Gelosa delle amiche della mia ragazza: esagero o giusto?
Salve, frequento una ragazza da 15 giorni (sono lesbica) e sono gelosa delle sue amicizie.
Lei ha un migliore amico maschio di 21 anni più grande, lei ha 26 anni e lui 47, che sente al cell ogni giorno, dal buongiorno alla buonanotte, di continuo e si vedono molto spesso, sia in compagnia che da soli, soli perchè lei spesso si fa dare passaggi da lavoro a casa visto che lui lavora nella stessa zona sua e stacca più o meno alla stessa ora.
Poi ha 3 amiche lesbiche, conosciute su Instagram da qualche anno, che sente tutti I giorni dal buongiorno alla buonanotte di continuo anche loro ed io sono molto gelosa.
Non accetto queste amicizie e vorrei chiederle di sentirle di meno e di incontrarle solo in mia presenza.
Sarebbe sbagliato il mio comportamento?
Sono troppo esagerata io?
Lei ha un migliore amico maschio di 21 anni più grande, lei ha 26 anni e lui 47, che sente al cell ogni giorno, dal buongiorno alla buonanotte, di continuo e si vedono molto spesso, sia in compagnia che da soli, soli perchè lei spesso si fa dare passaggi da lavoro a casa visto che lui lavora nella stessa zona sua e stacca più o meno alla stessa ora.
Poi ha 3 amiche lesbiche, conosciute su Instagram da qualche anno, che sente tutti I giorni dal buongiorno alla buonanotte di continuo anche loro ed io sono molto gelosa.
Non accetto queste amicizie e vorrei chiederle di sentirle di meno e di incontrarle solo in mia presenza.
Sarebbe sbagliato il mio comportamento?
Sono troppo esagerata io?
Gentile utente,
vi frequentate da appena quindici giorni e già si sente una gelosia molto intensa. Questo non dice che lei sia sbagliata , ma che dentro di lei si sta muovendo qualcosa di forte, probabilmente legato alla paura di perdere l’altro o di non sentirsi abbastanza al centro.
Rispondo alle sue domande in modo diretto.
Chiedere a una persona, dopo così poco tempo, di limitare le sue amicizie o di vederle solo in sua presenza sì, rischia di essere un comportamento poco sostenibile. Non perché lei sia esagerata per carattere , ma perché sta cercando di ridurre l’ansia controllando l’esterno, invece che ascoltando ciò che questa gelosia le sta segnalando.
Il punto non è se quelle amicizie siano giuste o sbagliate. Il punto è che quelle relazioni esistevano prima di lei e fanno parte della vita di questa ragazza. Provarle a restringere ora rischia di creare tensione, difesa e distanza, anche se l’intenzione è solo quella di sentirsi più sicura.
Vale la pena fermarsi un attimo su questo:
cosa succede dentro di lei quando sa che l’altra è in contatto continuo con qualcuno?
sta cercando rassicurazione o sta cercando sicurezza?
Sono due cose diverse. La rassicurazione passa dal controllo, ma dura poco. La sicurezza, invece, si costruisce nel tempo, anche tollerando una certa dose di incertezza, soprattutto all’inizio di una conoscenza.
Forse, più che chiedere di togliere spazio agli altri, potrebbe essere utile capire di cosa avrebbe bisogno lei per sentirsi più tranquilla in questa relazione nascente: più presenza, più chiarezza, più tempo condiviso. Questo sì può essere detto, senza mettere condizioni.
Se questa gelosia dovesse diventare rapidamente ingestibile o spingerla a comportamenti che non la rappresentano, potrebbe essere utile parlarne con un professionista, non per correggerla , ma per capire da dove nasce e come non farle guidare la relazione.
Un cordiale saluto.
vi frequentate da appena quindici giorni e già si sente una gelosia molto intensa. Questo non dice che lei sia sbagliata , ma che dentro di lei si sta muovendo qualcosa di forte, probabilmente legato alla paura di perdere l’altro o di non sentirsi abbastanza al centro.
Rispondo alle sue domande in modo diretto.
Chiedere a una persona, dopo così poco tempo, di limitare le sue amicizie o di vederle solo in sua presenza sì, rischia di essere un comportamento poco sostenibile. Non perché lei sia esagerata per carattere , ma perché sta cercando di ridurre l’ansia controllando l’esterno, invece che ascoltando ciò che questa gelosia le sta segnalando.
