Nuova relazione: tradimento, gioco d'azzardo e manipolazione. Cosa fare?

Gentili medici, sono una ragazza di 26 anni.
Ho vissuto una relazione di 6 anni con un bravissimo ragazzo, che mi ama, mi rispetta ma che purtroppo da poco è finita... da una parte perché scopro per l’ennesima volta che non ha risparmi perché gioca tutto con i giochi d’azzardo online e dall’altra perché ho conosciuto un ragazzo che mi ha destabilizzata... con questo ragazzo ho scoperto una forte intesa, forte passione e non potevo far finta di niente... mi sono sentita terribilmente in colpa, non ho mai fatto questo tipo di cose, ma non potevo venir meno a quello che sentivo.
Lui diceva di non essere fidanzato, ma di avere una situazione con una ragazza inizialmente quindi la nostra relazione era clandestina, di conseguenza ci vedevamo di nascosto, la notte... ora siamo entrambi liberi, ma non è cambiato nulla... lui non organizza nulla per vederci... se non appunto a volte la notte, finito da lavoro... e se mi lamento o mi allontano rispetto a questa situazione lui dice che mi piace litigare, che sono bipolare, pesante ecc Lui di professa innamorato, che non ha mai detto certe cose a nessuno... ma nei fatti non c’è nulla... io mi sono messa in gioco per niente mi sento presa in giro, non apprezzata, mi fa sentire in colpa quando cerco solo una relazione normale poi mi dice che lui non vuole farsi vedere prima che quella ragazza con cui stava fa scenate e per ora vuole stare così e non è un ragazzino... ha 36 anni!
Sapendo che mi fossi lasciata doveva partire di quinta... ed invece mi sento così stupida, penso di essere sveglia, in gamba, ed invece
Dr. Vincenzo Capretto Psicologo 157 9
Gentile utente,

da quanto racconta lei è passata da una relazione lunga e stabile, che però la deludeva profondamente su un punto importante, a un legame nato con una forza emotiva intensa. È comprensibile che quell’intesa l’abbia destabilizzata: quando ci si sente visti e desiderati in modo nuovo, è difficile far finta di niente.

Oggi però non è la passione iniziale a farla soffrire, ma ciò che accade nei fatti.

Lei descrive incontri nascosti, organizzati soprattutto di notte, poche iniziative da parte sua, e quando prova a chiedere una relazione più alla luce del sole si sente dire che è pesante o che le piace litigare. Questo la fa sentire in colpa per bisogni che, in realtà, sono comprensibili.

È come se lei stesse chiedendo una relazione alla luce del giorno e lui, per ora, riuscisse a viverla solo nell’ombra. Il punto non è stabilire chi ha ragione, ma capire quanto a lungo lei riesce a stare in quell’ombra senza iniziare a dubitare di sé.

Mi colpisce una cosa: quando chiede chiarezza, finisce per sentirsi sbagliata. E questo è il passaggio più delicato. Perché lentamente il focus si sposta dal cosa sta succedendo tra noi al forse sono io il problema .

Le propongo un piccolo spostamento di prospettiva:
se lei smettesse per un momento di spiegarsi e di difendersi, e osservasse solo ciò che accade, quanto viene cercata, in che modo, con che progettualità, cosa vedrebbe?

A volte non serve discutere di più. Serve guardare con calma la realtà così com’è.

Non è una questione di essere stupida o sveglia. È che quando siamo coinvolti, tendiamo a dare peso alle parole e a minimizzare i segnali che ci fanno male.

Forse la domanda non è se lui sia innamorato.
Forse è: questa modalità di relazione mi fa sentire scelta o mi fa sentire tollerata?

Non deve decidere tutto adesso. Ma può iniziare a non accettare ciò che la fa sentire nascosta o secondaria.

Il rispetto verso di sé non è rigidità. È un modo per non perdersi.

Un caro saluto.

Dr. Vincenzo Capretto, psicologo.
Ricevo a Roma e on line.
www.vincenzocapretto.com
3356314941

Segnala un abuso allo Staff
Risposta utile
Contatta lo specialista e prenota una visita

Consulti su problemi relazionali