Utente
Non diceva così, Freud? Non è così facile. io mi sono accorta che non ho ancora risolto i problemi legati al senso di inferiorità, impotenza e inadeguatezza derivanti dal rapporto con mio padre. Sono figlia unica di due genitori che, praticamente, non hanno mai comunicato. Da un lato, mio padre, il quale non ha mai apprezzato le mie aspirazioni, le mie capacità, il mio modo di essere e di pensare; insomma, nulla. Solo critiche o indifferenza. Dall'altro, una madre molto "lodante" e complice, ma sempre depressa, scontenta, incapace di prendere decisioni importanti e di opporsi realmente al marito. Io, sempre in mezzo: una specie di parafulmine; un ottimo motivo per litigare anche adesso, senza il quale non si parlerebbero nemmeno - dormono in stanze separate da una decina d'anni -.
Oggi mi è stato detto che i miei due genitori interiori non comunicano, esattamente come succede per quelli reali. Di conseguenza, la mia parte umiliata dal padre continua a soffrire e, forse, cerca anche le situazioni in cui lacerarsi; l'altra parte, ricerca l'affetto e le lodi di figure più materne, indipendentemente dal genere, ma non riesce a lenire il dolore della parte ferita. Cosa posso fare?
Ringrazio tutti quelli che cercheranno di aiutarmi a risolvere il mio problema.

[#1]  
Dr. Armando De Vincentiis

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(..Oggi mi è stato detto che i miei due genitori interiori non comunicano, esattamente come succede per quelli reali. Di conseguenza, la mia parte umiliata dal padre continua a soffrire e, forse, cerca anche le situazioni in cui lacerarsi; l'altra parte, ricerca l'affetto e le lodi di figure più materne,(..)

Gentile utente da chi ha avuto questa interpretazione? sta seguendo un percorso psicoanalitico?
Dr. Armando De Vincentiis
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[#2] dopo  
Utente
Sì, anche se comincio a pensare di essere una paziente molto difficile. Ormai sono quasi quattro anni e ancora non sono riuscita a uscirne.

[#3]  
Dr. Armando De Vincentiis

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Gentile utente 4 anni di psicoanalisi e non è riuscita ad alleviare il suo disagio. Forse è il momento di cambiare orientamento terapeutico.

Potrebbe porsi domande del tipo:
sapere ciò che ho appreso dalla terapia mi sta aiutando ad essere più serena? mi sta dando la possibilità di avere un maggior controllo dei miei comportamenti poco funzionali?
se la risposta è no allora tale modello terapeutico non si sta dimostrado idoneo per il suo caso.
Rifletta sulla possibilità di modificare approccio magari rivolgendosi verso un intervento più breve, direttivo e orientato alla soluzione dei comportamenti non adattivi (terapia sistemica, strategica o cognitivo-comportamentale)
saluti
Dr. Armando De Vincentiis
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