Il punto non è se quelle amicizie siano giuste o sbagliate. Il punto è che quelle relazioni esistevano prima di lei e fanno parte della vita di questa ragazza. Provarle a restringere ora rischia di creare tensione, difesa e distanza, anche se l’intenzione è solo quella di sentirsi più sicura.
Vale la pena fermarsi un attimo su questo:
cosa succede dentro di lei quando sa che l’altra è in contatto continuo con qualcuno?
sta cercando rassicurazione o sta cercando sicurezza?
Sono due cose diverse. La rassicurazione passa dal controllo, ma dura poco. La sicurezza, invece, si costruisce nel tempo, anche tollerando una certa dose di incertezza, soprattutto all’inizio di una conoscenza.
Forse, più che chiedere di togliere spazio agli altri, potrebbe essere utile capire di cosa avrebbe bisogno lei per sentirsi più tranquilla in questa relazione nascente: più presenza, più chiarezza, più tempo condiviso. Questo sì può essere detto, senza mettere condizioni.
Se questa gelosia dovesse diventare rapidamente ingestibile o spingerla a comportamenti che non la rappresentano, potrebbe essere utile parlarne con un professionista, non per correggerla , ma per capire da dove nasce e come non farle guidare la relazione.
Un cordiale saluto.
Dr. Vincenzo Capretto, psicologo.
Ricevo a Roma e on line.
www.vincenzocapretto.com
3356314941
Utente
Grazie dottore. Sì ma se continua anche dopo che siamo fidanzate a sentire ogni giorno queste amicizie? Che devo fare? Il buongiorno si vede dal mattino
Gentile utente,
riprendo quanto già emerso nella risposta precedente e provo ad andare un passo avanti, restando sul modo di vivere una relazione. In così poco tempo la gelosia è già diventata il filtro principale con cui guarda l’altra: non tanto per quello che fa, ma per come lei si sente quando non è al centro.
Il punto delicato è questo: una relazione, anche quando diventa una relazione ufficiale , non funziona chiedendo all’altro di ridurre il resto della sua vita affettiva per farci sentire più sicuri.
Questo non costruisce intimità, costruisce dipendenza. E la dipendenza, col tempo, logora il legame invece di rafforzarlo.
Lei si chiede se sarebbe diverso da fidanzate . Ma se l’idea di fidanzamento implica che l’altra debba sentire meno gli amici, vedere meno persone, spiegare ogni contatto, allora vale la pena fermarsi un attimo. Perché una relazione sana non chiede all’altro di restringersi, ma di scegliere, ogni giorno, pur restando se stesso.
Qui non è in discussione se lei sia esagerata o no. È in gioco un tema più profondo: quanto spazio riesce a tollerare che l’altro abbia fuori dalla coppia senza sentirsi minacciata. Se questo spazio oggi è quasi zero, difficilmente diventerà più ampio solo imponendo regole.
Può essere utile chiedersi, con onestà:
quando l’altra è in contatto con qualcuno, cosa teme davvero di perdere?
sta cercando una relazione che la rassicuri continuamente o una relazione che cresca nel tempo, anche accettando un po’ di incertezza?
Queste domande non servono a decidere subito cosa fare, ma a capire se il modello di relazione che desidera è compatibile con quello dell’altra persona. A volte il disagio non segnala che l’altro dovrebbe cambiare, ma che stiamo cercando qualcosa di diverso.
Se questa gelosia tende a presentarsi molto presto e a occupare tutto lo spazio del rapporto, parlarne con un professionista (come già suggerito prima) può essere una possibilità utile, non per giudicarsi, ma per imparare a non farle guidare le relazioni fin dall’inizio.
Un cordiale saluto.
riprendo quanto già emerso nella risposta precedente e provo ad andare un passo avanti, restando sul modo di vivere una relazione. In così poco tempo la gelosia è già diventata il filtro principale con cui guarda l’altra: non tanto per quello che fa, ma per come lei si sente quando non è al centro.
Il punto delicato è questo: una relazione, anche quando diventa una relazione ufficiale , non funziona chiedendo all’altro di ridurre il resto della sua vita affettiva per farci sentire più sicuri.
Questo non costruisce intimità, costruisce dipendenza. E la dipendenza, col tempo, logora il legame invece di rafforzarlo.
Lei si chiede se sarebbe diverso da fidanzate . Ma se l’idea di fidanzamento implica che l’altra debba sentire meno gli amici, vedere meno persone, spiegare ogni contatto, allora vale la pena fermarsi un attimo. Perché una relazione sana non chiede all’altro di restringersi, ma di scegliere, ogni giorno, pur restando se stesso.
