Incapacità nel portare avanti una relazione

Buongiorno, avrei bisogno di comprendere meglio il mio comportamento.
Ho 36 anni, un figlio di 14 separata da ormai 10 anni.
Nell’ultimo anno ho iniziato a fare delle considerazioni in merito alla mia incapacità di portare avanti delle relazioni sentimentali, nello specifico fino a 21 anni non ho mai avuto relazioni durature, brevi frequentazioni con una fuga da parte mia quando i rapporti diventano più importanti.
A 22/23 anni divento mamma rapporto complicato (abbiamo caratteri diametralmente opposti), ma dura 5 anni.
Dopo un anno dalla separazione inizio un altra relazione, dura altri 8 anni (il mio record) relazione tossica, vado in terapia per 5 anni, ma nonostante tutto la porto avanti perché lui continua a sfuggirmi (rapporto discontinuo, lui mi lascia e torna oltre 20 volte).
Chiudo definitivamente il rapporto.
Da inizio 2024 sono sola ed evito ogni tipo di rapporto, inizio ad imparare a stare sola e trovo finalmente il mio equilibrio.
La scorsa estate conosco una persona sposata (non ho mai avuto relazioni o frequentazioni con persone impegnate è la prima volta per me), il rapporto evolve lui si innamora (così dice) ed arriva a voler chiudere il matrimonio per stare con me.
A quel punto io mi blocco, mi manca l’aria, non riesco ad immaginare nemmeno minimamente l’idea di condividere spazio e tempo per un tempo indefinito con in altra persona.
Mi sento braccata, sento che il mio spazio è minato e non ho alcun minima intenzione di dover limitare la mia libertà.
Smetto di cercarlo di punto in bianco ed infine lo affronto chiudendo il rapporto con assoluta sincerità, gli confido che non me la sento e non sono disposta a condividere il mio tempo e spazio al fine di costruire un rapporto con lui perché ho paura e non me la sento.
Sono estremamente fredda e chirurgica con le parole, ma estremamente sincera.
Tiro un respiro di sollievo dopo avergli parlato, quei come se mi fossi tolta un peso dallo stomaco.
Poi però,, mi fermo e penso alle sue parole: tu giochi con le persone, prima le fai innamorare portando in cima al mondo e quando sono cotte a puntino e pronte, scappi a gambe levate in un silenzio tombale Ammetto che mi ha fatto male, però riflettere, mi chiedo come mai l’unica relazione duratura (padre di mio figlio a parte con cui ho un ottimo rapporto ad oggi) l’ho avuta con l’uomo che non fa fatto altro che scappare da me per anni?
La mia vita è fatta di responsabilità prendermi di mio figlio dei i miei genitori ed il lavoro, e questo non mi dispiace, sto bene nel mio piccolo mondo.
Esco pochissimo, preferisco passare del tempo a casa (il mio nido sicuro), anche se raramente esco con le amiche.
Molte persone si approcciano a me, mi riferiscono che ho una personalità molto accomodante e sono consapevole di essere di bella presenza, ma la cosa mi dà più fastidio rispetto al piacere che dovrebbe farmi.
Mi chiedo se sia io sbagliata o non abbia ancora imparato ad amare?
Vi ringrazio anticipatamente e scusate se sono stata prolissa.
Dr.ssa Carla Maria Brunialti Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo 19.2k 612
Gentile utente,

ci dice:
"Mi chiedo se sia io sbagliata o non abbia ancora imparato ad amare?"

Leggere il suo testo mi ha fatto riflettere sugli *stili di attaccamento" che in ognuno si formano nella fase infantile in base al legame con la figura primaria di accudimento, per lo più la madre.
- Attaccamento sicuro e equilibrato?
- attaccamento evitante?
- ansioso - ambivalente, che abbisogna di conferme?
- disorganizzato e incoerente?

