Domanda emergenza suicidio

il titolo non è appropriato,mi scuso.le domande sono 2: 1-quando uno psicoterapeuta dà il proprio numero di telefono ''per le emergenze''?che diavolo significa?quali dovrebbero essere le emergenze?una casa in fiamme o qualcosa del genere?essere sull'orlo del suicidio?(mi servirebbero veramente esempi concreti,grazie) 2.cosa fare se si teme di essere vicino al farla finita?(possibilmente senza farlo sapere a troppi).sorrido sempre ma sto per crollare e non ci posso fare nulla.per fortuna ancora non se ne è accorto nessuno,spero che quando se ne accorgono le persone che mi stanno vicino ormai sia troppo tardi perchè mi vergognerei troppo.vorrei provare a chiedere aiuto ma non so come.ho solo bisogno di queste due risposte,perchè la soluzione ormai mi sembra solo una.grazie veramente.
[#1]
Attivo dal 2010 al 2016
Psicologo, Psicoterapeuta
Risposte secche alle sue precise domande:

1. emergenze: in genere, può significare che la persona avverte l'urgenza di un contatto che non può rimandare alla successiva seduta, ed il terapeuta accetta di accogliere. Per informazioni più precise, può chiederlo allo psicoterapeuta che ha fornito il numero. E' importante chiederlo a lui (o lei), perchè non è detto che intendiamo le stesse cose.

2. cosa fare se si teme di essere vicino al farla finita?(possibilmente senza farlo sapere a troppi): se lo si teme, e se lo si teme davvero, c'è la possibilità di contattare il terapeuta che ci ha preso in carico, e condividere con lui (o lei) i nostri timori. Questo non per essere convinti a fare o non fare qualcosa (siamo sempre liberi di scegliere), ma perchè a volte, per paura, continuiamo a guardare una strada, convinti che sia l'unica, e senza riuscire a vedere gli altri sentieri che partono accanto a noi, a margine della nostra vista.

Per ogni ulteriore informazione, può sempre far riferimento al professionista che la segue; nella speranza di aver risposto alle sue domande, le porgo i miei più cordiali saluti
[#2]
Dr. Luigi Gileno Psicologo, Psicoterapeuta 211 2
concordo perfettamente con il collega su quello che dice sul senso delle emergenze...
per quanto riguarda il farla finita, in base alla mia esperienza, posso dirle che anche con le poche righe che lei scrive è evidente il suo grido di aiuto...
ognuno può liberamente scegliere della propria vita, ma se lei sente che sta per crollare può rivolgersi a qualche collega che la possa sorreggere in un momento di grossissima difficoltà...
anche quando la vita sembra chiusa dalle intemperie e si ha la sensazione di essere in balia della "tempesta perfetta" c'è sempre uno spiraglio, pur se piccolo...la invito almeno a cercarlo...e ognuno di noi ha le possibilità di uscirne, pur dovendo chiedere aiuto, un aiuto disperato...
la saluto cordialmente e spero che presto possa trovare una guida che la trascini verso un porto più calmo.

