Pareri su situazioni di indecisione percorso vita e su tutto
Salve, avrei bisogno di pareri, mi sento pazza, perché incostante nella vita, cambio sempre idee e lavori.
Ho vissuto per 2-3 anni all' estero, anche fidanzata lì, poi per problemi di salute vari (tuttora non ho diagnosi, faccio ancora visite forse per autoimmunità), ho deciso di ritornare in italia, anche per una ricerca di maggiore stabilità lavorativa, poiché lì non avevo un lavoro stabile e vivevo alla giornata.
Lasciai anche il ragazzo dato il continuo litigare negli ultimi tempi e per i la questione salute "malata immaginaria" senza diagnosi.
Tornata in italia la situazione lavorativa non è cambiata tanto.
Ho provato a trasferirmi al nord, lo stipendio era decente, ma non sentivo di mettere lì radici per un futuro.
Tornata al sud il problema lavoro continua, così ho deciso di candidarmi per dei concorsi pubblici.
Ora, l' idea di vincere un concorso, sarebbe il sogno di una vita ideale per una stabilità raggiunti i 30 anni, ma allo stesso tempo piango per i bei momenti all' estero e con l ex, e per il paese di cui mi ero innamorata.
Ogni tanto piango e mi salta in testa di mollare tutto e ritornare indietro, con i rimorsi, sapendo che potrei essere più felice forse, ma con una stabilità incerta.
Dovrei davvero seguire il mio istinto?
Mi sento al bivio tra due vite probabili diverse.
Consigli?
Non riesco ad essere costante, felice e soddisfatta.
Di lavori ne ho cambiati tanti, ho tante passioni e sono brava un pò in tutto, ma in nulla nello specifico e questo è stato sempre un problema per una stabilità economica.
Ho vissuto per 2-3 anni all' estero, anche fidanzata lì, poi per problemi di salute vari (tuttora non ho diagnosi, faccio ancora visite forse per autoimmunità), ho deciso di ritornare in italia, anche per una ricerca di maggiore stabilità lavorativa, poiché lì non avevo un lavoro stabile e vivevo alla giornata.
Lasciai anche il ragazzo dato il continuo litigare negli ultimi tempi e per i la questione salute "malata immaginaria" senza diagnosi.
Tornata in italia la situazione lavorativa non è cambiata tanto.
Ho provato a trasferirmi al nord, lo stipendio era decente, ma non sentivo di mettere lì radici per un futuro.
Tornata al sud il problema lavoro continua, così ho deciso di candidarmi per dei concorsi pubblici.
Ora, l' idea di vincere un concorso, sarebbe il sogno di una vita ideale per una stabilità raggiunti i 30 anni, ma allo stesso tempo piango per i bei momenti all' estero e con l ex, e per il paese di cui mi ero innamorata.
Ogni tanto piango e mi salta in testa di mollare tutto e ritornare indietro, con i rimorsi, sapendo che potrei essere più felice forse, ma con una stabilità incerta.
Dovrei davvero seguire il mio istinto?
Mi sento al bivio tra due vite probabili diverse.
Consigli?
Non riesco ad essere costante, felice e soddisfatta.
Di lavori ne ho cambiati tanti, ho tante passioni e sono brava un pò in tutto, ma in nulla nello specifico e questo è stato sempre un problema per una stabilità economica.
Gentilissima,
la stabilità che lei sembra stia cercando all'esterno, forse andrebbe cercata più che altro internamente. Sostiene di aver cambiato più volte idee, contesto di vita e professionale, ma si sente sempre al punto di partenza. Nell'indecisione, in bivi da scegliere.
Prima di scegliere le opzioni che ci presenta la vita all'esterno, potrebbe essere conveniente chiarire i nostri vissuti interiori e ciò può esser fatto benissimo con un/a professionista psicologo/a specializzato nell'ambito psicoterapeutico. Lei ha utilizzato l'espressione "malata immaginaria", in base alla visione organica. Il fatto che lei non presenti una patologia fisiologica non vuol dire che non abbia un disagio che può essere trattato.
Le suggerisco di tenere in considerazione questa possibilità.
