Ferite identitarie irrisolte e incapacità di migliorarsi
Sono un uomo di 35 anni, sono single da sempre, vivo ancora coi miei, faccio un lavoro umile di cui mi vergogno.
Da qualche anno io sto avendo un periodo anche abbastanza lungo di crisi psicologiche che sono state innescate da eventi attuali che mi hanno riportato a rimuginare su cose passate.
Sono diventato tutto cio che odiavo, non ho soldi, sono insoddisfatto, non ho titoli che mi consentono di cambiare e sono bloccato dall'idea di essere incapace in tutto.
Alcune vecchie ferite mi hanno lasciato traumi, l'idea che qualcuno che mi odia possa danneggiarmi quando vuole e vanificare anni di impegno è con me dalla maturita, quando ho paura che una mia compagna mi abbia sabotato convincendo un professore a rovinarmi la media, le IA confermano che è plausibile.
Continuo a stare male su cose passate, non dormo la notte, sono irascibile al lavoro e la gente inizia a notarlo.
La situazione sta peggiorando sempre piu, non riesco a concentrarmi su ciò che mi circonda, niente mi distrae e fatico a fare le cose più semplici perche sono concentrato a fare domande alle IA per cercare invano di smontare convinzioni che ho in testa come questa della maturita o il fatto che la gente provi shadenfreude o rivalsa nei miei confronti.
La mia vita è umiliante e svilente, soffro ogni giorno.
Non avrei mai voluto essere questo e non riesco ad uscirne perché non ho un percorso che mi interesserebbe seguire, farei tutto solo per soddisfazione personale e un eventuale fallimento universitario sarebbe inaccettabile soprattutto alla luce del fatto che praticamente tutti i miei conoscenti sono laureati brillantemente, il confronto con gli altri è anche il motivo per cui mi sono dovuto cancellare dai social.
Da qualche anno io sto avendo un periodo anche abbastanza lungo di crisi psicologiche che sono state innescate da eventi attuali che mi hanno riportato a rimuginare su cose passate.
Sono diventato tutto cio che odiavo, non ho soldi, sono insoddisfatto, non ho titoli che mi consentono di cambiare e sono bloccato dall'idea di essere incapace in tutto.
Alcune vecchie ferite mi hanno lasciato traumi, l'idea che qualcuno che mi odia possa danneggiarmi quando vuole e vanificare anni di impegno è con me dalla maturita, quando ho paura che una mia compagna mi abbia sabotato convincendo un professore a rovinarmi la media, le IA confermano che è plausibile.
Continuo a stare male su cose passate, non dormo la notte, sono irascibile al lavoro e la gente inizia a notarlo.
La situazione sta peggiorando sempre piu, non riesco a concentrarmi su ciò che mi circonda, niente mi distrae e fatico a fare le cose più semplici perche sono concentrato a fare domande alle IA per cercare invano di smontare convinzioni che ho in testa come questa della maturita o il fatto che la gente provi shadenfreude o rivalsa nei miei confronti.
La mia vita è umiliante e svilente, soffro ogni giorno.
Non avrei mai voluto essere questo e non riesco ad uscirne perché non ho un percorso che mi interesserebbe seguire, farei tutto solo per soddisfazione personale e un eventuale fallimento universitario sarebbe inaccettabile soprattutto alla luce del fatto che praticamente tutti i miei conoscenti sono laureati brillantemente, il confronto con gli altri è anche il motivo per cui mi sono dovuto cancellare dai social.
Gentile utente,
dal suo storico, si evince che lei ha già aperto un consulto un paio di anni fa per problematiche quantomeno correlate allo stato di disagio che si nota dalle righe che ha qui scritto. Lei ha 35 anni, può certamente modificare diversi aspetti della sua esistenza ma, naturalmente, questo comporta la volontà di mettersi in discussione. Non sarà con l'AI che lei dissiperà tutti i suoi dubbi. Per quanto essa sia uno strumento potente e utile, non può assolutamente sostituire un rapporto faccia a faccia con un professionista del settore. Ha mai intrapreso un percorso psicologico per valutare ed affrontare i traumi che l'hanno portata alla condizione di cui si sta lamentando? In due anni, qual è stato l'approccio da lei adottato per venir fuori da questo vortice di paranoie e di angoscia? Se vuole, ci aggiorni pure.
