Aiuto: l'ansia mi sta facendo impazzire
Buongiorno
Scrivo qui perché sto vivendo dei giorni di fortissima ansia e avrei bisogno di un supporto per gestire questo momento.
Mi trovo in un bungalow per un progetto di studio lontano da casa e mi sento completamente intrappolata.
Fisicamente sto male con nausea o comunque mancanza di appetito e non riesco molto a mangiare come vorrei per essere in grado di andare in escursione.
A questo si aggiunge che dormo pochissimo, circa 5 ore a notte, e mi sento esausta.
Una delle cose che mi spaventa è la sensazione di derealizzazione: mi sembra di vivere in un incubo o in un film, mi sento scollegata dalla realtà e dalle mie stesse emozioni.
Anche pensare a casa, che di solito è il mio posto sicuro, ora mi provoca angoscia perché mi sembra lontanissima.
Ho momenti di tremore e sto cercando di gestire la situazione con Laila, Ansioten e Polase.
Ho bisogno di aiuto per affrontare le ore che mi separano dal ritorno a casa sabato
Mi sento così dal giorno dopo l'arrivo
Siamo arrivati sabato, è stata una giornata lunghissima per il viaggio, tra macchina, aereo, bus e traghetto.
Letteralmente ho lasciato casa verso le 8 di mattina per arrivare alle 8 di sera.
Non sono amante dei viaggi lunghi, visto che mi provocano ansia (ci soffro praticamente da quando sono bambina) per cui ho "tenuto duro" per tutto il giorno fino all'arrivo e il giorno dopo mi sono sentita crollare.
L'ansia mi blocca la fame, per cui non mangio e non mangiando ovviamente mi sento ancora più giù e più ansiosa.
L'ansia è altalenante, con picchi veramente intensi e mi sembra di impazzire a volte
Adesso mi sento strana e stanca, quasi distaccata da tutto e anche pensare a casa e al viaggio di ritorno mi sembra strano
Mi sento veramente vulnerable fuori e ho sempre paura di stare male, specialmente quando sono molto lontana da casa. . quando sono a casa mia, mi posso permettere di fare praticamente quello che voglio, sono nel mio posto sicuro e sono vicina alle persone che amo, ai miei posti sicuri e alle persone a cui posso chiedere aiuto eventualmente, ho la mia routine e i miei tempi
Infatti cerco sempre di stare in luoghi da cui posso "scappare" facilmente se ne ho bisogno, magari di andarci autonomamente così posso andarmene senza essere legata a qualcun altro
Questo viaggio era abbastanza obbligatorio per il mio corso di studio a meno che non ci fosse una scusa valida per cui poter rifiutare prima. . . pensavo anche che ce l'avrei fatta, pensavo di avere un pò più di controllo sulla mia ansia e invece è andato tutto a rotoli
È da giorni che mi sento terribile e mi devo praticamente forzare a mangiare perché la voglia è completamente sparita ma lo stomaco brontola comunque e mi serve lo stesso energia
Portarmi cose familiari in viaggio (che sia un profumo, la federa del cuscino che uso o altro) da un lato mi fanno sentire ancora più nostalgia di casa aumentando il desiderio di scappare.
Ho già prenotato una seduta psicologica ma mentre sono ancora qui, sto cercando un qualche aiuto.
Scrivo qui perché sto vivendo dei giorni di fortissima ansia e avrei bisogno di un supporto per gestire questo momento.
Mi trovo in un bungalow per un progetto di studio lontano da casa e mi sento completamente intrappolata.
Fisicamente sto male con nausea o comunque mancanza di appetito e non riesco molto a mangiare come vorrei per essere in grado di andare in escursione.
A questo si aggiunge che dormo pochissimo, circa 5 ore a notte, e mi sento esausta.
Una delle cose che mi spaventa è la sensazione di derealizzazione: mi sembra di vivere in un incubo o in un film, mi sento scollegata dalla realtà e dalle mie stesse emozioni.