Se vuole aggiornarmi, sono qui.
Un cordiale e affettuoso saluto,
la stabilità che lei sembra stia cercando all'esterno, forse andrebbe cercata più che altro internamente. Sostiene di aver cambiato più volte idee, contesto di vita e professionale, ma si sente sempre al punto di partenza. Nell'indecisione, in bivi da scegliere.
Prima di scegliere le opzioni che ci presenta la vita all'esterno, potrebbe essere conveniente chiarire i nostri vissuti interiori e ciò può esser fatto benissimo con un/a professionista psicologo/a specializzato nell'ambito psicoterapeutico. Lei ha utilizzato l'espressione "malata immaginaria", in base alla visione organica. Il fatto che lei non presenti una patologia fisiologica non vuol dire che non abbia un disagio che può essere trattato.
Le suggerisco di tenere in considerazione questa possibilità.
Se vuole aggiornarmi, sono qui.
Un cordiale e affettuoso saluto,
Dr. Valerio Bruno
Gentile,
A integrazione di quanto già osservato dal collega, aggiungo qualche riflessione.
Da quello che racconta non emerge tanto una instabilità senza direzione , quanto piuttosto una difficoltà a tollerare la scelta definitiva, cioè il fatto che ogni scelta comporta inevitabilmente una perdita oltre che un guadagno.
Quando pensa all’estero sente la parte di sé che ha vissuto libertà, legami, esperienze intense; quando pensa alla stabilità lavorativa o ai concorsi sente invece il bisogno di sicurezza e radicamento. Entrambe queste parti sono reali, e il disagio nasce proprio dal fatto che sembrano escludersi a vicenda.
Più che seguire l’istinto in senso assoluto, potrebbe essere utile chiedersi in quale direzione, in questo momento della sua vita, si sente disposta ad accettare una perdita più sostenibile, senza vivere la scelta come definitiva o irreversibile.
Non è raro, inoltre, che periodi di incertezza lavorativa e di salute non ancora chiarita amplifichino questa sensazione di instabilità interna, rendendo più faticoso mantenere una direzione costante.
Non credo quindi si tratti di essere pazza o incoerente, ma di una fase in cui sta cercando un equilibrio tra bisogni diversi che fanno tutti parte di lei.
Se lo ritiene utile, un percorso psicologico può aiutarla proprio a mettere ordine in queste parti, senza dover scegliere una volta per tutte chi essere.
Un cordiale saluto
A integrazione di quanto già osservato dal collega, aggiungo qualche riflessione.
Da quello che racconta non emerge tanto una instabilità senza direzione , quanto piuttosto una difficoltà a tollerare la scelta definitiva, cioè il fatto che ogni scelta comporta inevitabilmente una perdita oltre che un guadagno.
Quando pensa all’estero sente la parte di sé che ha vissuto libertà, legami, esperienze intense; quando pensa alla stabilità lavorativa o ai concorsi sente invece il bisogno di sicurezza e radicamento. Entrambe queste parti sono reali, e il disagio nasce proprio dal fatto che sembrano escludersi a vicenda.
Più che seguire l’istinto in senso assoluto, potrebbe essere utile chiedersi in quale direzione, in questo momento della sua vita, si sente disposta ad accettare una perdita più sostenibile, senza vivere la scelta come definitiva o irreversibile.
Non è raro, inoltre, che periodi di incertezza lavorativa e di salute non ancora chiarita amplifichino questa sensazione di instabilità interna, rendendo più faticoso mantenere una direzione costante.
Non credo quindi si tratti di essere pazza o incoerente, ma di una fase in cui sta cercando un equilibrio tra bisogni diversi che fanno tutti parte di lei.
Se lo ritiene utile, un percorso psicologico può aiutarla proprio a mettere ordine in queste parti, senza dover scegliere una volta per tutte chi essere.
Un cordiale saluto
dott. Benedetto Vivona
Ricevo a Trapani e online
https://benedettovivona.wixsite.com/psicologo-trapani
3317463183
Questo consulto ha ricevuto 2 risposte e 95 visite dal 18/05/2026.
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