Qui non è in discussione se lei sia esagerata o no. È in gioco un tema più profondo: quanto spazio riesce a tollerare che l’altro abbia fuori dalla coppia senza sentirsi minacciata. Se questo spazio oggi è quasi zero, difficilmente diventerà più ampio solo imponendo regole.
Può essere utile chiedersi, con onestà:
quando l’altra è in contatto con qualcuno, cosa teme davvero di perdere?
sta cercando una relazione che la rassicuri continuamente o una relazione che cresca nel tempo, anche accettando un po’ di incertezza?
Queste domande non servono a decidere subito cosa fare, ma a capire se il modello di relazione che desidera è compatibile con quello dell’altra persona. A volte il disagio non segnala che l’altro dovrebbe cambiare, ma che stiamo cercando qualcosa di diverso.
Se questa gelosia tende a presentarsi molto presto e a occupare tutto lo spazio del rapporto, parlarne con un professionista (come già suggerito prima) può essere una possibilità utile, non per giudicarsi, ma per imparare a non farle guidare le relazioni fin dall’inizio.
Un cordiale saluto.
Dr. Vincenzo Capretto, psicologo.
Ricevo a Roma e on line.
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Utente
La ringrazio dottore.
Ieri mi ha detto che vuole invitare a casa sua un'amica lesbica che abita in un'altra regione per qualche giorno e quindi vuole farla dormire a casa sua sul divano.
Io mi sono molto arrabbiata per questo, per me non è rispettoso nei miei confronti. Lei cosa ne pensa?
Ieri mi ha detto che vuole invitare a casa sua un'amica lesbica che abita in un'altra regione per qualche giorno e quindi vuole farla dormire a casa sua sul divano.
Io mi sono molto arrabbiata per questo, per me non è rispettoso nei miei confronti. Lei cosa ne pensa?
Gentile utente,
le chiedo davvero di rileggere con attenzione le risposte precedenti, perché quanto porta ora è lo stesso nodo che stiamo toccando dall’inizio di questo consulto. Cambia l’episodio, ma la dinamica resta identica.
Venendo alla sua domanda:
no, invitare un’amica a dormire sul divano, in una frequentazione così agli inizi, non è di per sé un comportamento irrispettoso. Questo vale indipendentemente dall’orientamento sessuale dell’amica. Ciò che rende questa situazione per lei intollerabile non è l’evento in sé, ma la forte attivazione emotiva che le provoca.
Lei chiede, ancora, se il comportamento dell’altra sia sbagliato. Ma la risposta non cambia, perché il problema non è ciò che fa l’altra, bensì quanto questa relazione, così com’è ora, la mette costantemente in allarme, nella paura di non essere considerata, scelta, rispettata.
Continuare a discutere ogni singolo episodio non la sta aiutando a stare meglio. La riporta sempre allo stesso punto, con più rabbia e più sofferenza. Per questo, a questo stadio del consulto, il lavoro non è più capire chi ha ragione, ma riconoscere che questa situazione la sta facendo stare male in modo ripetuto.
È per questo che ora il supporto va nominato esplicitamente. Non come giudizio, non come ultima carta , ma come spazio che può aiutarla a capire perché questa relazione la attiva così tanto e come proteggersi, invece di restare intrappolata nello stesso conflitto che si ripresenta.
Non perché lei sia sbagliata, ma perché così com’è, questo legame non la sta aiutando a stare bene, e continuare a chiedere conferme esterne non sta cambiando questo dato.
Un cordiale saluto.
le chiedo davvero di rileggere con attenzione le risposte precedenti, perché quanto porta ora è lo stesso nodo che stiamo toccando dall’inizio di questo consulto. Cambia l’episodio, ma la dinamica resta identica.
Venendo alla sua domanda:
no, invitare un’amica a dormire sul divano, in una frequentazione così agli inizi, non è di per sé un comportamento irrispettoso. Questo vale indipendentemente dall’orientamento sessuale dell’amica. Ciò che rende questa situazione per lei intollerabile non è l’evento in sé, ma la forte attivazione emotiva che le provoca.
Lei chiede, ancora, se il comportamento dell’altra sia sbagliato. Ma la risposta non cambia, perché il problema non è ciò che fa l’altra, bensì quanto questa relazione, così com’è ora, la mette costantemente in allarme, nella paura di non essere considerata, scelta, rispettata.