Anche pensare a casa, che di solito è il mio posto sicuro, ora mi provoca angoscia perché mi sembra lontanissima.
Ho momenti di tremore e sto cercando di gestire la situazione con Laila, Ansioten e Polase.
Ho bisogno di aiuto per affrontare le ore che mi separano dal ritorno a casa sabato
Mi sento così dal giorno dopo l'arrivo
Siamo arrivati sabato, è stata una giornata lunghissima per il viaggio, tra macchina, aereo, bus e traghetto.
Letteralmente ho lasciato casa verso le 8 di mattina per arrivare alle 8 di sera.
Non sono amante dei viaggi lunghi, visto che mi provocano ansia (ci soffro praticamente da quando sono bambina) per cui ho "tenuto duro" per tutto il giorno fino all'arrivo e il giorno dopo mi sono sentita crollare.
L'ansia mi blocca la fame, per cui non mangio e non mangiando ovviamente mi sento ancora più giù e più ansiosa.
L'ansia è altalenante, con picchi veramente intensi e mi sembra di impazzire a volte
Adesso mi sento strana e stanca, quasi distaccata da tutto e anche pensare a casa e al viaggio di ritorno mi sembra strano
Mi sento veramente vulnerable fuori e ho sempre paura di stare male, specialmente quando sono molto lontana da casa. . quando sono a casa mia, mi posso permettere di fare praticamente quello che voglio, sono nel mio posto sicuro e sono vicina alle persone che amo, ai miei posti sicuri e alle persone a cui posso chiedere aiuto eventualmente, ho la mia routine e i miei tempi
Infatti cerco sempre di stare in luoghi da cui posso "scappare" facilmente se ne ho bisogno, magari di andarci autonomamente così posso andarmene senza essere legata a qualcun altro
Questo viaggio era abbastanza obbligatorio per il mio corso di studio a meno che non ci fosse una scusa valida per cui poter rifiutare prima. . . pensavo anche che ce l'avrei fatta, pensavo di avere un pò più di controllo sulla mia ansia e invece è andato tutto a rotoli
È da giorni che mi sento terribile e mi devo praticamente forzare a mangiare perché la voglia è completamente sparita ma lo stomaco brontola comunque e mi serve lo stesso energia
Portarmi cose familiari in viaggio (che sia un profumo, la federa del cuscino che uso o altro) da un lato mi fanno sentire ancora più nostalgia di casa aumentando il desiderio di scappare.
Ho già prenotato una seduta psicologica ma mentre sono ancora qui, sto cercando un qualche aiuto.
Gentilissima,
intanto, ci tengo a metterle in evidenza che lei ha già cominciato ad attuare dei progressi che per chi accusa stati d'ansia da molto tempo sono ammirevoli: ha scelto di non rimanere nel suo porto di sicuro per affrontare una nuova avventura prevista dal suo percorso di studi, anche se ciò, momentaneamente, sta acuendo la sintomatologia. In secondo luogo, ha già cercato un aiuto con un/a professionista dell'ambito.
Esistono diverse tecniche di rilassamento e di gestione dell'ansia. Le suggerisco di aspettare la seduta con la persona di riferimento perché possa indicarle le strategie adeguate per lei, che la vedrà personalmente. Questo a sua tutela, in maniera che non si verifichi nessun tipo di sovrapposizione con il lavoro che prestabilirete nella relazione terapeutica.
Cordialmente,
intanto, ci tengo a metterle in evidenza che lei ha già cominciato ad attuare dei progressi che per chi accusa stati d'ansia da molto tempo sono ammirevoli: ha scelto di non rimanere nel suo porto di sicuro per affrontare una nuova avventura prevista dal suo percorso di studi, anche se ciò, momentaneamente, sta acuendo la sintomatologia. In secondo luogo, ha già cercato un aiuto con un/a professionista dell'ambito.