Dr. Luigi Gileno

[#3]
dopo
Utente
Utente
ringrazio per le celeri risposte.
al dott.Gileno:faccio già psicoterapia,ma a chiedere aiuto proprio non ci riesco.
il problema si è risolto da solo purtroppo,non riesco a dirlo a nessuno (nemmeno a chi mi segue,faccio finta di star bene anche con loro) perchè mi vergogno troppo,quindi credo di essere destinata ad annegare sola.se ci fosse un modo per stare meglio senza scatenare il panico nelle persone che mi stanno vicino giuro che avrei già chiesto aiuto e probabilmente a quest'ora già starei meglio.il fatto è che non riesco a concepire che gli altri si debbano preoccupare per me,perchè già si sono affezionati alla persona sbagliata,poi devono anche stare in ansia per colpa mia?non è giusto visto che è colpa mia se non ce la faccio più a esistere.e poi sembrano tutti così tranquilli ora,non voglio dare noie. Auguri.
[#4]
Dr. Luigi Gileno Psicologo, Psicoterapeuta 211 2
tenga conto che molto spesso ci si può trovare di fronte a una situazione di vita difficile da affrontare...è vero il fatto di poter provocare preoccupazioni nelle persone che si occupano di lei, ma è altrettanto vero che a volte ci è necessario l'aiuto dell'altro per poter ricominciare a respirare...ribadisco che se lei si rivolge a noi è perchè, anche se nella parte più recondita di se stessa, ha una forte necessità di tirar fuori tutto il male che sente dentro...
non è una questione di dare noie...riguarda la sopravvivenza...in questo caso la sua...
[#5]
dopo
Utente
Utente
''ha una forte necessità di tirar fuori tutto il male che sente dentro''
è vero,ma nessuno vuole sentire un problema che non ha soluzione,il senso di impotenza da fastidio a tutti,anche alle persone per cui sono un'estranea.
inoltre se chiedessi aiuto e continuassi a esistere,non riuscirei più a guardare nessuno in faccia,la vergogna mi divorerebbe ogni giorno,e quella non è vita.purtroppo la vergogna e le delusioni di aspettative di gente che crede (e soprattutto ha bisogno)che io stia benissimo sono cose con cui devo fare i conti.la vergogna non riesco proprio a scrollarmela di dosso.non so se quello che ho scritto risulta comprensibile,se così non fosse mi scuso.
[#6]
Dr. Giuseppe Santonocito Psicologo, Psicoterapeuta 13,6k 298 182
Se non riesce a chiedere aiuto nemmeno al terapeuta, a cosa le sta servendo, in concreto, questa terapia?

>>> ma nessuno vuole sentire un problema che non ha soluzione
>>>

Come fa a dirlo, se prima non chiede aiuto?

Cordiali saluti

Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
Specialista in psicoterapia breve strategica
www.giuseppesantonocito.it

[#7]
dopo
Utente
Utente
non lo so,ma non me la sento di rinunciarci perchè è colpa mia se non riesco a chiedere aiuto.il terapeuta si cambia se ci si rende conto che non è giusto per noi,ma se il problema è in me c è poco da fare.
comunque ha ragione a livello teorico,ma è la vergogna che mi frega.sinceramente preferirei dire che sono una pedofila,maltratto gli animali o faccio altre cose orribili piuttosto che dire che non ce la faccio più. c è un modo per non vergognarsi?
[#8]
Dr.ssa Elisa Flavia Di Muro Psicologo 221 6
(..) è colpa mia se non riesco a chiedere aiuto.il terapeuta si cambia se ci si rende conto che non è giusto per noi,ma se il problema è in me c è poco da fare. (..)

Gentile ragazza, se lei è in terapia è proprio perché il problema è in lei. Se pensa che ci sia poco da fare solo perché il problema è in lei, vuol dire che ha poca fiducia o nel terapeuta, o nella terapia che sta seguendo.

A proposito: ha poi affiancato alla terapia di gruppo un percorso individuale? Nel suo caso sembrerebbe davvero opportuno.

Una strada possibile per iniziare a non vergognarsi... è proprio iniziare a fidarsi di qualcuno.

Cosa ne pensa della fiducia? Cosa ne pensa della possibilità che una persona possa non crollare e non allontanarsi anche se lei tira fuori tutto il male che sente dentro?

Dr.ssa Elisa Flavia Di Muro
www.psicologicamente.altervista.org

[#9]
Dr. Giuseppe Santonocito Psicologo, Psicoterapeuta 13,6k 298 182
>>> c è un modo per non vergognarsi?
>>>

Certo, ma quando non ci si riesce da soli, l'unica alternativa è chiedere aiuto di persona. Da qui non possiamo fare interventi diretti, sia perché è proibito dalle linee guida e sia perché tanto non funzionerebbe comunque.

