Ansia, sensi di colpa e difficoltà a prendere una decisione definitiva

Buongiorno,

sono un ragazzo sulla trentina che da qualche mese sta sperimentando stress ed ansia ad altissimo livello per via di una decisione lavorativa.
Lavoravo in uno dei posti più importanti in Italia e ho deciso di lasciarlo per provare a tornare a vivere nel mio paese di origine (a circa 2 ore di auto da dove stavo prima), con più smart working e maggior equilibrio vita-lavoro.
Non ero convintissimo della scelta già prima di prenderla, in quanto il mio precedente lavoro mi rendeva orgoglioso anche agli occhi degli altri, ma ho deciso di farlo anche sapendo che mia moglie aveva piacere a tornare al paese.
Dopo aver fatto la scelta, da circa 20 giorni, ho sempre un senso di ansia e rimpianto e sono ogni giorno tentato a voler tornare indietro.
Sono combattuto continuamente tra il voler tornare ed i sensi di colpa per gli altri, in quanto sicuramente i miei figli potranno essere più seguiti al paese avendo il supporto dei nonni e io, in futuro, potrò seguire da vicino i miei genitori durante la vecchiaia.
Nonostante questi vantaggi io mi sento spento e apatico, vorrei solo tornare al vecchio lavoro ma sono bloccato da questi sensi di colpa, in quanto mi colpevolizzo sapendo che figli e genitori avranno una vita più tranquilla se io fossi al paese ed anche mia moglie avrebbe un aiuto durante le prime fasi di vita dei bambini (che vorremmo avere a breve, ancora non ne abbiamo).
Al tutto si aggiunge che al paese ho una casa di proprietà mentre ritornando sull’altro lavoro dovrei comprare casa.
Un’altra opzione potrebbe essere quella di fare il pendolare dal mio paese, dormendo un paio di notti a settimana fuori casa, che potrebbe essere davvero un buon compromesso ma ho dei dubbi anche su questo dj non poter essere troppo presente con i miei figli in futuro.
Non ne vengo davvero a capo ed ho il cervello arrovellato da mesi.
Mi farebbe piacere un vostro punto di vista.
Grazie
Dr.ssa Carla Maria Brunialti Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo 19.3k 612
Gentile utente,

Sulla sua pelle si sta rendendo conto che prendere delle decisioni unicamente a vantaggio degli altri non ci fa stare bene.
Al contrario può essere in grado di spegnerci.
Al contempo, volendo provare un'altra strada, come lei sta facendo, non si è in grado di far quadrare il cerchio contentando tutti i soddisfacendo a tutte le esigenze.

Forse questo può voler dire che nella vita da adulti la perfezione, ossia riuscire a tracciare dei cerchi perfetti, e' quasi impossibile?

Se lei rilegge, come se fosse all'esterno di sé, le tre alternative che si dà, potrà accorgersi che ne esiste una in grado di saziare contemporaneamente le aspettative di tutti, anche se non perfettamente.
Quale potrebbe essere?

Saluti cordiali.
Dott. Brunialti

Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta, Sessuologa clinica, Psicologa europea.
https://www.centrobrunialtipsy.it/

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Utente
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Gentile dottoressa,

innanzitutto grazie davvero per la risposta e per aver condiviso il suo punto di vista.

Effettivamente rileggendo la soluzione sembra essere quella del pendolarismo, anche se non esente da sacrifici, soprattutto a livello di presenza nei confronti della famiglia e non esente da rischi sopratutto per un trasferimento in corso d’opera in futuro che potrebbe destabilizzare il nucleo familiare. (Le due notti fuori con 3 giorni in presenza sono un accordo ad personam che potrebbe essere revocato in futuro).
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Dr.ssa Carla Maria Brunialti Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo 19.3k 612
Gentile utente,

Per riprendere il titolo del suo consulto,le decisioni non sono mai definitive, cioè per tutta la vita.
Nessuno può sapere quello che riserva il futuro,
magari lei troverà un nuovo lavoro,
magari sua moglie deciderà di trasferirsi,
magari
magari..

Non è possibile nemmeno controllare tutte le variabili presenti e future del mondo e della vita di una persona,
di figuri di una coppia,
e ancor più se le decisioni prendono in considerazione anche le famiglie d'origine.

Frequentemente il desiderio di controllare tutte le variabili presenti e future si trasforma in un rimuginare sterile,
che in realtà blocca qualsiasi decisione, condannandosi alla immobilità.
In questo caso occorre prendere in considerazione l'ipotesi che il quesito sia mal posto e che dunque la risposta è impossibile.
Oppure che la propria mente sia portata a rimuginare, anziché a decidere.

Saluti cordiali.
Dott. Brunialti

Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta, Sessuologa clinica, Psicologa europea.
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