Aiuto: relazione crisi, suoceri invadenti e fidanzato passivo

Buongiorno a tutti vorrei esporvi una questione pesante per me e che mi sta togliendo la voglia di vivere ed essere felice.
Non ho più voglia di avere a che fare con i miei suoceri.
Sono in una relazione da 6anni, conviviamo da due ma da quando siamo andati a convivere le cose sono peggiorate.
Al momento non lavoro perché sto facendo dei corsi di formazione e quindi mi prendo cura della casa.
Ma il mio fidanzato non mi dà valore in ciò che faccio per la casa, per lui, mi fa sentire in colpa e credo voglia farmi uscire pazza, ha preso un po’ la piega dei miei genitori che quando ero a casa mi hanno lasciato al mio destino finito il liceo e mai considerata veramente e lui sta facendo anche peggio.
Gli ho proposto il matrimonio e non vuole perché dice che io gli nomino continuamente i genitori in malo modo.
Io credo sia solo una scusa.
E allora perché convive con me e non mi lascia?
La gravidanza e non si impegna seriamente.
Io non so più che fare.
Per fare queste cose bisogna essere in due.
Non lo so.
Sento che mi dà per scontata, che non ha rispetto di me e non ha paura di perdermi.
Si comporta come un bambino.
In casa non vuole muovere un dito.
È tutto questo mi sta facendo allontanare da lui tant’è che sono molto aggressiva e urlo, offendo quando gli dico cosa non va.
Però gli ho parlato anche dolcemente ma niente.
Non ho visto nessun passo da parte sua concreto.
Io credo che i suoi genitori non piaccio perché non ho la laurea o il posto fisso come loro. Sono una bella ragazza e finisce là. Il padre non vuole avere a che fare con me, il mio fidanzato ha detto che si é voluto isolare e lo dobbiamo rispettare. Mah. La madre ogni quando vado lá mi lancia frecciatine del tipo (é brutto stare tutto il giorno a casa, Antonio é troppo buono, é il migliore).
Mai una parola positiva verso di me.
Solo screditarmi. Mai chiedermi qualcosa su me. Il padre mette zizzania tra noi tipo ha visto un video su whatsapp che mostrava: quando convivi con un uomo rumoroso, era una cosa divertente.
Gli é andato a dire al figlio: che hai combinato? mettermi in cattiva luce con lui. Non so continuando così dove vado a finire. Se sto con la persona giusta o a 33 anni sto perdendo altro tempo.
Io credo che il mio fidanzato sia molto condizionato da loro nel fare il passo del matrimonio. Altrimenti al padre non gli nascondeva la nostra convivenza. Non c’è motivo. A casa della mamma non riesco più ad andarci, mi sento in difetto, mi sento giudicata.
Voglio una persona che sia fiera di me e che vada contro tutti per me, anche contro la sua famiglia se mi ama davvero.
Per la persona che sono credo di non meritarmi dei suoceri così.
Al mio fidanzato gli ho detto che se non mi da dimostrazione che si vuole impegnare seriamente con me e non mi sta facendo buttare tempo, io a casa sua non vado più. Che lui mi minaccia che non andando non ottengo ciò che voglio da lui allora é dimostrazione che lui tiene più a loro che a me evidentemente e a malincuore lo devo accettare.
Dr.ssa Eleonora Riva Psicologo 71 4
Gentile utente,
la situazione che ci descrive è uno schema che si ripete molto spesso, in molte coppie.
Sentiamo spesso parlare di burnout in ambito lavorativo, ma possiamo anche allargare il concetto alle relazioni: quando una persone investe le sue energie, con abnegazione, in una relazione nell'auspicio che più si faccia, più si sopporti e supporti, accetti, e meglio andranno le cose, è facile arrivare ad uno sfinimento emotivo che lascia dentro di sè un senso di vuoto, solitudine, sotto una costante pressione e in senso di difetto che, ci dice, le viene fatto pesare. Si parte da piccoli episodi isolati fino ad uno stress cronico, arrivando a dubitare su sé stessi e sul senso di ciò che si fa. E questo può essere particolarmente doloroso quando si crede molto nella relazione.
Mi permetto di darle un consiglio, arrivata a questo punto, le strategie individuali che può mettere in atto, o anche su richiesta del suo compagno (di correggere comportamenti, fare qualcosa che non sente) non sono una cura se vissute come un’ulteriore prestazione da raggiungere, nuovi doveri da rispettare perfettamente . Non mi sembra, come ce lo descrive, un rapporto equilibrato.
Ritengo che al momento la priorità sia essere gentile con se stessa e prendersi cura di sè, il primo passo spesso non è fare di più , ma fermarsi a riconoscere come si sta davvero, senza minimizzare o sperare che qualcosa cambi o migliori.
Quando si oltrepassa un certo limite, condividere il proprio disagio in uno spazio sicuro, come un percorso psicologico, può essere un aiuto molto valido. Non tanto per aggiustare dei pezzi che di lei non vanno bene, ma per aiutarla a rimettere al centro i suoi bisogni, imparare a mettere limiti e confini alle altre persone e soprattutto a riconoscere il suo valore come persona, che non è certo dato da una laurea o da un posto fisso.
L'opzione migliore sarebbe intraprendere un percorso di coppia, così che possiate insieme avere un confronto mediato sulle difficoltà del presente e le aspettative, i desideri, i sogni sul futuro. Se questi non sono allineati, un professionista può aiutarvi a capire se e come la vostra relazione può evolvere, per avere gli elementi utili a fare poi una vostra valutazione consapevole.
Il tempo è prezioso, come lei ha già ben compreso, non va sprecato in relazioni, luoghi che sono diventati per noi terreno di guerra, e non porto sicuro.
Cordialità.

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Utente
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Dottoressa la ringrazio di vero cuore per il tempo che ha dedicato per rispondere alla mia richiesta.Le parole per ringraziarla non bastano. Le auguro un felice anno e grazie ancora.Seguiró i suoi preziosi consigli. Grazie infinite!Cari saluti!
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Dr.ssa Eleonora Riva Psicologo 71 4
Tanti cari auguri anche a lei, pensi al suo bene e si prenda cura di sè: la sua salute e il suo benessere sono la priorità.
Cordialità

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