Lavoro: perché no?

Salve, non lavoro da 4 anni.
La mia ultima esperienza lavorativa risale al 2021 dove ho lavorato come aiuto cuoco.

In passato ho lavorato come aiuto pizzaiolo e banconista.

Ora ho 33 anni.
Sono in psicoterapia e assumo degli psicofarmaci per disturbo ossessivo e dissociativo.

Appena mando qualche CV e mi chiamano vado in ansia e non mi presento alle prove.
Ho paura perché credo di non essere più in grado! Come mai mi sto autosabotando in questo modo?
Sono sicuro che lavorare mi farebbe bene per una mia indipendenza.
Ho subito abusi infantili
Dr.ssa Anna Potenza Psicologo 5.1k 207
Gentile utente,
lei ci ha già scritto su questo tema non più tardi di tre giorni fa.
A norma di regolamento non dovrei rispondere ad un quesito cui è già stato risposto; inoltre per opportunità terapeutica è vivamente sconsigliato alimentare il DOC di un utente favorendo il suo perenne rimuginare e interrogare sullo stesso tema.
Se malgrado tutto questo le rispondo, è perché credo -e spero- che lei sia pervenuto ad un punto di svolta. Infatti adesso è consapevole di starsi autosabotando.
La volta scorsa scriveva: "Ho solo paura a lavorare perché sono stato 4 anni fermo, ma so che se mi ci butto questa paura passerá. Sono stato sempre efficiente, ho anche vissuto e lavorato all estero da solo".
Sembrerebbe dunque che lei debba solo "buttarsi". Invece non è così, perché l'effetto di quattro anni di inattività inevitabilmente ha creato un'abitudine alla quale è faticoso sottrarsi, per lei come per chiunque. Tuttavia "faticoso" non vuol dire "impossibile".
La sua attuale terapeuta le ha fornito una strategia: iscriversi alle categorie protette.
Lei non ha capito il senso di questo suggerimento, e al proposito ci ha scritto: "Con quella frase la mia psicologa mi è scaduta".
L'unica persona che davvero può aiutarla a capire se quella proposta era un tentativo di facilitarle l'ingresso nel lavoro, una provocazione per spingerla ad agire, o altro, è la terapeuta stessa.
Invece lei cosa fa? Rinuncia all'appoggio della professionista. Questo davvero è un autosabotaggio, caro utente.
A questo punto le lancio anch'io una provocazione: ma lei è davvero sicuro di voler lavorare? Ci rifletta. In ogni caso, su questo argomento deve agire, e non rimuginare.
Auguri.

Prof.ssa Anna Potenza
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Primo consulto gratuito inviando documento d'identità a: gairos1971@gmail.com

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Utente
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Grazie dottoressa per aver risposto!
Si, voglio e devo lavorare.
Voglio essere indipendente come prima, voglio poter continuare a viaggiare, voglio fare tante cose. Non mi posso arrendere, non me lo merito!

Riguardo la psicologa sono rimasto male in quanto ne avevamo già discusso delle categorie protette ed ero contrario, questo ribadirlo mi ha fatto male... come ben sa , per colpa del trauma, mi sento diverso da tutti e questa diversità fa male.
Cmq la ringrazio. Sfida accettata! Voglio e devo lavorare!
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Dr.ssa Anna Potenza Psicologo 5.1k 207
Ok, ne sono felice.
Restiamo in attesa di sue novità CONCRETE e POSITIVE (non di altre elucubrazioni negative, per carità!).

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