Differenza tra schizofrenia paranoide e disturbo psicotico

Buonasera
Ho avuto 4 psicosi diagnosticate negli ultimi anni

La prima pensavo che un ragazzo dove lavoravo mi comunicava tramite segnali messaggi segreti e sentivo la sua voce che mi faceva domande

La seconda in un percorso psicoterapico sentivo la voce della mia psicoterapeuta che mi dava dei comandi

La terza pensavo che l'fbi mi seguisse

La quarta, avuta a gennaio dell'anno scorso pensavo che i segni delle mani trasmettessero delle energie in un linguaggio segreto e io potevo alterare l'energia degli altri.
Sono in trattamento con latuda, ma penso ancora che alcune cose che pensavo durante quelle fasi non siano del tutto sbagliate.
La mia domanda è come distinguere la psicosi dalla schizofrenia?
Ci vorrà ancora tempo prima di avere la diagnosi, e volevo sapere cosa ne pensate voi.
Dr. Fabio Maria Pasquale Tortorelli Psichiatra, Psicoterapeuta, Farmacologo 1.4k 106
Gentilissima,

comprendo il suo disorientamento, poiché attraversare esperienze percettive e di pensiero così intense è profondamente faticoso e lascia inevitabilmente interrogativi complessi, ma le cerco di rispondere con il massimo della chiarezza possibile: la psicosi è essenzialmente un sintomo (ovvero uno stato temporaneo di alterazione del rapporto con la realtà, caratterizzato da deliri e/o allucinazioni uditive come quelli che ha descritto); la schizofrenia è una specifica diagnosi strutturata.

In parole semplici, ogni quadro schizofrenico presenta fasi psicotiche, ma non tutte le psicosi si inquadrano necessariamente nella schizofrenia; queste potrebbero infatti derivare da altre condizioni, come disturbi dell'umore o fattori di stress acuto.

La reale differenza diagnostica si basa sulla durata temporale prolungata, sull'evoluzione clinica nel tempo e sulla presenza di altri sintomi associati.

Il fatto che lei nutra ancora qualche convinzione legata a quelle fasi potrebbe rappresentare un sintomo residuo (ideazione prevalente) del tutto compatibile con i lunghi tempi di recupero richiesti dal sistema nervoso dopo episodi acuti, e il Latuda che assume è una terapia antipsicotica generalmente indicata per questo quadro clinico.

Il mio consiglio clinico è di non avere fretta di "etichettare" la condizione, ma di discutere apertamente di questi pensieri ancora presenti con il suo specialista di fiducia tramite i consueti controlli psichiatrici.

Solo un attento monitoraggio clinico diretto nel tempo permetterà allo specialista di definire la diagnosi esatta con certezza e di ottimizzare la terapia per spegnere del tutto questi residui sintomatologici.

Resto a disposizione per eventuali necessità, le faccio i migliori auguri per tutto. Cari saluti.

dott. Tortorelli Fabio M.P.
Psichiatra e Psicoterapeuta | Roma Policlinico |
WhatsApp 3406693506

https://www.instagram.com/docfabiotortorelli?

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