Rapporto finito
Buongiorno.
Barbara, 52 anni, sto vivendo un momento difficile legato alla rottura di un rapporto.
Ci conosciamo 3 anni fa nel posto di lavoro, lui 10 anni di meno.
Convivo già da 5 anni con il mio compagno, non cerco niente, vivo in un rapporto sopito, un po’ anestetizzata.
Ci sono delle criticità ma a malincuore me ne sono fatta una ragione.
Inizio questo nuovo lavoro, conosco persone nuove, mi piace.
Vedo questo ragazzo, non ci faccio caso più di tanto.
Col tempo noto delle gentilezze da parte sua e 2 o 3 frasi al massimo che lasciano intendere un interesse ma le do per scontate.
Inizio a percepire che c’è un filo di intesa, ma ancora sorvolo.
Ha 10 anni di meno.
Lui organizza una cena tra colleghi.
Crea un gruppo su whatsapp.
Io aderisco alla cena.
Un giorno sono fuori da sola.
Arriva un messaggio e’ lui.
Mi chiede dove sono e se mi va un aperitivo.
Rimango spiazzata.
Non capisco, ho paura.
Alla fine accetto e ci incontriamo.
Lo vedo arrivare, rimango sorpresa dal suo aspetto (al lavoro usiamo una divisa).
Mi stupisce piacevolmente.
Ci salutiamo, scambiamo due parole e lui si alza e va a ordinare.
Quando esce, passa dietro di me, si ferma e mi abbraccia.
Mi dice che aspettava da tempo quel momento.
Io non riesco a credere a quello che sta accadendo.
Sono tesa, imbarazzata.
Un po’ alla volta grazie all’alcool mi lascio andare e passiamo 2 ore su una nuvola.
Mi chiede di andare da lui.
Io rifiuto e torno a casa.
Entro in crisi.
Non capisco cosa mi sta succedendo.
Iniziamo a vederci ed è tutto bellissimo.
Ma io mi sento in colpa nei confronti del mio attuale compagno.
Mi perdo.
Vado da uno psicologo... Inizia un lungo periodo di confusione, stress, pesantezza dell’anima.
Dubbi.
non so cosa fare.
La relazione continua e lui dice che mi aspetta.
Lascio il mio compagno, sto male, non so se ho fatto la scelta giusta.
Sono pensierosa, triste, mi sento fallita.
Penso alla relazione col mio ex e soffro.
Dico al nuovo compagno che ho bisogno di tempo e che siccome non sto bene ho paura di fare male anche a lui.
Lui ripete che capisce e che non gli faccio male.
Rimane.
Il mio ex sparisce, non lo sento per 7 mesi.
Io decido di girare pagina e andare avanti, continuando il lavoro con lo psicologo.
Alti e bassi ma inizio a stare meglio.
Torna il mio ex.
Confusione ancora.
Il nuovo compagno inizia a essere stanco, e io soffro anche per questo.
Ci lasciamo poi torniamo insieme per 3 volte nell’arco di 2 anni.
Ultimamente vedo che lui è un po’ distante.
Se parlo di impegnarsi evita.
Faccio pressione e lui mi dice che non sa se può stare con me.
Che questi 3 anni sono stati pesanti e che mi vede come una persona negativa.
Per carattere sono una lamentina e lo so.
Dipende molto dalla mia struttura psicologica.
Sto lavorando per migliorare.
Credo di averlo perso.
Lo amo e sono molto triste.
Non so se ho sbagliato tutto.
Lui ha sempre detto di essere una persona che non vuole impegnarsi, ma rimaneva.
Non so come uscirne.
Barbara, 52 anni, sto vivendo un momento difficile legato alla rottura di un rapporto.
Ci conosciamo 3 anni fa nel posto di lavoro, lui 10 anni di meno.
Convivo già da 5 anni con il mio compagno, non cerco niente, vivo in un rapporto sopito, un po’ anestetizzata.