Il suo cambiamento inizierà solo quando sarà disposta a sopportare un po' di fastidio, e non continuare a sperare che esista un modo per smettere di vergognarsi A DISTANZA.

Capisce il paradosso? Come può sperare d'imparare a smettere di vergognarsi "a distanza"?

Cordiali saluti
[#10]
dopo
Utente
Utente
alla d.ssa di muro: no,è rimasta solo terapia di gruppo.non posso pensare nulla della fiducia,visto che mi fido delle persone ma non completamente.almeno non fino al punto di dire a qualcuno di questo problema (e di altri miei problemi di salute).è una possibilità che non ho mai sperimentato,cioè mi spiego meglio :tutte le volte che ho dato segni di malessere generale o altro ho visto che intorno a me nulla andava meglio (come dicevo,le persone si allontanano dai problemi che non possono risolvere).credo di non riuscire a fidarmi per esperienza,per apprendimento per rinforzo insomma.e riesco più a fidarmi della mia esperienza piuttosto che del terapeuta(come tutti credo,o no?).

al dott.santocito: ok,ha ragione ma non è che io non mi stia vergognando come un cane a scrivere queste righe.mi aiuta solo il fatto che qualsiasi cosa scrivo,a chi legge non gliene può fregar di meno.solo questo abbassa il livello di vergogna ad una soglia accettabile.
''un po' di fastidio'' comunque non rende l'idea.mi taglierei un braccio se bastasse a vergognarmi un pochino di meno fino a farmi parlare di come sto.
[#11]
Dr.ssa Elisa Flavia Di Muro Psicologo 221 6
(..) riesco più a fidarmi della mia esperienza piuttosto che del terapeuta(come tutti credo,o no?) (..)

Se lei non ha mai trovato, negli altri, quel supporto e quella comprensione di cui aveva bisogno, è comprensibile che abbia caricato tutto su sé stessa arrivando addirittura a fornire un'immagine "forte" di lei ed offrendo agli altri quel sostegno di cui lei stessa avrebbe bisogno per prima. Ma è una cosa che, sul lungo termine, esaspera, e si rischia il crollo.
Si va in terapia proprio per imparare a fare scelte diverse da quelle fatte in precedenza. Se lei continua a comportarsi come si è sempre comportata, come faranno le cose a cambiare?

Se un terapeuta reagisce allontanandosi, invece di aiutare chi si rivolge a lui ad affrontare i suoi problemi, o non è il terapeuta giusto per quella persona (e in tal caso invia ad un collega o ad altro specialista più adatto), oppure ha sbagliato mestiere!

Non so da quanto tempo lei stia andando avanti con la terapia di gruppo, ma se sente che non le è d'aiuto, dovrebbe davvero provare ad affiancare un approccio individuale.
[#12]
Dr. Giuseppe Santonocito Psicologo, Psicoterapeuta 13,6k 298 182
Le dirò una cosa provocatoria e che non le piacerà: tentare di scaricare agli altri la colpa del "non fregarsene niente" di lei, potrebbe essere un ottimo sistema per scaricarsi di dosso le responsabilità e tenere gli altri in scacco (ma soprattutto se stessa).

Lei la sta solo raccontando a se stessa, evitando di confrontarsi con l'esterno con la "scusa" del dolore.

Ci sono cose, a questo mondo, che anche se fanno male vanno fatte lo stesso. Altrimenti alla lunga si soffre molto di più.

