Odio essere una donna, odio avere un utero

Odio essere una donna e odio avere un utero.
Non solo abbiamo una società patriarcale contro, nasciamo con un organo che ogni tot di farà stare male fisicamente e psicologicamente nel corso della vita.
Mestruazioni ogni mese, preciclo, parto, gravidanza, aborto volontario, aborto spontaneo.
Vuoi un contraccettivo?
Fanno tutti schifo:
- con la pillola rischi nausea, emicranie, depressione, coaguli, mille mila effettivi collaterali tutti minimizzati dai medici
- impianto?
Che schifo ma perché farmi aprire un buco nel braccio e poi magari mi fa effetti collaterali e lo devo togliere dopo qualche mese
- spirali inserite barbaricamente senza una terapia per il dolore adeguata
- vuoi un metodo contraccettivo non ormonale che non sia la spirale in rame?
Diaframma, cappuccio, ecc non sono abbastanza efficaci.
E tutti questi metodi ti proteggono almeno dalle malattie veneree e dalle infezioni?
No.

Vuoi toglierti direttamente l’utero?
Ti vengono fatte storie pure per quello.

E nel frattempo gli uomini si godono la vita e basta.
E hanno pure l’audacia di buttare la benzina sul fuoco.
Sono sessisti, non hanno nessuna volontà di riflettere sull’odio che provano verso di noi, su quante cose il loro odio ha influito e sul come le nostre vite vengano danneggiate da esso, la nostra salute, la medicina e la ginecologia in primis.
Frignano se gli chiedi di avere la decenza di usare un fastidiosissimo preservativo per non metterti nella posizione di usare un contraccettivo femminile e di prenderti una infezione che ti farà puzzare di pesce marcio la vagina.
Sono stanca, è un mese che penso a come la misoginia in ogni dove ci rovina la vita e piango ogni giorno.
E se gli uomini lo capiscono non è perché sono menomati ma perché non vogliono capire, non gliene frega niente di capire, non ci vogliono abbastanza bene da fare una cosa del genere.
Ed è il motivo per cui la misogina è diffusa da secoli in tutto il mondo.
Dove non c’è rispetto non c’è amore, quindi loro non ci amano.
Noi invece siamo qua a cercare di fargli capire come rispettarci, e quindi come amarci, perché noi di natura vorremmo amare ed essere amate.
Loro evidentemente non hanno lo stesso desiderio e questo mi spezza il cuore.
Dr. Benedetto Vivona Psicologo 74 6
Gentile,

le sue parole trasmettono un dolore profondo e una frustrazione che non è affatto facile da sostenere da soli. Ciò che racconta non riguarda solo il disagio fisico legato al ciclo, alla gravidanza o ai metodi contraccettivi, ma una fatica più ampia, che nasce dal sentirsi esposte in un mondo che spesso ignora, minimizza o addirittura disprezza la realtà e la complessità del corpo e dell’esperienza femminile.

La rabbia che sente, la stanchezza e il senso di ingiustizia sono reazioni naturali e comprensibili di fronte a una società che, storicamente, ha trascurato la salute delle donne e i loro bisogni. Non si tratta di sensibilità esagerata o di essere troppo emotiva : è la risposta di una persona che ha dovuto convivere con dolori, rischi e responsabilità che altri tendono a non vedere o a ignorare. È normale sentirsi sopraffatta quando tutto questo si accumula, mese dopo mese, anno dopo anno.

Capisco anche il senso di impotenza e delusione che prova nei confronti degli uomini e della società in generale. Il suo racconto mostra che lei desidera rispetto, cura e attenzione, e che il disallineamento tra ciò che desidera e ciò che incontra nella realtà le provoca dolore. La sua frustrazione verso chi ignora il suo corpo o le sue esigenze non è un’esagerazione: è il segnale di un’ingiustizia vissuta e sentita profondamente. Il suo dolore è reale, e merita di essere accolto.

Vorrei sottolineare anche un altro aspetto importante: riconoscere la propria rabbia e la propria fatica non significa essere deboli. Al contrario, il fatto di poterle nominare, di darle voce, di riflettere su di esse e cercare spazi di ascolto sicuri è un atto di grande forza. Cercare comprensione, sostegno e strumenti per prendersi cura di sé non è egoismo, ma una forma di cura verso la propria salute fisica ed emotiva.

Può essere utile trovare contesti e persone che possano ascoltarla senza giudizio: professionisti della salute psicologica e sessuale, gruppi di supporto o anche solo persone fidate che sappiano accogliere il suo vissuto. Questi spazi permettono di dare senso alla rabbia e al dolore, di sentirsi sostenuta e di trovare strategie concrete per proteggere il proprio benessere.

Il percorso che ha davanti non consiste solo nel risolvere il problema pratico dei metodi contraccettivi o dei fastidi fisici. Consiste anche nel riconoscere, accogliere e attraversare il dolore emotivo che tutto questo genera, senza sentirsi colpevole o sbagliata. È un percorso di consapevolezza, di cura di sé e di legittimazione del proprio vissuto. Lei ha il diritto di sentire ciò che sente, di arrabbiarsi, di piangere e di sentirsi esausta senza sentirsi meno degna o meno forte per questo.

La sua esperienza ci ricorda quanto sia importante dare attenzione ai corpi e alle vite delle donne, ascoltando il loro dolore e prendendolo sul serio. E in questo percorso, anche il semplice fatto di poter esprimere ciò che sente, come ha fatto qui, è un passo significativo: un passo verso la comprensione e la protezione di sé stessa, verso un riconoscimento del proprio valore e della propria dignità.

Vorrei che tenesse a mente che la rabbia e la fatica che prova sono reali e legittime, e che cercare supporto non è segno di debolezza, ma di grande forza. Accogliere il proprio dolore, dare voce alla propria esperienza e cercare spazi in cui sentirsi comprese è ciò che può iniziare a restituirle un senso di sicurezza, autonomia e rispetto verso se stessa.

Non è sola in questo: il dolore che sente è condiviso da molte donne, e parlarne, riflettere su di esso e cercare sostegno è un modo per trasformare la sofferenza in consapevolezza, cura e protezione di sé. Merita di essere ascoltata, compresa e aiutata a ritrovare spazi di serenità e sollievo, dentro e fuori di sé.

Resto a disposizione per qualsiasi approfondimento o per continuare a confrontarci su ciò che sente e vive.

Un cordiale saluto.

dott. Benedetto Vivona
Ricevo a Trapani e online
https://benedettovivona.wixsite.com/psicologo-trapani
3317463183

Segnala un abuso allo Staff
Risposta utile

Consulti su problemi relazionali