Anginofobia e difficoltà deglutizione: rischio di polmonite?
Ho quasi 49 anni, sposato con figlia di 7 anni, ipocondriaco del tipo evitante da tempo, soffro di anginofobia sin da prima dell adolescenza, un matrimonio in crisi da una vita privo do affetto e sesso.
Da un paio di mesi mia moglie si è ammalata di un carcinoma al seno e l anginofobia è aumentata in maniera assurda: se prima riuscivo a periodi a mangiare tranquillo comunque sempre con dell'acqua o delle bevande vicino, negli ultimi periodi si è aggravata . a volte quando sono solo a casa mi sembra di non riuscire ad inghiottire neanche cibo reso in minima poltiglia tipo pezzetto di banana masticato all infinito o acqua. e quando ingoio in questo stato mi sembra che vada quasi nel "buco" sbagliato, percependo fastidio a livello retro gola e collegamento al naso.
Si rischia di morire o polmonite ab ingestio?
visita otorino con fibroscopia fatta un paio di mesi fa trovando un po' di reflusso gastroesofageo.
Devo fare altro?
Sono ipocndriaco e non vorrei fare esami invasivi tipo gastroscopia neanche cibo reso in minima poltiglia tipo pezzetto di banana masticato all infinito o acqua. e quando ingoio in questo stato mi sembra che vada quasi nel "buco" sbagliato, percependo fastidio a livello retro gola e collegamento al naso.
nell atto della deglutizione mi capita di stringere i muscoli della gola superiore e faccio un verso come se volessi bloccare il cibo
se va di trasverso l acqua o un liquido si può morire? delle volte in super ansia pure con i liquidi mi sembra di andare in difficoltà
il problema che quando sono solo ni vergogno a mangiare in pubblico perché faccio delle faccio innaturali perché simulo faccia da soffocamento.
mentre mangiavo in due occasioni nel momento di ingoiare ho serrato la gola ed emesso un verso come un rantolo in protezione per non far scendere il cibo.
Questa cosa mi ha provocato una sensazione di pseudo acidità alla gola che sembrava arrivasse al naso (come se mamdassi il cibo nella oarte sbagliatq) .
Ho rischiato la polmonite ab ingesti? sento fastodiot vago al petto, non è che qualcosa sarà passato do là? come me ne accorgo della polmonite? morirò?
Da un paio di mesi mia moglie si è ammalata di un carcinoma al seno e l anginofobia è aumentata in maniera assurda: se prima riuscivo a periodi a mangiare tranquillo comunque sempre con dell'acqua o delle bevande vicino, negli ultimi periodi si è aggravata . a volte quando sono solo a casa mi sembra di non riuscire ad inghiottire neanche cibo reso in minima poltiglia tipo pezzetto di banana masticato all infinito o acqua. e quando ingoio in questo stato mi sembra che vada quasi nel "buco" sbagliato, percependo fastidio a livello retro gola e collegamento al naso.
Si rischia di morire o polmonite ab ingestio?
visita otorino con fibroscopia fatta un paio di mesi fa trovando un po' di reflusso gastroesofageo.
Devo fare altro?
Sono ipocndriaco e non vorrei fare esami invasivi tipo gastroscopia neanche cibo reso in minima poltiglia tipo pezzetto di banana masticato all infinito o acqua. e quando ingoio in questo stato mi sembra che vada quasi nel "buco" sbagliato, percependo fastidio a livello retro gola e collegamento al naso.
nell atto della deglutizione mi capita di stringere i muscoli della gola superiore e faccio un verso come se volessi bloccare il cibo
se va di trasverso l acqua o un liquido si può morire? delle volte in super ansia pure con i liquidi mi sembra di andare in difficoltà
il problema che quando sono solo ni vergogno a mangiare in pubblico perché faccio delle faccio innaturali perché simulo faccia da soffocamento.
mentre mangiavo in due occasioni nel momento di ingoiare ho serrato la gola ed emesso un verso come un rantolo in protezione per non far scendere il cibo.
Questa cosa mi ha provocato una sensazione di pseudo acidità alla gola che sembrava arrivasse al naso (come se mamdassi il cibo nella oarte sbagliatq) .
Ho rischiato la polmonite ab ingesti? sento fastodiot vago al petto, non è che qualcosa sarà passato do là? come me ne accorgo della polmonite? morirò?
Gentile,
il rischio concreto non è quello di morire, bensì quello di non riuscire a vivere nel modo in cui vorrebbe. Lei ha subìto un lutto molto pesante che, forse, non è stato del tutto elaborato.
Si tratta di un'ipotesi, perché nessuno di noi l'ha vista personalmente. Dal suo scritto si avverte un'ansia marcata con possibili tendenze al monitoraggio ossessivo. Non è una diagnosi quella che le sto prospettando ma una riflessione.
Nel suo caso, considerata la sintomatologia, mi sento di suggerirle un consulto de visu con un/a professionista psicologo/a psicoterapeuta specializzato nel trattamento dei disturbi d'ansia. Insieme potrete valutare come muoversi.
Sarebbe un bene, per lei, agire il prima possibile.
Noi rimaniamo qui, a sua disposizione, se vorrà continuare a tenerci in aggiornamento.
Un cordiale saluto,
il rischio concreto non è quello di morire, bensì quello di non riuscire a vivere nel modo in cui vorrebbe. Lei ha subìto un lutto molto pesante che, forse, non è stato del tutto elaborato.
Si tratta di un'ipotesi, perché nessuno di noi l'ha vista personalmente. Dal suo scritto si avverte un'ansia marcata con possibili tendenze al monitoraggio ossessivo. Non è una diagnosi quella che le sto prospettando ma una riflessione.
Nel suo caso, considerata la sintomatologia, mi sento di suggerirle un consulto de visu con un/a professionista psicologo/a psicoterapeuta specializzato nel trattamento dei disturbi d'ansia. Insieme potrete valutare come muoversi.
Sarebbe un bene, per lei, agire il prima possibile.
Noi rimaniamo qui, a sua disposizione, se vorrà continuare a tenerci in aggiornamento.
Un cordiale saluto,
Dr. Valerio Bruno
Gentile,
rettifico un errore di battitura commesso nel consulto in precedenza. Intendevo scrivere che lei ha subìto un pesante colpo e non lutto. Chiedo venia per il correttore.
Comunque, approfitto per ribadire quanto espresso: si faccia supportare, al più presto, di persona da chi di dovere come anticipavo.
Rinnovo i miei saluti,
rettifico un errore di battitura commesso nel consulto in precedenza. Intendevo scrivere che lei ha subìto un pesante colpo e non lutto. Chiedo venia per il correttore.
Comunque, approfitto per ribadire quanto espresso: si faccia supportare, al più presto, di persona da chi di dovere come anticipavo.
Rinnovo i miei saluti,
Dr. Valerio Bruno
Questo consulto ha ricevuto 2 risposte e 21 visite dal 11/05/2026.
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