Esistono diverse tecniche di rilassamento e di gestione dell'ansia. Le suggerisco di aspettare la seduta con la persona di riferimento perché possa indicarle le strategie adeguate per lei, che la vedrà personalmente. Questo a sua tutela, in maniera che non si verifichi nessun tipo di sovrapposizione con il lavoro che prestabilirete nella relazione terapeutica.
Cordialmente,
Dr. Valerio Bruno
Utente
Buongiorno dottore,
Intanto La ringrazio infinitamente per la celere risposta; so che in fondo forse questa esperienza potrebbe essermi utile ma al momento io la sto vivendo tremendamente. Non mi capacito del perché la mia mente si sia rivolta in questo modo su di me, per un'esperienza che dovrebbe essere tanto produttiva quanto meravigliosa e felice, facendomi diventare un guscio vuoto e traumatizzarmi da un'esperienza orribile che io stessa mi sto fabbricando.
A questo punto non chiedo il miracolo via messaggio, le vorrei solo chiedere se il sentirsi così confusa con le proprie emozioni e sensazioni fisiche e sentire i ricordi così distanti e vedere il ritorno a casa anch'esso come lontano e impossibile, sia solo il risultato di tutto lo stress e l'ansia accumulati da sabato, accompagnati dal fatto che mangio veramente poco isolandomi a letto.
Intanto La ringrazio infinitamente per la celere risposta; so che in fondo forse questa esperienza potrebbe essermi utile ma al momento io la sto vivendo tremendamente. Non mi capacito del perché la mia mente si sia rivolta in questo modo su di me, per un'esperienza che dovrebbe essere tanto produttiva quanto meravigliosa e felice, facendomi diventare un guscio vuoto e traumatizzarmi da un'esperienza orribile che io stessa mi sto fabbricando.
A questo punto non chiedo il miracolo via messaggio, le vorrei solo chiedere se il sentirsi così confusa con le proprie emozioni e sensazioni fisiche e sentire i ricordi così distanti e vedere il ritorno a casa anch'esso come lontano e impossibile, sia solo il risultato di tutto lo stress e l'ansia accumulati da sabato, accompagnati dal fatto che mangio veramente poco isolandomi a letto.
Gentilissima,
i sintomi da lei riportati che sembrerebbero presentare: insonnia, dissociazione (la derealizzazione che lei descrive) nascono, spesso, da concause. Stress accumulato, possibili traumi. Quasi certamente, il trambusto degli ultimi giorni non ha giovato ma da qui, a ritenerlo come l'unico fattore scatenante, ce ne corre.
Le suggerisco di descrivere il suo stato, come ha fatto qui e anche in modo più approfondito se crede, anche al/alla professionista scelto/a da lei.
Lei non è un guscio vuoto, è una persona che sta soffrendo. L'ansia, è anche una richiesta di supporto, per quanto essa possa aver luogo in modalità disfunzionali per la persona. In questo caso lei. Più si respinge forzatamente, più si ripresenta con forza. Accettarla e rielaborarla è una possibilità.
Cordialmente,
i sintomi da lei riportati che sembrerebbero presentare: insonnia, dissociazione (la derealizzazione che lei descrive) nascono, spesso, da concause. Stress accumulato, possibili traumi. Quasi certamente, il trambusto degli ultimi giorni non ha giovato ma da qui, a ritenerlo come l'unico fattore scatenante, ce ne corre.
Le suggerisco di descrivere il suo stato, come ha fatto qui e anche in modo più approfondito se crede, anche al/alla professionista scelto/a da lei.
Lei non è un guscio vuoto, è una persona che sta soffrendo. L'ansia, è anche una richiesta di supporto, per quanto essa possa aver luogo in modalità disfunzionali per la persona. In questo caso lei. Più si respinge forzatamente, più si ripresenta con forza. Accettarla e rielaborarla è una possibilità.
Cordialmente,
Dr. Valerio Bruno
Questo consulto ha ricevuto 3 risposte e 41 visite dal 14/05/2026.
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