatra, vale lo stesso. Come ha potuto fare online le prescrizioni per i farmaci?
Riguardo ai farmaci che assume sua figlia, invii una richiesta qui ai nostri psichiatri; non parebbe che la terapia che sta assumendo ora la ragazza sia specifica per la depressione.

Rimango disponibile qui per chiarimenti.

Saluti cordiali.
dott. Brunialti

Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta, Sessuologa clinica, Psicologa europea.
https://www.centrobrunialtipsy.it/

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Utente
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Gentilissima Dottoressa, La ringrazio molto per la risposta. Come affrontare però il discorso con la ragazza (ha 23 anni)? Non vorrei aggravare la situazione, potrebbe pensare che non la considero capace di scegliere medico e terapeuta o di rendersi conto che le cure non sono efficaci ed aggravare così la sfiducia in sè stessa. Oltretutto Lei ci ha chiesto esplicitamente mesi fa di lasciarla tranquilla e di non chiederle nulla della sua salute. A questo punto però forse preferisco rischiare, credo di dover fare qualcosa, non solo non migliora ma sta peggiorando.
La psichiatra le ha prescritto i farmaci su ricetta bianca, che ha ricevuto via mail e mandato al suo medico di medicina generale per la prescrizione con SSN.
Ringrazio di nuovo chi mi vorrà dare un consiglio.
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Dr.ssa Carla Maria Brunialti Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo 19.3k 613
Gentile utente,

la preoccupazione materna può sembrare (o essere dichiarata) fastidiosa per una figlia, ma la assenza di essa è peggiore.

Può fare leggere questo consulto alla ragazza e dirle con tranquillità e autorevolezza che per qualsiasi cosa Lei mamma c'è.

Saluti cordiali.
Dott. Brunialti

Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta, Sessuologa clinica, Psicologa europea.
https://www.centrobrunialtipsy.it/

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Dr.ssa Serena Vitale Psicologo, Sessuologo 22
Gentile utente
Innanzitutto, la ringraziamo per aver esposto un tema così delicato, poi voglio passare a dirle alcune cose che potrebbero aiutarla.

La prima cosa che mi sento di specificare è che la forza di un percorso terapeutico non è molto legata all’orientamento formativo del professionista, quanto alla relazione che si instaura tra paziente e terapeuta.
Infatti ciò che è davvero terapeutico in questo ambito è proprio la relazione tra le due parti.
Ovviamente il terapeuta deve essere ben formato, ed ovviamente su Internet leggerà che ci sono orientamenti più utili di altri secondo alcuni studi.
Tuttavia, tenga conto che resta sempre un discorso molto soggettivo, e che ogni orientamento è valido, e che ciò che davvero conta è quanto si trovi bene la persona con il terapeuta.

A ragione di questo, le dico anche che non è detto che la situazione di sua figlia sia per forza una depressione maggiore (se non avete ricevuto chiaramente questo tipo di diagnosi) ma potrebbero esserci dinamiche di altro tipo che la fanno stare male e che non sono per forza riconducibili ad una depressione.

Cosa può fare quindi un genitore?
Sicuramente non pressare la persona con prospettive su ciò che dovrebbe essere la sua vita, evitare richiami ripetuti riguardo la sua situazione, ed al contrario manifestare amorevolezza, vicinanza e non giudizio.

Concludo scrivendole che molti studi scientifici hanno confermato la validità della seduta psicologica online al pari di quella presenziale, e quindi non solo questa modalità può ottenere gli stessi risultati terapeutici, ma in alcuni casi potrebbe persino essere l’unica via percorribile per alcune persone che altrimenti si sentirebbero in difficoltà ad andare in presenza.

Non è questo a fare la differenza, perché sono tante le persone che sono state bene con percorsi online, e la scienza lo riporta.

Probabilmente ciò su cui ci si dovrebbe confrontare in famiglia sono le motivazioni ipotetiche che hanno portato sua figlia a stare in questo modo, se voi sapete qualcosa.
Ancor meglio, sarebbe utile provare ad avere con lei una comunicazione assertiva, ovvero rispettosa, priva di giudizio, e che non finisca in litigio anche se gli animi dovessero accendersi da una delle due parti, quindi mantenere sempre rispetto e comprensione.

Spero di esserle stata d’aiuto,
con i migliori auguri.

Riscontro orientativo, non diagnostico
Dott.ssa Serena Vitale
Psicologa Clinica e della Salute, Sessuologa
https://serenavitalepsicologa.it

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Utente
Utente
Gentilissima dottoressa Vitale, mi è stata certamente di aiuto. Avevo provato nel frattempo a parlare a mia figlia e a chiederle di sottoporsi a visite in presenza o quanto meno ad avere un consulto con altri specialisti, ma ha decisamente rifiutato. Non vuole dirci che problema ha e da cosa ha avuto origine, ma sembra che non siamo io e suo padre la causa, per fortuna. Lei si fida della psicoterapeuta e della psichiatra che la stanno seguendo, e ci ha chiesto di non interferire. Mi sono quindi imposta di avere l'atteggiamento che lei suggerisce, cioè di starle vicino con amore, senza giudicare e senza pressarla a fare cose che in questo momento evidentemente non è in grado di fare. Pur nella preoccupazione, io mi sento meglio, non ho più l'ansia quotidiana di dover fare qualcosa a qualunque costo. Mi pare anche di vedere in lei dei piccolissimi miglioramenti. Mi ha rincuorato avere la conferma che la terapia online è comunque efficace. La ringrazio quindi moltissimo.
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Dr.ssa Serena Vitale Psicologo, Sessuologo 22
Gentile utente,
Sono molto contenta di esserle stata d’aiuto, mi fa piacere per i miglioramenti e ne approfitto per augurarle una buona serata.

Riscontro orientativo, non diagnostico
Dott.ssa Serena Vitale
Psicologa Clinica e della Salute, Sessuologa
https://serenavitalepsicologa.it

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