come capire e gestire l'atteggiamento incoerente del mio ragazzo
Buonasera,
avevo già scritto in precedenza per raccontare la mia situazione sentimentale.
Riassumendo brevemente: ero fidanzata da diversi anni, ma per una serie di motivi, tra cui il coinvolgimento con un’altra persona, ho deciso di chiudere quella relazione.
Da quel momento ho iniziato a frequentare questo ragazzo, che però, nonostante sia libero come me, non ha mai reso la situazione chiara né stabile.
Negli ultimi tempi la situazione è ulteriormente peggiorata: la sua ex si presenta spesso nel luogo in cui lavora, e questo mi crea inevitabilmente disagio.
Lui continua a dire che tra loro non c’è nulla, ma nei fatti l’ho percepito sempre più distante.
È arrivato al punto di non passare più nemmeno a trovarmi al lavoro, cosa che prima, seppur sporadicamente, faceva.
In pratica, quel poco che c’era tra noi sembra essersi spento del tutto.
Recentemente, in un momento in cui ero arrabbiata, perché appunto non ci vedevo chiaro... (ad esempio non è voluto venire al centro commerciale perché l’ex lavora lì) non ho risposto a un suo messaggio (dove sei?
) , ma da quel momento lui non ha più insistito né mi ha più cercata e sono passati 10 gg
Questa situazione mi sta facendo stare molto male, perché mi trovo a confrontarmi con un comportamento incoerente: presenza intermittente, parole che non coincidono con i fatti e un progressivo allontanamento senza spiegazioni.
Vorrei capire come interpretare questo suo atteggiamento e, soprattutto, come gestire emotivamente questa situazione che mi lascia confusa, ferita e in attesa di qualcosa che forse non arriverà.
Grazie in anticipo a chi vorrà rispondermi.
avevo già scritto in precedenza per raccontare la mia situazione sentimentale.
Riassumendo brevemente: ero fidanzata da diversi anni, ma per una serie di motivi, tra cui il coinvolgimento con un’altra persona, ho deciso di chiudere quella relazione.
Da quel momento ho iniziato a frequentare questo ragazzo, che però, nonostante sia libero come me, non ha mai reso la situazione chiara né stabile.
Negli ultimi tempi la situazione è ulteriormente peggiorata: la sua ex si presenta spesso nel luogo in cui lavora, e questo mi crea inevitabilmente disagio.
Lui continua a dire che tra loro non c’è nulla, ma nei fatti l’ho percepito sempre più distante.
È arrivato al punto di non passare più nemmeno a trovarmi al lavoro, cosa che prima, seppur sporadicamente, faceva.
In pratica, quel poco che c’era tra noi sembra essersi spento del tutto.
Recentemente, in un momento in cui ero arrabbiata, perché appunto non ci vedevo chiaro... (ad esempio non è voluto venire al centro commerciale perché l’ex lavora lì) non ho risposto a un suo messaggio (dove sei?
) , ma da quel momento lui non ha più insistito né mi ha più cercata e sono passati 10 gg
Questa situazione mi sta facendo stare molto male, perché mi trovo a confrontarmi con un comportamento incoerente: presenza intermittente, parole che non coincidono con i fatti e un progressivo allontanamento senza spiegazioni.
Vorrei capire come interpretare questo suo atteggiamento e, soprattutto, come gestire emotivamente questa situazione che mi lascia confusa, ferita e in attesa di qualcosa che forse non arriverà.
Grazie in anticipo a chi vorrà rispondermi.
Gentile,
dalle sue parole emerge con chiarezza non solo la sofferenza che sta vivendo, ma anche una buona capacità di osservare la situazione per quello che è, al di là di ciò che si vorrebbe che fosse.
Quando in una relazione si crea uno scarto così evidente tra le parole e i comportamenti presenza intermittente, difficoltà a esporsi, progressivo allontanamento è spesso proprio nei comportamenti che si trova l’indicazione più affidabile. Non tanto perché l’altro stia necessariamente agendo con intenzione di ferire, ma perché, di fatto, non riesce o non è disponibile a costruire qualcosa di chiaro e stabile.
Il punto centrale, quindi, non è tanto comprendere cosa prova lui ambito che rischia di restare incerto e ipotetico quanto riconoscere cosa sta accadendo concretamente nella relazione: una dinamica che la lascia in attesa, confusa e progressivamente più coinvolta in una posizione di insicurezza.
Il fatto che dopo un suo mancato messaggio lui non abbia più cercato un contatto non appare come un episodio isolato, ma coerente con un andamento già presente: un legame poco definito, che si regge su iniziative discontinue e su un investimento non reciproco.
