Ansia da prestazione

Egregi Dott.
ri buongiorno,

48anni, bene o male non ho grossi problemi, ma ho un leggero stato di ansia che ormai da anni convive con me in certi momenti dell'anno, ma non ci do molto pesoin quanto la tengo quasi sempre sotto controllo e non ho mai preso alcun tipo di farmaco.
Ultimamente però gli stati ansiosi tendono a indirizzarsi sulla vita affettiva ch ea volte mi portano a delle paure nell'affrontare un rapporto e me lo fanno andar emale.

Ultimo evento catastrofico successo pochi gg fa,... siamo in ballo con la PMA e io dovevo fornire il campione di sperma, al così detta prova del barattolino... ovviamente non superata.
Avevo preso anche una camera di albergo per essere più a mio agio ma nulla, ne li ne in sede nel famigerato bagno dell'ospedale.
Quando ho saputo la data di questo chiamiamolo esame circa un mese prima) ho sempre dormito male, mi svegliavo di notte ci pensavo e non dormivo più.
Addiritura il giorno che sono rientrato dall'ospedale sono stato agitato tutta la giornata.
(ho provato anche a casa ma ero ancora agitato).

Siccome a breve dovrò ripresentarmi a produrre il liquido e adesso sono ancora più agitato chiedo a Voi consigli.
Meglio Andrologo o uno psicologo?
che terapia potranno indirizzarmi?
Sono terapie efficaci?

Cordiali saluti
Dr.ssa Elisabetta Carbone Psicologo, Sessuologo 269 12
Buongiorno,
quello che descrive è molto frequente durante la PMA, dove la prestazione diventa caricata di aspettative e pressione. Il fatto che lei abbia iniziato a pensarci un mese prima, con risvegli notturni e tensione crescente, spiega bene cosa è successo quel giorno: è come se il suo sistema fosse già in allerta da tempo. In queste condizioni, anche cambiare ambiente (albergo, ospedale) difficilmente aiuta, perché la pressione è interna. Un andrologo può escludere cause organiche, ma da quello che racconta non sembrano esserci segnali in quella direzione; uno psico-sessuologo invece può aiutarla a lavorare proprio su questo meccanismo anticipatorio e sull’ansia legata alla prestazione. Nel concreto può essere utile spostare il focus meno sull’obiettivo da raggiungere e più sul creare condizioni il più possibile familiari e non performative. Anche evitare di monitorarsi durante il momento con pensieri tipo ce la devo fare o e se fallisco di nuovo? è fondamentale, perché sono proprio quelli che mantengono il blocco. Portare questo tema in uno spazio psico-psicologico potrebbe aiutarla non solo per questo episodio, ma anche per quella ansia di fondo che dice di avere da anni.
Resto a disposizione,

Dott.ssa Elisabetta Carbone
Psicologa sistemico relazionale | Sessuologa clinica |
psicologa@elisabettacarbone.it | 351.777.9483

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Grazie,

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