I miei genitori mi trattano male

Salve, ho dovuto aprire un altro consulto perchè nell'altro non ho ricevuto più risposta. . vi prego gentilmente di non cancellarmelo perchè ho davvero bisogno del vostro aiuto.
Ho 36 anni e da circa 2 anni sono tornata a vivere con I miei genitori.
A 28 anni sono andata via a Londra perchè non ne potevo più di stare qui a casa con loro, mio padre mi trattava malissimo, mi offendeva sempre e mi rispondeva sempre male e mia madre stava sempre dalla sua parte addossando tutte le colpe a me.
Hanno sempre elogiato e trattato bene soltanto mio fratello, lui lo trattano come un principe (siamo solo in due) mentre a me mi trattano malissimo.
Voi direte, perchè non te ne sei andata via prima?
Perchè non ho potuto.
Ho cercato tantissimo lavoro, ma l'unico che ho trovato all'epoca è stato come pulizie in una casa di riposo a 500 euro al mese.
Come potevo andarmene?
Così ho conservato I soldi negli anni per andare via a Londra. .
Tornando a noi. . sono partita da sola, senza conoscere nessuno là e senza la conoscenza della lingua ma con abbastanza soldi In tasca e ho trovato subito lavoro come pulizie.
Ci sono rimasta 6 anni.
Purtroppo pero mi sono ammalata di depressione grave e volendomi suicidare, la psicoterapeuta e psichiatra che avevo lì, mi hanno consigliato di tornare in Italia e ricoverarmi.
E quindi l'ho fatto.
E da due anni circa sto qui.
Ma la situazione non è cambiata con I miei. È sempre la stessa.
Identica.
A me è tornata la depressione.
E il binge eating che era passato.
Ho fatto tanti lavoretti in questi 2 anni e l'ultimo durato 5 mesi come pulizie per una ditta mi hanno licenziata ingiustamente 3 settimane fa.
Ora sto inviando cv a tutto spiano ma nessuno mi chiama.
Vorrei andare via da questa casa ma non so come fare e non so come comportarmi con I miei.
Aiutatemi per favore.
Dr. Valerio Bruno Psicologo 118 4
Gentilissima,

come ha potuto constatare da sola, in lei la volontà di cambiamento esiste. Il suo stesso trascorso lo dimostra ampiamente: ha preso la decisione di andare a Londra, dove non aveva alcun appoggio e non conosceva nessuno. Ha dovuto compiere un adattamento impressionante in un contesto completamente diverso da quello italiano. Dal punto di vista socioeconomico, linguistico e anche relazionale.
Non è cosa da poco, bene che questo sia fisso nella sua mente. Questo potrebbe rappresentare una delle chiavi per ritrovare quella forza di reagire che ora sembrerebbe essere rallentata.
Nell'arco di questi due anni, lei ha seguito un qualche tipo di trattamento psicoterapeutico, psichiatrico, etc? Attualmente è in terapia? Se sì, come sta procedendo? Se no, come mai?

Ci dica pure di più.

Un cordiale saluto,

Dr. Valerio Bruno

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Utente
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Salve dottore, grazie per la risposta.

No nell'arco di questi due anni non ho fatto trattamenti psicoterapeutici, ma sono stata e sono Ancora in cura al CSM del mio paese da una psichiatra. Purtroppo lì la psicoterapeuta non c'è, ed io in questi due anni non me la sono potuta permettsre perchè facevo soltanto lavoretti così. Poi ho trovato un lavoro dove guadagnavo 800 euro in nero a dicembre 2025 ed ho iniziato a fare terapia un mese fa, ma sono stata licenziata ingiustamente ed ho dovuto mollare.

Comunque dottore come posso fare con la mia situazione in casa ed ad andare via? Mi aiuti la prego sono disperata
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Dr. Valerio Bruno Psicologo 118 4
Gentilissima,

intanto, per tamponare la situazione in casa, lei dovrebbe cercare di ritagliarsi un po' di tempo per lei. Quando le cose si stanno facendo complicate, quando si sta accorgendo di andare in sovraccarico, le suggerisco di isolarsi in via temporanea: si chiuda in camera, prenda carta e penna e cominci a scrivere sia ciò che accade che le emozioni provate a proposito degli avvenimenti che stanno avendo luogo. In alternativa, può uscire di casa, con tanto di taccuino e fare la stessa cosa. Preferibilmente in un luogo rilassante: in un parco, una villetta, etc. La scrittura è molto catartica, glielo posso assicurare.
Ovviamente però, dato che la sua situazione presenta più di una problematica, dovrebbe cercare anche un/a professionista psicologo/a che sia specializzato in psicoterapia e nel trattamento dei disturbi della condotta alimentare per fronteggiare il binge eating disorder di cui lei ha riferito di soffrire.
Fortunatamente, oggi esistono dei mezzi per ottenere servizi di psicoterapia privata a prezzi agevolati. Le suggerisco di informarsi, se nelle sue zone non esistono consultori o altre strutture che prevedono l'impiego di questa figura.

Mi tenga pure aggiornato.

Un cordiale e affettuoso saluto,

Dr. Valerio Bruno

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