Da un punto di vista emotivo, ciò che spesso mantiene queste situazioni è proprio l’alternanza tra presenza e distanza, che tende ad alimentare aspettativa e speranza. Tuttavia, nel medio periodo, questo tipo di dinamica rischia di diventare logorante, perché sposta il baricentro della relazione più sull’attesa che sulla condivisione reale.
Può essere utile, allora, spostare lo sguardo da lui a sé stessa: non tanto chiedersi se lui tornerà o cosa significhi il suo silenzio, ma interrogarsi su quanto questa modalità relazionale sia per lei sostenibile e coerente con ciò che desidera.
Più che cercare di interpretare il suo comportamento, può diventare centrale riconoscere il proprio bisogno di chiarezza, continuità e presenza, e valutare se questa relazione, per come si sta configurando, è in grado di offrirli.
Resto a disposizione qualora sentisse il bisogno di approfondire o di avere uno spazio di confronto su quanto sta vivendo.
Un cordiale saluto.
dalle sue parole emerge con chiarezza non solo la sofferenza che sta vivendo, ma anche una buona capacità di osservare la situazione per quello che è, al di là di ciò che si vorrebbe che fosse.
Quando in una relazione si crea uno scarto così evidente tra le parole e i comportamenti presenza intermittente, difficoltà a esporsi, progressivo allontanamento è spesso proprio nei comportamenti che si trova l’indicazione più affidabile. Non tanto perché l’altro stia necessariamente agendo con intenzione di ferire, ma perché, di fatto, non riesce o non è disponibile a costruire qualcosa di chiaro e stabile.
Il punto centrale, quindi, non è tanto comprendere cosa prova lui ambito che rischia di restare incerto e ipotetico quanto riconoscere cosa sta accadendo concretamente nella relazione: una dinamica che la lascia in attesa, confusa e progressivamente più coinvolta in una posizione di insicurezza.
Il fatto che dopo un suo mancato messaggio lui non abbia più cercato un contatto non appare come un episodio isolato, ma coerente con un andamento già presente: un legame poco definito, che si regge su iniziative discontinue e su un investimento non reciproco.
Da un punto di vista emotivo, ciò che spesso mantiene queste situazioni è proprio l’alternanza tra presenza e distanza, che tende ad alimentare aspettativa e speranza. Tuttavia, nel medio periodo, questo tipo di dinamica rischia di diventare logorante, perché sposta il baricentro della relazione più sull’attesa che sulla condivisione reale.
Può essere utile, allora, spostare lo sguardo da lui a sé stessa: non tanto chiedersi se lui tornerà o cosa significhi il suo silenzio, ma interrogarsi su quanto questa modalità relazionale sia per lei sostenibile e coerente con ciò che desidera.
Più che cercare di interpretare il suo comportamento, può diventare centrale riconoscere il proprio bisogno di chiarezza, continuità e presenza, e valutare se questa relazione, per come si sta configurando, è in grado di offrirli.
Resto a disposizione qualora sentisse il bisogno di approfondire o di avere uno spazio di confronto su quanto sta vivendo.
Un cordiale saluto.
dott. Benedetto Vivona
Ricevo a Trapani e online
https://benedettovivona.wixsite.com/psicologo-trapani
3317463183
Utente
La ringrazio per la risposta, ciò che mi fa stare più male è essermi messa in gioco, aver chiuso una storia di 6 anni per cosa? mi sento presa in giro e allo stesso tempo mi do delle colpe: forse sono stata troppo pesante? Ma se lo sono stata è perché in passato mi ha sempre detto bugie, un anno fa si era lasciato con questa ex dicendomi che non ci sarebbe mai più tornato, che non le mancava ecc e invece poi solo c’è tornato ma sono partiti poi per un mini viaggio (dicendomelo 10 gg prima) .. chi mi dice che stavolta non è così? Non riusciva a capire che i miei dubbi erano più che fondati..
circa 3 settimane fa siamo usciti un giorno intero.. siamo stati bene e appena rientrata a casa mi aspettavo una parola carina invece zero . Ma sono io che intendo i rapporti in modo antico o è lui superficiale?
circa 3 settimane fa siamo usciti un giorno intero.. siamo stati bene e appena rientrata a casa mi aspettavo una parola carina invece zero . Ma sono io che intendo i rapporti in modo antico o è lui superficiale?
Gentile,
nelle sue parole si sente chiaramente un doppio movimento: da una parte il dolore per essersi messa in gioco fino a chiudere una relazione lunga e significativa e dall’altra il tentativo di capire se ciò che è accaduto dipenda da lei, dal suo modo di vivere i rapporti, o dall’altro.
Partirei proprio da qui, perché è un passaggio centrale. Quando una relazione genera così tanta confusione e oscillazione tra coinvolgimento e dubbio, spesso si attiva una ricerca di colpe ( sono stata troppo pesante? ) che rischia però di far perdere di vista un dato molto concreto che lei stessa porta: le bugie, le incoerenze, il fatto che questa persona le abbia detto una cosa e poi ne abbia fatta un’altra.