Cordiali saluti
[#13]
dopo
Utente
Utente
al dott.santocito:no,credo che non abbia capito cosa intendo.io apprezzo se gli altri se ne fregano (o gliene importa fino a un certo punto) di quello che dico perchè mi fanno vergognare di meno.nel senso :''non te ne frega niente a te?a me nemmeno''.non so come spiegarlo ma abbassa la tensione che non mi fa parlare.che gli altri se ne freghino non è una colpa,è quello che spero quindi.una fantasia mia,perchè se gli altri se ne fregassero veramente io potrei dire tutto.inoltre,in che senso scaricare le responsabilità?la responsabilità di cosa precisamente?
alla d.ssa di muro:credo che cercherò terapia individuale in effetti,ma da un altro terapeuta (non perchè non reputi capace questo).t.di gruppo è d aiuto ma non abbastanza.mi rendo conto che è una scelta non proprio sana quella che ho fatto,di stare zitta e far finta che vada sempre tutto bene,ma perchè porta al crollo?perchè non posso ricominciare a star bene senza condividere con gli altri(escluso terapeuta) il fatto che adesso non sto bene?
[#14]
Dr.ssa Sabrina Camplone Psicologo, Psicoterapeuta 4,9k 86 99
Gent.le ragazza,
io credo che il discorso della vergogna sia una sorta di alibi per legittimare il suo ripiegarsi su sé stessa, che alla lunga come ha detto lei porta "al crollo", se ammette questo e se è disposta ad iniziare un percorso di psicoterapia individuale non è necessario che prosegua la terapia di gruppo, l'importante è che abbia uno spazio (la psicoterapia) protetto all'interno del qual condividere il suo vissuto e impegnarsi nel realizzare un processo di cambiamento.
All'interno di questo sito può fare una ricerca mirata degli psicologi-psicoterapeuti presenti nella sua città, altrimenti mi consulti via mail per un eventuale invio.

Dr.ssa SABRINA CAMPLONE
Psicologa-Psicoterapeuta Individuale e di Coppia a Pescara
www.psicologaapescara.it

[#15]
dopo
Utente
Utente
grazie 1000 per la disponibilità a tutti,credo che chiederò aiuto nel contesto di una psicoterapia individuale che cercherò.
alla dr.camplone:la ringrazio,ma la mia situazione economica mi obbliga a cercare nelle asl,o comunque strutture convenzionate col ssn.se mi rimandano a fare terapia di gruppo(spero di no) rinuncio,e continuo quella che già faccio..
grazie ancora e saluti
[#16]
dopo
Utente
Utente
grazie 1000 per la disponibilità a tutti,credo che chiederò aiuto nel contesto di una psicoterapia individuale che cercherò.
alla dr.camplone:la ringrazio,ma la mia situazione economica mi obbliga a cercare nelle asl,o comunque strutture convenzionate col ssn.se mi rimandano a fare terapia di gruppo(spero di no) rinuncio,e continuo quella che già faccio..
grazie ancora e saluti
[#17]
Dr.ssa Elisa Flavia Di Muro Psicologo 221 6
Bene, le auguriamo che la ricerca possa portarla in breve tempo dallo specialista che potrà offrirle un'attenzione individuale.

Solo un consiglio: se non trova nelle asl o nelle strutture convenzionate, non si arrenda e non scarti a priori il privato; credo sia davvero importante che lei possa accedere ad una psicoterapia individuale.

Esistono professionisti che, in considerazione della situazione economica dei loro pazienti, sono disponibili a concordare con loro un onorario adeguato. Vari colleghi offrono anche un primo colloquio gratuito, di tipo conoscitivo. Dunque, non si privi di possibilità aggiuntive, prima di aver tentato!

Cordiali saluti,
[#18]
Dr.ssa Sabrina Camplone Psicologo, Psicoterapeuta 4,9k 86 99
Gent.le ragazza,
concordo con le indicazioni fornite dalla collega e la invito a scriverci ancora se dovesse avere difficoltà a trovare uno specialista.
In bocca al lupo.
[#19]
dopo
Utente
Utente
salve.vorrei sapere cosa fare nel caso si stia meditando di suicidarsi.cioè non solo meditando ma fare cappio e compagnia bella.se vado dalla psichiatra e glielo dico credete che sarò ricoverata?perchè veramente ne avrei bisogno ma non posso,la gente che ho attorno ha bisogno di vedermi stare bene.chiedo scusa se questo messaggio offende qualcuno,ma non so a chi altro rivolgermi.la mia diagnosi è schizoaffettiva.è un pensiero/azione che non mi si schioda dalla testa da troppo tempo.grazie 1000
ps:ho già chiesto aiuto alla psicoterapeuta ma è stato peggio,non credo ci sia una soluzione normale,però lo spero tanto...
[#20]
Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 493 45
"non solo meditando ma fare cappio e compagnia bella."