Continuare a discutere ogni singolo episodio non la sta aiutando a stare meglio. La riporta sempre allo stesso punto, con più rabbia e più sofferenza. Per questo, a questo stadio del consulto, il lavoro non è più capire chi ha ragione, ma riconoscere che questa situazione la sta facendo stare male in modo ripetuto.
È per questo che ora il supporto va nominato esplicitamente. Non come giudizio, non come ultima carta , ma come spazio che può aiutarla a capire perché questa relazione la attiva così tanto e come proteggersi, invece di restare intrappolata nello stesso conflitto che si ripresenta.
Non perché lei sia sbagliata, ma perché così com’è, questo legame non la sta aiutando a stare bene, e continuare a chiedere conferme esterne non sta cambiando questo dato.
Un cordiale saluto.
Dr. Vincenzo Capretto, psicologo.
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Utente
Si ma lei dice che "in una frequentazione così agli inizi non è un comportamento irrispettoso" ma lei ieri mi ha detto che lo farebbe anche se fossimo fidanzate da anni. Dunque che pensa?
Gentile,
capisco la sua insistenza, ed è proprio per questo che è importante dirlo con chiarezza: questo punto è già stato affrontato e ripreso nelle risposte precedenti. La invito davvero a rileggerle con attenzione, perché il concetto non cambia in base al singolo episodio che porta.
Anche se lei dice che lo farebbe anche se foste fidanzate da anni, il nodo resta lo stesso, ed è già stato detto: per alcune persone il rispetto non coincide con il rinunciare alle amicizie o agli spazi personali, nemmeno dentro una relazione stabile. Per altre, invece, il rispetto passa da confini molto più stretti e da una forte centralità della coppia. Sono due modi diversi di vivere una relazione, non due livelli diversi di rispetto.
Questo lo stiamo dicendo dall’inizio del consulto. Tornarci sopra, cambiando l’esempio, non modifica la sostanza. Il disagio che lei prova non nasce da quello che fa l’altra, ma dal fatto che sa già che questo aspetto non cambierà, e questo entra in conflitto con ciò che per lei è accettabile.
A questo punto continuare a chiedere se quel comportamento sia giusto o sbagliato rischia solo di farla restare bloccata. La questione, ormai chiara, è se lei riesce o meno a stare in una relazione con questi presupposti, senza sentirsi continuamente ferita o arrabbiata. Se la risposta è no, non è una sconfitta, ma un’informazione importante su di sé.
Per questo, come già accennato più volte, può essere utile un supporto che l’aiuti a capire meglio i suoi bisogni relazionali e a non restare intrappolata nello stesso nodo, che continua a ripresentarsi uguale. Non per cambiare l’altra persona, ma per tutelare lei.
Un cordiale saluto.
capisco la sua insistenza, ed è proprio per questo che è importante dirlo con chiarezza: questo punto è già stato affrontato e ripreso nelle risposte precedenti. La invito davvero a rileggerle con attenzione, perché il concetto non cambia in base al singolo episodio che porta.
Anche se lei dice che lo farebbe anche se foste fidanzate da anni, il nodo resta lo stesso, ed è già stato detto: per alcune persone il rispetto non coincide con il rinunciare alle amicizie o agli spazi personali, nemmeno dentro una relazione stabile. Per altre, invece, il rispetto passa da confini molto più stretti e da una forte centralità della coppia. Sono due modi diversi di vivere una relazione, non due livelli diversi di rispetto.
Questo lo stiamo dicendo dall’inizio del consulto. Tornarci sopra, cambiando l’esempio, non modifica la sostanza. Il disagio che lei prova non nasce da quello che fa l’altra, ma dal fatto che sa già che questo aspetto non cambierà, e questo entra in conflitto con ciò che per lei è accettabile.
A questo punto continuare a chiedere se quel comportamento sia giusto o sbagliato rischia solo di farla restare bloccata. La questione, ormai chiara, è se lei riesce o meno a stare in una relazione con questi presupposti, senza sentirsi continuamente ferita o arrabbiata. Se la risposta è no, non è una sconfitta, ma un’informazione importante su di sé.
Per questo, come già accennato più volte, può essere utile un supporto che l’aiuti a capire meglio i suoi bisogni relazionali e a non restare intrappolata nello stesso nodo, che continua a ripresentarsi uguale. Non per cambiare l’altra persona, ma per tutelare lei.
Un cordiale saluto.
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Questo consulto ha ricevuto 7 risposte e 459 visite dal 12/01/2026.
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