Tradimento da parte di mia moglie

Gentili Dottori,

vi scrivo per un Vostro gentile parere, Mi chiamo Marco ho 44 anni e sono sposato da 18 anni con 2 bambini di 9 e 11 anni.
Circa 4 mesi fa ho scoperto il tradimento di mia moglie grazie a dei messaggi sul telefono.
La relazione andava avanti da circa 5 anni e gli incontri si tenevano a casa di questa persona, single e avevano una frequenza di circa un paio di volte al mese.


Quando ne ho parlato con mia Moglie, specificando che avevo le prove, ha ammesso le sue colpe dicendo che quando è iniziata attraversava un momento di crisi sia personale che lavorativa e questa persona, un ex collega, riempiendola sempre di complimenti l’ha fatta sentire bellissima e speciale.
Mi ha riferito che poi la relazione si è un po’ trascinata negli anni più come un’amicizia in cui parlavano anche del più e del meno (anche se continuavano gli incontri a sfondo sessuale).


Inutile dire come mi sono sentito, ma ammetto che per diverso tempo, pur amando mia moglie, io in primis l’ho trascurata sia a livello intimo che sentimentale pensando più alla carriera e dandola forse per scontata.


La sua reazione è stata quella di dirmi subito che ha sempre amato solo me e che l’altro non significava nulla ecc.
si è assunta le sue colpe e ha tronato subito il giorno stesso i contatti con l’altra persona, supplicandomi di perdonarla.


Io la amo e sono consapevole di avere una parte della colpa pur ritenendo inammissibile l’accaduto.


Ora le mie perplessità sono queste:

da quando ci siamo chiariti mia moglie è affettuosa e amorevole forse come non lo è mai stata, mi manda un sacco di messaggini al giorno e cerca sempre contatti intimi.
Dice che mi ama infinitamente ecc.
Sarà sincera?
O mossa solo dai sensi di colpa e dalla paura di perdemi perché scoperta?


Altra cosa che non mi spiego è come si possa troncare così da un momento con l’altro una relazione fatta comunque anche di quotidianità di messaggi e conversazioni con una persona che hai comunque frequentato per anni con cui hai avuto rapporti intimi.
E’ normale?
O a lungo andare potrebbe mancarle?
Lei dice che per lei chiudere questa esperienza è stata solo una liberazione e che ora si sente serena.



Grazie a chi mi risponderà

Marco
Dr. Benedetto Vivona Psicologo 14
Gentile Marco,

quello che descrive è un evento profondamente destabilizzante, e le domande che si sta ponendo sono del tutto comprensibili. Dopo una scoperta di questo tipo è naturale cercare punti di riferimento per capire cosa è reale, cosa è cambiato e su cosa si possa ancora costruire.

Colpisce la sua capacità di guardare alla relazione in modo articolato, riconoscendo anche aspetti di trascuratezza che lei stesso sente di aver avuto nel tempo. Questo non serve a spiegare l’accaduto in termini di colpa, ma può diventare un elemento importante per comprendere il funzionamento della coppia e ciò che si è incrinato prima della scoperta.

Venendo ai suoi dubbi principali.

Il cambiamento improvviso di atteggiamento di sua moglie, così intenso sul piano affettivo e fisico, può avere significati diversi che possono coesistere. Possono esserci paura di perderla, bisogno di riparare, senso di colpa, ma anche un reale riavvicinamento ora che la relazione parallela è terminata e il segreto non esiste più. Più che chiedersi da dove nasca oggi questo slancio, sarà importante osservare se nel tempo riuscirà a trasformarsi in una presenza stabile, coerente e rispettosa dei suoi bisogni di rassicurazione.

Per quanto riguarda la chiusura netta della relazione extraconiugale, ciò che la lascia perplesso è in realtà un fenomeno piuttosto frequente. Molte relazioni parallele non si strutturano come veri legami affettivi autonomi, ma funzionano come spazi compensatori, luoghi in cui sentirsi visti, desiderati o riconosciuti in momenti di fragilità. Quando il segreto viene meno e la realtà entra con forza, quel tipo di legame può perdere rapidamente significato. In questo senso, la sensazione di liberazione che sua moglie descrive è compatibile con questa dinamica. Questo non significa che in futuro non possano emergere ambivalenze o ripensamenti, ma non è un esito automatico.

La domanda che lei si pone, se oggi sua moglie sia mossa da amore autentico o dalla paura di perderla, è una domanda legittima ma che difficilmente può trovare risposta immediata. In situazioni come questa, la sincerità non si misura dall’intensità delle parole o dei gesti iniziali, ma dalla capacità di reggere nel tempo il processo di ricostruzione. Questo include accettare i suoi dubbi, tollerare che la fiducia non torni subito e interrogarsi con onestà su ciò che ha reso possibile quella relazione parallela.

Anche per lei è normale vivere sentimenti contrastanti, desiderio di vicinanza, rabbia, confusione e diffidenza. Non si senta obbligato a decidere rapidamente né a forzare un perdono prematuro. Se arriverà, sarà il risultato di un percorso, non di una scelta imposta.

In questi casi, un percorso di coppia può essere uno spazio utile non per tornare a com’era prima, ma per capire se esistono le condizioni emotive per costruire una relazione diversa, più consapevole e più solida di quella precedente.

Il modo in cui sta affrontando questa crisi, senza negare il dolore e senza semplificazioni, indica una grande lucidità emotiva. Si dia il tempo che le serve. In questa fase non è chiamato a dare risposte definitive, ma a prendersi cura di sé mentre cerca di capire se e come questa ferita possa essere attraversata.

Un cordiale saluto

dott. Benedetto Vivona
Laureato in psicologia LM-51
https://benedettovivona.wixsite.com/psicologo-trapani

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