Gentile ragazza, non ho capito che cosa hai fatto per concretizzare quanto dici di voler fare.

Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

[#21]
dopo
Utente
Utente
nulla di che, ho provato a impiccarmi ma la corda era troppo corta,o forse sono io che non sono capace a fare il nodo.comunque mi scuso,non è un bell'argomento.ah già avevo tentato il suicidio un altra volta ma fui ricoverata in psichiatria con lavanda gastrica e il resto...
[#22]
Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 493 45
Non è un bell'argomento ma se ne può certamente parlare.
Il problema è che parlarne qui potrebbe non esserLe così utile come parlarne con il professionista che La segue. Lei è ancora in cura dallo psichiatra attualmente?
[#23]
dopo
Utente
Utente
si,prendo un antipsicotico.sinceramente non muoio dalla voglia di parlarne (anche se so che aiuterebbe)voglio solo sapere cosa dovrei fare...
[#24]
Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 493 45
Cosa fare? Se è in difficoltà, perchè arrivare a pensare di farsi fuori come possibilità vuol dire che non sta bene, dovrebbe chiedere aiuto a qualcuno che sia in grado di aiutarti.

Come crede di poter essere aiutata se non chiede aiuto alle persone di cui si fida?

Il tema del suicidio può essere inquietante, non per uno psicoterapeuta. Qualunque sia la ragione che La spinge a pensare che questa sia la strada migliore da percorrere, sappia che accanto ci sono altre strategie valide ed efficaci di modulazione del dolore che provi. Il punto è nel vederle. Chi soffre in genere non le vede. Ecco perchè ha bisogno di chiedere aiuto.

Quindi non si tratta di parlarne per sfogarsi e poi, a distanza di mesi, ritrovarsi nuovamente qui a scrivere; si tratta di trovare una soluzione al tuo disagio.

Ma davvero crede che da qui sia possibile?
[#25]
dopo
Utente
Utente
no,ma l unico modo che non ho provato è l elettroshock.prendo i farmaci,faccio psicoterapia,obiettivamente non soffro perchè non è possibile,non ho emozioni e se ce le ho sono appiattitissime,e quando mi sembra che siano normali mi rendo conto che quando ero più piccola le emozioni non erano così.non era come sentirle da un' altra stanza.non sono nemmeno sicura che sia italiano quello che scrivo.mi sembra tutto inutile,io voglio una sfera emotiva normale,non quella di una foglia di rucola,non piango da mesi.e mi sento sola perchè non conosco nessuno nella mia stessa situazione.per questo voglio farmi fuori.però so che domani dovrò dirlo a qualcuno,essere ricoverata e saltare lezioni all uni solo perchè ho un problema.il punto è:o chiedo aiuto dal vivo alla psichiatra o la faccio finita e basta.vorrei sapere che succede se chiedo aiuto alla psichiatra,non voglio essere ri ricoverata,è brutto..
[#26]
Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 493 45
Cara Utente,

mettiamola così: essere ricoverata è brutto. Ha ragione. Ma il ricovero ha il vantaggio e lo scopo di preservare la Sua vita in questo momento difficile.

D'altra parte lo psichiatra che La segue La conosce bene e sa quale scelta sia la più indicata per Lei. Ne parli con lui.

Saluti,

Quali argomenti vorresti approfondire su Medicitalia? Partecipa al sondaggio