Questo elemento è importante, perché i suoi dubbi non sembrano nascere dal nulla o da un eccesso di bisogno, ma da esperienze reali che hanno minato la fiducia. In questo senso, più che definirsi pesante , potrebbe essere utile riconoscere che stava cercando chiarezza e coerenza in una situazione che, oggettivamente, ne offriva poca.
Anche l’episodio che racconta della giornata passata insieme è significativo: lei descrive un momento di vicinanza e benessere, a cui però non segue alcun segnale da parte sua. Questo scarto tra ciò che si vive insieme e ciò che l’altro restituisce dopo può generare smarrimento e alimentare il dubbio su di sé.
La domanda che pone ( sono io antica o è lui superficiale? ) rischia di semplificare qualcosa che in realtà è più complesso. Non si tratta tanto di essere antichi o moderni , ma di avere bisogni relazionali diversi: il suo bisogno di continuità, chiarezza e riscontro emotivo sembra scontrarsi con una modalità dell’altro più discontinua, ambigua o poco responsiva.
Il punto allora forse non è stabilire chi ha ragione, ma chiedersi quanto questa modalità dell’altro sia compatibile con ciò che lei desidera e con ciò che la fa stare bene. Perché adattarsi continuamente a un’incertezza, soprattutto dopo essersi esposta così tanto, rischia di farla sentire sempre in difetto , quando invece sta cercando qualcosa di legittimo.
Il dolore che esprime rispetto alla relazione precedente ( per cosa ho lasciato? ) merita attenzione: è un vissuto comprensibile, ma che potrebbe spingerla a rileggere questa esperienza solo come un errore. A volte, invece, mettersi in gioco anche quando porta a una delusione permette di vedere con maggiore chiarezza ciò che si vuole e ciò che non si è più disposti ad accettare.
Un cordiale saluto.
nelle sue parole si sente chiaramente un doppio movimento: da una parte il dolore per essersi messa in gioco fino a chiudere una relazione lunga e significativa e dall’altra il tentativo di capire se ciò che è accaduto dipenda da lei, dal suo modo di vivere i rapporti, o dall’altro.
Partirei proprio da qui, perché è un passaggio centrale. Quando una relazione genera così tanta confusione e oscillazione tra coinvolgimento e dubbio, spesso si attiva una ricerca di colpe ( sono stata troppo pesante? ) che rischia però di far perdere di vista un dato molto concreto che lei stessa porta: le bugie, le incoerenze, il fatto che questa persona le abbia detto una cosa e poi ne abbia fatta un’altra.
Questo elemento è importante, perché i suoi dubbi non sembrano nascere dal nulla o da un eccesso di bisogno, ma da esperienze reali che hanno minato la fiducia. In questo senso, più che definirsi pesante , potrebbe essere utile riconoscere che stava cercando chiarezza e coerenza in una situazione che, oggettivamente, ne offriva poca.
Anche l’episodio che racconta della giornata passata insieme è significativo: lei descrive un momento di vicinanza e benessere, a cui però non segue alcun segnale da parte sua. Questo scarto tra ciò che si vive insieme e ciò che l’altro restituisce dopo può generare smarrimento e alimentare il dubbio su di sé.
La domanda che pone ( sono io antica o è lui superficiale? ) rischia di semplificare qualcosa che in realtà è più complesso. Non si tratta tanto di essere antichi o moderni , ma di avere bisogni relazionali diversi: il suo bisogno di continuità, chiarezza e riscontro emotivo sembra scontrarsi con una modalità dell’altro più discontinua, ambigua o poco responsiva.
Il punto allora forse non è stabilire chi ha ragione, ma chiedersi quanto questa modalità dell’altro sia compatibile con ciò che lei desidera e con ciò che la fa stare bene. Perché adattarsi continuamente a un’incertezza, soprattutto dopo essersi esposta così tanto, rischia di farla sentire sempre in difetto , quando invece sta cercando qualcosa di legittimo.
Il dolore che esprime rispetto alla relazione precedente ( per cosa ho lasciato? ) merita attenzione: è un vissuto comprensibile, ma che potrebbe spingerla a rileggere questa esperienza solo come un errore. A volte, invece, mettersi in gioco anche quando porta a una delusione permette di vedere con maggiore chiarezza ciò che si vuole e ciò che non si è più disposti ad accettare.
Un cordiale saluto.
dott. Benedetto Vivona
Ricevo a Trapani e online
https://benedettovivona.wixsite.com/psicologo-trapani
3317463183
Utente
Come si esprime bene! grazie dottore, farò tesoro delle sue parole <3
Questo consulto ha ricevuto 4 risposte e 732 visite dal 17/03/2026.
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