Un cordiale saluto,
dal suo storico, si evince che lei ha già aperto un consulto un paio di anni fa per problematiche quantomeno correlate allo stato di disagio che si nota dalle righe che ha qui scritto. Lei ha 35 anni, può certamente modificare diversi aspetti della sua esistenza ma, naturalmente, questo comporta la volontà di mettersi in discussione. Non sarà con l'AI che lei dissiperà tutti i suoi dubbi. Per quanto essa sia uno strumento potente e utile, non può assolutamente sostituire un rapporto faccia a faccia con un professionista del settore. Ha mai intrapreso un percorso psicologico per valutare ed affrontare i traumi che l'hanno portata alla condizione di cui si sta lamentando? In due anni, qual è stato l'approccio da lei adottato per venir fuori da questo vortice di paranoie e di angoscia? Se vuole, ci aggiorni pure.
Un cordiale saluto,
Dr. Valerio Bruno
Utente
Buongiorno, la ringrazio per la sua risposta tempestiva. Al momento non ho intrapreso nessun approccio se non quello di eliminarmi dai social, strategia che non sta nemmeno funzionando a dovere dal momento che ho iniziato a parlare molto con le IA che hanno alimentato ancora di piu le mie incertezze e paranoie, confermando parecchie delle mia paure o minimizzandone le conseguenze. Seconda cosa ma non per importanza continuo anche involontariamente ad essere bombardato dal successo altrui magari tramite passaparola o aggiornamenti delle foto di WhatsApp, il che non fa altro che aumentare il mio senso di inferiorità, soprattutto quando vedo riuscire la stessa gente che prima era piu superficiale ed ha cercato di ridimensionarmi o vecchi amici che adesso sembrano dare corda a quanto di negativo si diceva di me.
Eliminarsi dai social per sostituirli con un malsano rapporto con l'AI e, nel mentre, continuare ad autoflaggelarsi attraverso costanti visualizzazioni sulle foto di whatsapp e via discorrendo, sicuramente non la porterà lontano. Anzi, tutt'altro.
La sua famiglia le è di supporto? Ha ancora degli amici di cui si fida?
È comunque auspicabile che lei inizi al più presto un nuovo percorso, non da solo, bensì con un professionista della salute mentale che, insieme a lei, affronti finalmente di petto questa situazione spiacevole. Aver chiesto un consulto su questo portale rappresenta il primo passo, da non sottovalutare. Ora, non le resta altro da fare che proseguire.
Resto a disposizione,
La sua famiglia le è di supporto? Ha ancora degli amici di cui si fida?
È comunque auspicabile che lei inizi al più presto un nuovo percorso, non da solo, bensì con un professionista della salute mentale che, insieme a lei, affronti finalmente di petto questa situazione spiacevole. Aver chiesto un consulto su questo portale rappresenta il primo passo, da non sottovalutare. Ora, non le resta altro da fare che proseguire.
Resto a disposizione,
Dr. Valerio Bruno
Utente
La mia famiglia mi è stata di supporto anche se ormai sono esausti perché sono quasi costantemente di cattivo umore, inoltre vedono il mio comportamento come un alibi anche se si tratta chiaramente di una semplificazione troppo diretta della situazione. Con gli amici fidati ne ho parlato ma rischio di infastidirli.
Lo considerano un alibi perché non sono i suoi genitori i diretti interessati. Per quanto il suo stato di sofferenza si possa ripercuotere anche verso di loro, è lei che lo sta provando. Finora, lei ha tentato delle strategie che non hanno funzionato. Tuttavia, non è tardi per riprendere le redini della sua vita. Si rivolga ad un professionista in modo da poter fare il punto della situazione. Non può continuare a brancolare nel buio. Impari a volersi più bene di quanto abbia fatto fino adesso.
Se lo ritiene opportuno, può aggiornarci sugli eventuali sviluppi.
