Costantemente insoddisfatto
Buonasera, ho 28 anni e ho conseguito la laurea magistrale nel 2023.
Durante gli studi ho iniziato a lavorare, ma da tempo provo una forte insoddisfazione.
Ho un contratto a tempo indeterminato in un settore che non sento mio: il lavoro mi annoia e lo stipendio è basso, e questo mi pesa molto.
Mi confronto spesso con i miei coetanei, che percepisco più realizzati e soddisfatti, sia professionalmente che economicamente.
Questo confronto continuo mi fa sentire indietro e alimenta un senso di fallimento.
Nonostante diversi tentativi, non riesco a cambiare lavoro e vengo scartato ai colloqui, cosa che sta minando ulteriormente la mia autostima.
Negli ultimi mesi faccio fatica ad alzarmi la mattina, vado al lavoro senza motivazione e mi limito al minimo indispensabile.
Sto anche prendendo le distanze dagli amici, perché non mi sento alla loro altezza, soprattutto per una questione economica e di stile di vita.
In più, vivo in uno stato di tensione costante legato al lavoro: mi sento in ritardo, come se stessi perdendo tempo e opportunità.
Questa sensazione sta diventando sempre più forte, al punto da generare ansia e paura per il futuro.
Ho iniziato anche a dubitare delle mie scelte, chiedendomi se il percorso di studi intrapreso sia davvero adatto a me.
Ho la sensazione di essere bloccato in una situazione che non mi rappresenta e temo di rimanerci intrappolato se non riesco a trovare una via d’uscita.
L’ultimo colpo l’ho preso a settembre, dopo cinque colloqui in un settore che a me ha sempre interessato ho ricevuto un’idoneità con attesa di chiamata.
Sono passati mesi e tutto tace.
Voglio uscirne e ritrovare il sorriso e la fiducia nelle mie capacità.
Durante gli studi ho iniziato a lavorare, ma da tempo provo una forte insoddisfazione.
Ho un contratto a tempo indeterminato in un settore che non sento mio: il lavoro mi annoia e lo stipendio è basso, e questo mi pesa molto.
Mi confronto spesso con i miei coetanei, che percepisco più realizzati e soddisfatti, sia professionalmente che economicamente.
Questo confronto continuo mi fa sentire indietro e alimenta un senso di fallimento.
Nonostante diversi tentativi, non riesco a cambiare lavoro e vengo scartato ai colloqui, cosa che sta minando ulteriormente la mia autostima.
Negli ultimi mesi faccio fatica ad alzarmi la mattina, vado al lavoro senza motivazione e mi limito al minimo indispensabile.
Sto anche prendendo le distanze dagli amici, perché non mi sento alla loro altezza, soprattutto per una questione economica e di stile di vita.
In più, vivo in uno stato di tensione costante legato al lavoro: mi sento in ritardo, come se stessi perdendo tempo e opportunità.
Questa sensazione sta diventando sempre più forte, al punto da generare ansia e paura per il futuro.
Ho iniziato anche a dubitare delle mie scelte, chiedendomi se il percorso di studi intrapreso sia davvero adatto a me.
Ho la sensazione di essere bloccato in una situazione che non mi rappresenta e temo di rimanerci intrappolato se non riesco a trovare una via d’uscita.
L’ultimo colpo l’ho preso a settembre, dopo cinque colloqui in un settore che a me ha sempre interessato ho ricevuto un’idoneità con attesa di chiamata.
Sono passati mesi e tutto tace.
Voglio uscirne e ritrovare il sorriso e la fiducia nelle mie capacità.
Gentileutente,
è trascorso ormai un anno dal precedente consulto nel quale ci parlava degli stessi problemi ai quali accenna oggi.
Nella risposta di allora Le veniva consigliato un percorso psicologico.
E stato forse iniziato?
Tenga conto che i disagi interiori se non vengono curati adeguatamente si approfondiscono, si allargano, dilagano. E' quello che Lei descrive in questa frase:
"..Negli ultimi mesi faccio fatica ad alzarmi la mattina, vado al lavoro senza motivazione e mi limito al minimo indispensabile.Sto anche prendendo le distanze dagli amici, perché non mi sento alla loro altezza, soprattutto per una questione economica e di stile di vita".
In questa frase si evidenzia che quel malessere che lo scorso anno riguardava prevalentemente il lavoro, ora ha invaso l'ambito sociale e il tono dell'umore.
Ci dice ancora:
"Ho la sensazione di essere bloccato in una situazione che non mi rappresenta e temo di rimanerci intrappolato se non riesco a trovare una via d’uscita."
I fatti Le dicono che da solo non ce la sta facendo; ma anche che - sembrerebbe - non chiede aiuto specialistico in persona, ad un* Psicoterapeuta.
Ci dispiace moltissimo che sia trascorso un anno e lei si trovi tuttora in questa situazione di blocco.
Cosa possiamo fare noi per Lei, oltre ad indicarLe la via corretta per prendere in mano la sua vita con decisione?
Saluti cari.
Dott. Brunialti
è trascorso ormai un anno dal precedente consulto nel quale ci parlava degli stessi problemi ai quali accenna oggi.
Nella risposta di allora Le veniva consigliato un percorso psicologico.
E stato forse iniziato?
Tenga conto che i disagi interiori se non vengono curati adeguatamente si approfondiscono, si allargano, dilagano. E' quello che Lei descrive in questa frase:
"..Negli ultimi mesi faccio fatica ad alzarmi la mattina, vado al lavoro senza motivazione e mi limito al minimo indispensabile.Sto anche prendendo le distanze dagli amici, perché non mi sento alla loro altezza, soprattutto per una questione economica e di stile di vita".
In questa frase si evidenzia che quel malessere che lo scorso anno riguardava prevalentemente il lavoro, ora ha invaso l'ambito sociale e il tono dell'umore.
Ci dice ancora:
"Ho la sensazione di essere bloccato in una situazione che non mi rappresenta e temo di rimanerci intrappolato se non riesco a trovare una via d’uscita."
I fatti Le dicono che da solo non ce la sta facendo; ma anche che - sembrerebbe - non chiede aiuto specialistico in persona, ad un* Psicoterapeuta.
Ci dispiace moltissimo che sia trascorso un anno e lei si trovi tuttora in questa situazione di blocco.
Cosa possiamo fare noi per Lei, oltre ad indicarLe la via corretta per prendere in mano la sua vita con decisione?
Saluti cari.
Dott. Brunialti
Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta, Sessuologa clinica, Psicologa europea.
https://www.centrobrunialtipsy.it/
Utente
Sono stato in terapia fino a luglio, poi ho deciso di interrompere perché non percepivo risultati concreti. So bene che l’insoddisfazione lavorativa non è qualcosa che la psicoterapia può risolvere direttamente, ma credo comunque che possa aiutare ad accettare meglio la situazione, in attesa di un’opportunità più adatta, e a vivere con maggiore serenità ciò che provo dentro. Per questo penso che mi darò un’altra possibilità, magari affrontando il percorso in modo più ampio, non limitato solo al lavoro ma esteso anche ad altri aspetti della mia vita. All’inizio mi ripetevo che sarebbe stata solo una fase di passaggio. Però col tempo si è protratta più del previsto e oggi sento che non solo dura troppo, ma che sta anche iniziando a limitarmi come persona, influenzando il modo in cui vivo e mi percepisco.
Questo consulto ha ricevuto 2 risposte e 51 visite dal 23/03/2026.
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