Come gestire l'ansia e la rabbia in situazioni di stress quotidiano

Buongiorno, mentre guido la macchina mi sento male soprattutto nei traccifi cerco di trovare un posto dove posso stare tranquillo, mi arrabbio e sto male succede anche nei supermercati al mare e dove ci sono persone.
Cosa posso fare? vi chiedo aiuto.
Dr. Valerio Bruno Psicologo 118 4
Gentile,

per avere un quadro più chiaro dal punto di vista contestuale, sarebbe utile che lei entrasse più nel dettaglio del disagio percepito. Che cosa prova, esattamente, quando sale in macchina e durante il tragitto? Faccia un tentativo, qui, nel descrivere le sue emozioni.
Da quello che scrive, questo stato di malessere si manifesterebbe perlopiù nei luoghi affollati oppure quando si trova a guidare l'automobile in circostanze dove il traffico è più intenso.
Questa sua condizione, è comune a più di una psicopatologia e va approfondita nelle sedi adeguate.
Leggo, dal suo storico, che non è la prima volta che lei apre un consulto in cui chiede supporto per questo disturbo.
Da allora, lei che cosa ha fatto per affrontare il problema nel concreto? Ha fatto ricorso o meno ad un/a professionista psichiatra e/o psicologo/a specializzato/a in psicoterapia con un focus sui disturbi d'ansia?

Mi aggiorni pure, se vuole.

Un cordiale saluto,

Dr. Valerio Bruno

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Grazie della risposta dottore, niente dottore non sono mai andato da nessuno psicologo , cerco sempre di andare avanti e mai ho evitato il problema questa è la verità , la paura e per farle un esempio quando guido che possa sentirmi male e ed capitato di fermarmi per calmarmi perché il cuore batte più forte lo stesso al mare vado prima verso le 7 del mattino e dopo andiamo via prima che arrivino altre persone. Supermercati lo stesso in mezzo alla gente sto male, mi dispiace per mia figlia che ha 7 anni e non mi piace che mi vede così.
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Dr. Valerio Bruno Psicologo 118 4
Gentile,

in lei è presente la consapevolezza che i disturbi che lei lamenta possono essere molto invalidanti per la sua vita, sia familiare che relazionale.
L'evitamento, in situazioni come quella da lei descritta, è una diffusa reazione al disagio. Una strategia che, tuttavia, non consente di ottenere il risultato sperato. Non è un caso, difatti, che a distanza di tempo lei riscrive qui riportando i soliti problemi che la affliggono.
Ritengo che, per lei, sia giunto il momento per affrontare la cosa insieme ad un/a psicologo/a specializzato/a in psicoterapia. Quest'ultimo/a stabilirà se sia o meno il caso di instaurare una terapia congiunta: con un/a collega psichiatra.
Lo faccia per lei. Lavorando su di sé, mettendo da parte l'evitamento che costituisce un fattore di mantenimento del suo stato fortemente ansiogeno, anche chi le sta accanto avrà un beneficio. In tal modo, si potrebbero scongiurare circoli viziosi di ansia che non la supporterebbero affatto.

Le suggerisco di riflettere e valutare l'opzione prospettata.

Un cordiale e affettuoso saluto,

Dr. Valerio Bruno

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