Ci sono delle criticità ma a malincuore me ne sono fatta una ragione.
Inizio questo nuovo lavoro, conosco persone nuove, mi piace.
Vedo questo ragazzo, non ci faccio caso più di tanto.
Col tempo noto delle gentilezze da parte sua e 2 o 3 frasi al massimo che lasciano intendere un interesse ma le do per scontate.
Inizio a percepire che c’è un filo di intesa, ma ancora sorvolo.
Ha 10 anni di meno.
Lui organizza una cena tra colleghi.
Crea un gruppo su whatsapp.
Io aderisco alla cena.
Un giorno sono fuori da sola.
Arriva un messaggio e’ lui.
Mi chiede dove sono e se mi va un aperitivo.
Rimango spiazzata.
Non capisco, ho paura.
Alla fine accetto e ci incontriamo.
Lo vedo arrivare, rimango sorpresa dal suo aspetto (al lavoro usiamo una divisa).
Mi stupisce piacevolmente.
Ci salutiamo, scambiamo due parole e lui si alza e va a ordinare.
Quando esce, passa dietro di me, si ferma e mi abbraccia.
Mi dice che aspettava da tempo quel momento.
Io non riesco a credere a quello che sta accadendo.
Sono tesa, imbarazzata.
Un po’ alla volta grazie all’alcool mi lascio andare e passiamo 2 ore su una nuvola.
Mi chiede di andare da lui.
Io rifiuto e torno a casa.
Entro in crisi.
Non capisco cosa mi sta succedendo.
Iniziamo a vederci ed è tutto bellissimo.
Ma io mi sento in colpa nei confronti del mio attuale compagno.
Mi perdo.
Vado da uno psicologo... Inizia un lungo periodo di confusione, stress, pesantezza dell’anima.
Dubbi.
non so cosa fare.
La relazione continua e lui dice che mi aspetta.
Lascio il mio compagno, sto male, non so se ho fatto la scelta giusta.
Sono pensierosa, triste, mi sento fallita.
Penso alla relazione col mio ex e soffro.
Dico al nuovo compagno che ho bisogno di tempo e che siccome non sto bene ho paura di fare male anche a lui.
Lui ripete che capisce e che non gli faccio male.
Rimane.
Il mio ex sparisce, non lo sento per 7 mesi.
Io decido di girare pagina e andare avanti, continuando il lavoro con lo psicologo.
Alti e bassi ma inizio a stare meglio.
Torna il mio ex.
Confusione ancora.
Il nuovo compagno inizia a essere stanco, e io soffro anche per questo.
Ci lasciamo poi torniamo insieme per 3 volte nell’arco di 2 anni.
Ultimamente vedo che lui è un po’ distante.
Se parlo di impegnarsi evita.
Faccio pressione e lui mi dice che non sa se può stare con me.
Che questi 3 anni sono stati pesanti e che mi vede come una persona negativa.
Per carattere sono una lamentina e lo so.
Dipende molto dalla mia struttura psicologica.
Sto lavorando per migliorare.
Credo di averlo perso.
Lo amo e sono molto triste.
Non so se ho sbagliato tutto.
Lui ha sempre detto di essere una persona che non vuole impegnarsi, ma rimaneva.
Non so come uscirne.
Gentile Barbara,
non è solo una storia finita: è un intreccio di scelte difficili, di sensi di colpa, di desiderio di sentirsi viva dopo anni di anestesia emotiva, e di paura di sbagliare ancora. È normale che oggi si senta triste, confusa, persino fallita: quando si attraversano cambiamenti così profondi, l’equilibrio vacilla.
Quello che racconta non parla di leggerezza o di capriccio. Parla di una donna che, dentro una relazione ormai spenta, ha incontrato qualcosa che ha riacceso emozioni e vitalità. Questo incontro ha avuto una forza enorme, ma è arrivato in un momento in cui lei non era libera interiormente. E questo ha reso tutto più pesante, per lei e per lui.
