Non so cosa mi accade
Buonasera, vi scrivo per chiedervi un parere su qualcosa che mi affligge.
Sono un lavoratore, dipendente pubblico, gia' avviato nell'attivita' da piu anni.
Da circa 5 mesi sono afflitto dal pensiero costante di una donna, che a volte passa nel mio ufficio, di cui pero' non ho il coraggio di approcciare.
Non so cosa mi sia capitato ma da come si muove, da come parla e dalla sua bellezza, sento come se e' destino che io debba conoscerla.
Passa a volte perche' lavora accanto in altro ufficio e quindi capita che spesso entra.
Per quale motivo ho questo timore?
Ho anche timore ad aggiungerla sui social.
Spesso mi viene voglia di aggiungerla ma puntualmente qualcosa mi ferma.
Invece non ho minimamente timore di aggiungere online altre persone anche donne che lavorano costantemente con me.
Sono un lavoratore, dipendente pubblico, gia' avviato nell'attivita' da piu anni.
Da circa 5 mesi sono afflitto dal pensiero costante di una donna, che a volte passa nel mio ufficio, di cui pero' non ho il coraggio di approcciare.
Non so cosa mi sia capitato ma da come si muove, da come parla e dalla sua bellezza, sento come se e' destino che io debba conoscerla.
Passa a volte perche' lavora accanto in altro ufficio e quindi capita che spesso entra.
Per quale motivo ho questo timore?
Ho anche timore ad aggiungerla sui social.
Spesso mi viene voglia di aggiungerla ma puntualmente qualcosa mi ferma.
Invece non ho minimamente timore di aggiungere online altre persone anche donne che lavorano costantemente con me.
Gentile,
da quanto descrive, quello che sta vivendo nei confronti di questa donna sembra configurarsi come un fenomeno di ansia selettiva accompagnata da una sorta di fissazione interna, piuttosto che un semplice interesse o desiderio occasionale.
È interessante notare come l’ansia si attivi in modo specifico con lei, mentre con altre persone dello stesso ambiente non manifesta alcun timore o blocco: questo suggerisce che il suo vissuto non è generalizzato, ma legato a determinati stimoli che evocano insicurezza, timore del giudizio o necessità di controllo.
Non è raro che questi schemi producano un circolo ossessivo: il pensiero costante della persona genera paura di approccio, il timore di sbagliare rinforza l’evitamento e, di conseguenza, il pensiero rimane costante e intrusivo. Questa dinamica non indica una debolezza personale, ma piuttosto un pattern cognitivo-emotivo che può essere osservato, compreso e modulato.
Il passo iniziale più utile consiste nel riconoscere e nominare le emozioni che emergono in presenza della situazione temuta, senza giudicarle né cercare di reprimerle. In parallelo, interventi graduali di esposizione controllata e di sperimentazione comportamentale, anche molto piccoli, possono aiutare a ridurre l’ansia e a spezzare il circolo ossessivo.
Resto a disposizione se ha bisogno di approfondire.
Cordialità
da quanto descrive, quello che sta vivendo nei confronti di questa donna sembra configurarsi come un fenomeno di ansia selettiva accompagnata da una sorta di fissazione interna, piuttosto che un semplice interesse o desiderio occasionale.
È interessante notare come l’ansia si attivi in modo specifico con lei, mentre con altre persone dello stesso ambiente non manifesta alcun timore o blocco: questo suggerisce che il suo vissuto non è generalizzato, ma legato a determinati stimoli che evocano insicurezza, timore del giudizio o necessità di controllo.
Non è raro che questi schemi producano un circolo ossessivo: il pensiero costante della persona genera paura di approccio, il timore di sbagliare rinforza l’evitamento e, di conseguenza, il pensiero rimane costante e intrusivo. Questa dinamica non indica una debolezza personale, ma piuttosto un pattern cognitivo-emotivo che può essere osservato, compreso e modulato.
Il passo iniziale più utile consiste nel riconoscere e nominare le emozioni che emergono in presenza della situazione temuta, senza giudicarle né cercare di reprimerle. In parallelo, interventi graduali di esposizione controllata e di sperimentazione comportamentale, anche molto piccoli, possono aiutare a ridurre l’ansia e a spezzare il circolo ossessivo.
Resto a disposizione se ha bisogno di approfondire.
Cordialità
dott. Benedetto Vivona
Ricevo a Trapani e online
https://benedettovivona.wixsite.com/psicologo-trapani
3317463183
Utente
Salve, la ringrazio per avermi risposto. Premesso che le possibilita' che io riesca ad aggiungere questa persona sui social sono basse, come mai sorge questa difficolta'? I social dovrebbero in realta' evitare ( in un primo momento) quelle difficolta' di approccio dove non c'e un contatto diretto. Anche la paura del giudizio dovrebbe verificarsi non dietro uno schermo bensi dal vivo.
Questo consulto ha ricevuto 2 risposte e 85 visite dal 16/03/2026.
Se sei uno specialista e vuoi rispondere ai consulti esegui il login oppure registrati al sito.
Se sei uno specialista e vuoi rispondere ai consulti esegui il login oppure registrati al sito.