Tale modalità tenderà ad essere replicata nei nostri "attaccamenti" adulti, sia con partner, ma anche con il nostro/a psicoterapeuta.

Lei è stata in psicoterapia ben 5 anni.
Tale aspetto è stato esplorato? Su quali altri aspetti avete lavorato?



Fatta questa premessa, tutto il resto riguarda
- i comportamenti,
- gli accordi che si possono prendere,
- i confini,
- ecc.,
ma spesso ci si accorge che tutto ciò nn è risolutivo, non ci soddisfa, non è sufficiente per capire e per cambiare.

Saluti cordiali.
Dott. Brunialti

Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta, Sessuologa clinica, Psicologa europea.
https://www.centrobrunialtipsy.it/

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Gentile Dottoressa, la ringrazio per la risposta imminente. Purtroppo non avevo ulteriore spazio per raccontare la mia infanzia. A 5 anni sono andata a vivere con una prozia, l’ho amata come una mamma ed accudita come una figlia fino a che non è venuta a mancare. A 16 sono tornata a vivere con i miei genitori, rapporto complesso anche se non ho mai dato grandi problemi, mia zia mi ha cresciuta con tanto amore, ma altrettanta rigidità. Mia madre soffre di bipolarismo e disturbi nervosi fin dalla gioventù( ha avuto una vita molto complicata sin da bambina). L’ho odiata per avermi abbandonata, ma perdonata ed iniziato ad amarla dopo essere diventata mamma. Ad oggi posso dire che amo la mia mamma e finalmente abbiamo trovato il modo per comunicare e volerci bene, Dio solo sa quanto tempo mi ci è voluto per capirlo. La mia terapista mi ha definito una dipendente affettiva, disperatamente bisognosa d’amore.
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Dr.ssa Carla Maria Brunialti Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo 19.2k 612
Gentile utente,

come vede, le sue vicende biografiche forniscono risposta adeguata alla sua domanda:
"Mi chiedo se sia io sbagliata o non abbia ancora imparato ad amare?"
Ed ha ricevuto anche una diagnosi clinica:
"La mia terapista mi ha definito una dipendente affettiva, disperatamente bisognosa d’amore."

Dunque la sua consapevolezza c'è.
Ora però occorre decidere cosa farne, come utilizzare questi dati,
considerato che la vita va avanti e che non possiamo nè vogliamo rimenere intrappolati in una sorta di "coazione a ripetere".
Il mio suggerimento è di riprendere il percorso in presenza, assieme ad un/a *Psicoterapeuta ad indirizzo integrato*, in modo da utilizzare quanto già compreso trasformandolo in atteggiamenti e comportamenti differenti.

Cosa ne pensa?

Saluti cordiali.
dott. Brunialti

Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta, Sessuologa clinica, Psicologa europea.
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Sa la mia terapista, anche se molto diretta ed a volte dura, mi ha sempre premiata per la mia consapevolezza, ribadendomi costantemente che per lei era sempre un atteggiamento propositivo. Penso che il suo sia un ottimo consiglio, le confido che dopo 5 anni ininterrotti di terapia settimanale, ho avuto necessità circa 2 anni fa di prendermi un periodo di pausa ed anche la presunzione di aver finalmente scoperchiato il mio vaso di Pandora e di conseguenza aver risolto i miei conflitti interiori soprattutto quelli passati. Credo che sia giunto il momento di ammettere che è cosa buona e giusta riprendere il percorso , la ringrazio per il tempo e la sua professionalità prestatami. Grazie.
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Dr.ssa Carla Maria Brunialti Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo 19.2k 612
Si lavora a lungo sulla consapevolezza e poi arriva il momento in cui mettere mano con maggiore decisione al cambiamento.
E in realtà è il cambiamento il vero motivo che porta a intraprendere una psicoterapia.

Le auguro una buona ripresa di percorso!

Saluti cordiali.
Dott. Brunialti

Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta, Sessuologa clinica, Psicologa europea.
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