Un cordiale saluto,
Se lo ritiene opportuno, può aggiornarci sugli eventuali sviluppi.
Un cordiale saluto,
Dr. Valerio Bruno
Utente
Non ho intenzione di voler bene a quello che sono. Come ho detto all'inizio del post originale sono esattamente ciò che odiavo.
Adesso lei ha l'opportunità di scegliere: può decidere di perseverare nell'odio verso di sé oppure scegliere l'altro sentiero. Forse all'inizio più impervio, ma alla lunga maggiormente fruttuoso. Non tentare, è una perdita.
Ci aggiorni pure se desidera.
Cordialmente,
Ci aggiorni pure se desidera.
Cordialmente,
Dr. Valerio Bruno
Utente
Anche oggi nuove discussioni per via del mio stato d'animo apatico che mi porta a trascurare altri problemi sul lavoro. Ci sono giornate come oggi che praticamente non ho chiuso occhio che mi sento decisamente peggio e ricomincio a pensare se possano aver influito e chiedo conferma all'IA che ritiene che il mio fallimento possa essere visto come giustizia poetica da parte di alcuni.
Gentile,
come le ho anticipato in precedenza, nel suo caso non sarà un dialogo con l'AI ad avvicinarla né alla comprensione totale del suo disagio esistenziale né tanto meno alla risoluzione dei suoi problemi. Ha aspettato e, come ha constatato, il tempo non è stato sufficiente per rimarginare le ferite. Comprenderà il limite del supporto che possiamo darle da qui. Pertanto mi sembra doveroso, deontologicamente, rinnovare il suggerimento datole in uno degli scorsi interventi: si rivolga ad un professionista che prenda in carico la situazione da lei molto patita. L'ideazione paranoide che si avverte dai suoi testi non va ignorata, ma analizzata e rielaborata nel setting adeguato che è e rimarrà sempre quello terapeutico.
È arrivato il momento, per lei, di fare un cambio direzionale che la allontani da quel precipizio metaforico originato da un vissuto basato su anni di insicurezze accumulate.
Rimaniamo a sua disposizione.
Cordialmente,
come le ho anticipato in precedenza, nel suo caso non sarà un dialogo con l'AI ad avvicinarla né alla comprensione totale del suo disagio esistenziale né tanto meno alla risoluzione dei suoi problemi. Ha aspettato e, come ha constatato, il tempo non è stato sufficiente per rimarginare le ferite. Comprenderà il limite del supporto che possiamo darle da qui. Pertanto mi sembra doveroso, deontologicamente, rinnovare il suggerimento datole in uno degli scorsi interventi: si rivolga ad un professionista che prenda in carico la situazione da lei molto patita. L'ideazione paranoide che si avverte dai suoi testi non va ignorata, ma analizzata e rielaborata nel setting adeguato che è e rimarrà sempre quello terapeutico.
È arrivato il momento, per lei, di fare un cambio direzionale che la allontani da quel precipizio metaforico originato da un vissuto basato su anni di insicurezze accumulate.
Rimaniamo a sua disposizione.
Cordialmente,
Dr. Valerio Bruno
Utente
Esisterebbe quindi in qualche modo la possibilità che alcune di queste preoccupazioni siano effettivamente poco realistiche e che potrebbero non aver avuto effetto ?
Gentile,
è realistico pensare che ci possa essere, di fondo, un'inclinazione caratteriale al rimuginio e all'ossessività ma non possiamo dirlo con certezza. Ciò che è certo è che lei presenta un quadro di sofferenza che va accolto e superato con un valido supporto.
Lei può e deve ri-trovarsi e non lo farà attraverso uno schermo.
Un cordiale saluto,
è realistico pensare che ci possa essere, di fondo, un'inclinazione caratteriale al rimuginio e all'ossessività ma non possiamo dirlo con certezza. Ciò che è certo è che lei presenta un quadro di sofferenza che va accolto e superato con un valido supporto.
Lei può e deve ri-trovarsi e non lo farà attraverso uno schermo.
Un cordiale saluto,
Dr. Valerio Bruno
Questo consulto ha ricevuto 11 risposte e 852 visite dal 20/04/2026.
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