Forse il nodo non è tanto ho sbagliato tutto? , quanto quanto è stato difficile per lei stare in una relazione senza perdere se stessa. Da una parte il legame sicuro ma sopito, dall’altra un rapporto intenso ma instabile. In mezzo, lei, che ha cercato di capire cosa volesse davvero, pagando però un prezzo emotivo alto.
Quando lui oggi prende distanza e dice di sentirsi stanco, fa male. Ma non è detto che questo definisca il suo valore o annulli ciò che c’è stato. Può anche essere il segnale che questo rapporto, così come si è strutturato, non riesce più a reggere il peso delle incertezze accumulate. E questo non significa che lei sia troppo o sbagliata , ma che la relazione si è mossa per molto tempo in una zona fragile.
Sta già facendo una cosa importante: si è data uno spazio di ascolto con uno psicologo. Continui a usarlo non per capire chi perdere o trattenere, ma per chiarire di cosa ha bisogno lei oggi, al di là di chi le resta accanto. Uscirne non vuol dire prendere subito una decisione definitiva, ma smettere di vivere tirata tra passato e presente, tra colpa e desiderio.
Forse, più che chiedersi se lo ha perso, può chiedersi: questa relazione, così com’è stata, mi ha permesso di stare meglio con me stessa nel tempo?
Da lì, con calma, potrà capire che direzione prendere.
Un caro saluto.
non è solo una storia finita: è un intreccio di scelte difficili, di sensi di colpa, di desiderio di sentirsi viva dopo anni di anestesia emotiva, e di paura di sbagliare ancora. È normale che oggi si senta triste, confusa, persino fallita: quando si attraversano cambiamenti così profondi, l’equilibrio vacilla.
Quello che racconta non parla di leggerezza o di capriccio. Parla di una donna che, dentro una relazione ormai spenta, ha incontrato qualcosa che ha riacceso emozioni e vitalità. Questo incontro ha avuto una forza enorme, ma è arrivato in un momento in cui lei non era libera interiormente. E questo ha reso tutto più pesante, per lei e per lui.
Forse il nodo non è tanto ho sbagliato tutto? , quanto quanto è stato difficile per lei stare in una relazione senza perdere se stessa. Da una parte il legame sicuro ma sopito, dall’altra un rapporto intenso ma instabile. In mezzo, lei, che ha cercato di capire cosa volesse davvero, pagando però un prezzo emotivo alto.
Quando lui oggi prende distanza e dice di sentirsi stanco, fa male. Ma non è detto che questo definisca il suo valore o annulli ciò che c’è stato. Può anche essere il segnale che questo rapporto, così come si è strutturato, non riesce più a reggere il peso delle incertezze accumulate. E questo non significa che lei sia troppo o sbagliata , ma che la relazione si è mossa per molto tempo in una zona fragile.
Sta già facendo una cosa importante: si è data uno spazio di ascolto con uno psicologo. Continui a usarlo non per capire chi perdere o trattenere, ma per chiarire di cosa ha bisogno lei oggi, al di là di chi le resta accanto. Uscirne non vuol dire prendere subito una decisione definitiva, ma smettere di vivere tirata tra passato e presente, tra colpa e desiderio.
Forse, più che chiedersi se lo ha perso, può chiedersi: questa relazione, così com’è stata, mi ha permesso di stare meglio con me stessa nel tempo?
Da lì, con calma, potrà capire che direzione prendere.
Un caro saluto.
Dr. Vincenzo Capretto, psicologo.
Ricevo a Roma e on line.
www.vincenzocapretto.com
3356314941
Utente
Grazie Dottore. E’ stato molto gentile e chiaro. Ha capito bene quello che ho voluto spiegare. La ringrazio davvero tanto. Un caro saluto
Questo consulto ha ricevuto 2 risposte e 13 visite dal 01/02/2026.
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