Astenia ricorrente e difficoltà nel recupero

Carissimi, mi chiedo se la mia stanchezza cronica e i dolori che accuso non siano potenziale burnout.

Ho 37 anni, sono un'insegnante e nell'ultimo anno ho cominciato a soffrire di ansia e preoccupazione relativamente alla mia salute.
A febbraio 2025 ho cominciato a tormentarmi per qualsiasi controllo medico, pur essendo consapevole della loro importanza.
Dal febbraio 2025 mi sono tormentata per: neo sospetto (ho subito asportazione di melanoma nel 2016), esiti di ecografia al seno, esiti di ecografia addome completo, analisi del sangue, controllo ginecologico, ecografia alla tiroide.
Da quest'ultima è emersa tiroidite autoimmune con raccomandazione di ago aspirato.
Ho paura di avere qualcosa di incurabile, che le ecografie e i dottori non "vedano" qualche pericolo che possa rivelarsi letale per la mia salute, ho paura di avere un brutto male alla tiroide.
Queste ansie si sono recentemente tradotte con dolori muscolo scheletrici alla schiena, nevralgia occipitale e capogiri.
Ho paura di star male e questa paura sta compromettendo la mia qualità della vita, poiché mi sento scarica, senza energia e apatica nonostante gli ormoni tiroidei non abbiano valori anormali.
Vorrei ritornare a essere la persona intraprendente e dinamica che ero fino a pochi anni fa.
Come combattere questa paura e questi dolori?
Dr. Pasquale (angelo) Maglione Psicologo
Buonasera, dalla sua esposizione della situazione emerge una marcata preoccupazione sullo stato di salute che, seppur sostenuta da alcune condizioni mediche oggettive, come la scoperta della tiroidite autoimmune, meriterebbe sicuramente qualche approfondimento attraverso colloqui mirati. Quando si tende a concentrarsi su sé stessi e sulla propria salute in modo eccessivo è possibile che si possa trattare di un comportamento di ripiego, provocato da altre situazioni a cui non riusciamo a fare fronte o che ci sembrano troppo grandi da sostenere. In un passaggio ha fatto cenno alla possibilità che si tratti di burnout, provocato dal suo lavoro di insegnante (che conosco molto bene per averlo svolto a lungo). Sarebbe interessante capire meglio la situazione in cui si trova o si è trovata a partire dall' esordio di questa sintomatologia che ha descritto e approfondire sia l'aspetto lavorativo che altri ambiti della sua vita personale, per capire se ci siano situazioni rispetto alle quali si sente impotente o comunque non abbastanza in grado di fare fronte. Mi sento di poterle dire che, spesso, dietro la sintomatologia che riferisce, si nascondono situazioni che meritano un approfondimento. Sarebbe senz'altro utile che si rivolgesse ad un professionista per una maggiore chiarezza interiore e anche per elaborare le proprie emozioni e sentimenti che riguardano le problematiche di salute. Un caro saluto.

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Utente
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La ringrazio molto per l'attenzione dedicata alla mia domanda. Mi trovo in una forte situazione di stress da settembre 2023, data in cui sono riuscita a ottenere contratto a tempo indeterminato. Lavoro in una scuola molto sfidante, insegno in sei classi e gli adempimenti sono infiniti. L'ambiente di lavoro è tossico e ho paura delle strigliate e delle critiche da parte della dirigenza. Nel corso degli ultimi due anni e mezzo ho smesso di uscire, ho perso amicizie e conoscenze, non viaggio più, non faccio più sport. Ogni giorno, dopo lavoro, faccio sonni lunghi e profondi. Piango spesso senza motivo apparente e mi sento regolarmente sopraffatta dal mio stile di vita. Recentemente, negli ultimi mesi, sono comparsi dolori "migranti" alla schiena, diversi dai soliti indolenzimento dovuti alle protrusioni discali che ho da anni. Il mio cervello va in allarme e pensa subito a malattie incurabili e letali in qualsiasi parte del corpo come polmoni, fegato, stomaco, gola.
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