Come possiamo aiutare mio fratello?

Buonasera a tutti.

Vorrei porvi una domanda in quanto sorella di un fratello di 16 anni che negli ultimi 2 anni sta manifestando problematiche da non sottovalutare.

La mia famiglia ha un vissuto di disagi significativi: psicosi, depressione, disturbi d'ansia, DOC, disturbi alimentari e borderline (tutti diagnosticati), ma anche problemi economici e di violenza domestica.

Mio fratello, appena ha cominciato il primo anno di liceo, ha iniziato a praticare autolesionismo, inventava scuse per non andare a scuola - alla fine ai tempi scoprimmo atti di bullismo - non studiava, non dormiva e saltava spesso sport, ma alla fine se la cavò e passò l'anno.

Quest'anno ha cambiato la scuola e fa il 2 liceo; ha un bel rapporto con i compagni e apprezza le materie, ma la situazione è peggiorata radicalmente: è sempre nervoso, risponde male, esce fino alle 5 del mattino, ha un sonno irregolare, ha un tono estremamente malinconico, ha sempre stati d'ansia forti (soprattutto la sera, perché ha la fobia della morte).
Non riesce a svegliarsi se non con l'aiuto di mia madre, ha scarsa igiene, non studia, non fa i compiti e nelle passioni vedo meno interesse, ma rimane pur sempre costante.

Generalmente lo vedo molto felice e sereno solo quando sta con gli amici, infatti fa di tutto pur di uscire.

Ci parlo molto spesso e lui con me si apre, ma ho il timore che non voglia cambiare la situazione in cui si trova.
Gli ho proposto di sentire la psicologa che offre il suo liceo gratuitamente, ma nulla, ha il timore di fare questo passo, di conseguenza NON forzo.

Ci stiamo muovendo tutti in famiglia e non sappiamo più come muoverci.
(Abbiamo assistente sociale di riferimento, ma purtroppo poco empatica; sottovaluta la situazione, perché a detta sua è solo pigro)

Grazie mille in anticipo
Dr.ssa Filomena Lopez Psicologo, Psicoterapeuta 21 1
ciao
in primis brava perchè vi state muovendo come famiglia ed è giusto farla , non sottovaluterei con la parola pigro un comportamento di un ragazzo che è autolesinista anche il periodo adolescenziale non è sicuramente dei più facili , chiede un consulto con uno psichiatra per una valutazione , per regolare umore poi una psicoterapia valuti una nella sua citta , le auguro che riuscite a trovare un pò di serenità.

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Dr.ssa Eleonora Riva Psicologo 77 4
Gentile utente,
dalle sue poche righe, si percepisce quanto lei sia preoccupata, e a ragione. Le fa onore anche la sua presenza, vicinanza al fratello, che appare chiaro da quando ci racconta.
Quello che ci descrive mi sembra parlare molto chiaro: non sembrano solo pigrizia o capricci adolescenziali.
Che ci siano degli amici, che per lui rappresentano un importante punto di riferimento e modo per stare meglio, è già una risorsa, quantomeno non gli manca l'inerzia di stare e confrontarsi con i suoi coetanei. Tuttavia quanto lei ci riporta: ansia intensa, sonno sregolato, autolesionismo passato e ritiro dalle responsabilità quotidiane fanno pensare che abbia necessità di un sostegno professionale, la famiglia può fare la sua parte, e lei lo sta facendo da quanti ci racconta, ma vi è una linea di confine che se oltrepassata richiede una presa in carico.
Capisco il punto in cui ci si sente di non volerlo forzare, l'adolescenza è un periodo molto delicato e spesso i ragazzi non amano confrontarsi fra le mura domestiche sulle proprie debolezze, problematiche, arrivando a negarle. La famiglia dovrebbe essere per definizione punto di riferimento nel momento in cui, anche al di là delle resistenze del ragazzo, ha modo di osservare e quindi di rendersi conto che qualcosa non va ed ha la possibilità di andare più a fondo per una valutazione più attenta. I ragazzi possono rifiutare l’aiuto non perché non vogliono stare meglio, ma perché hanno paura di quello che potrebbe emergere. Lo psicologo scolastico può essere visto con timore, e ciò giustificherebbe il fatto che non abbia il desiderio di incontrarlo, perchè legato alla scuola, all'istituzione, con timore che le proprie debolezze possano arrivare a professori o compagni. Timori privi di fondamento ma spesso causa di mancato accesso ai servizi.
Suo fratello è minorenne pertanto i genitori potrebbero rivolgersi ad un professionista, per una presa in carico multidisciplinare (il MMG - medico di base - potrebbe essere un punto di riferimento per indicarvi una eventuale modalità di accesso ai servizi del SSN), oppure ad un terapeuta per una valutazione che in questa sede non è possibile fare. Aggiungo: si prenda cura anche di lei, non può portare il peso di questa situazione da sola, e presti attenzione a non anteporre i bisogni degli altri ai suoi. Anche lei merita di godersi la sua giovinezza con migliore serenità e spensieratezza.
Cordialità.

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