Innamorato di una collega, amore non corrisposto

salve, volevo chiedervi un parere sulla mia situazione. faccio una premessa: sono una persona estremamente timida e introversa e faccio molta fatica nelle relazioni sociali soprattutto con le donne.
Circa 4 mesi fa mi sono innamorato di una collega di lavoro assunta da poco e molto più giovane di me.Dopo circa 3 settimane passate a convincermi a non pensare a lei, dicendomi di lasciar perdere e dormendo molto poco, mi ero anche illuso di piacerle um pò anche io. Così mi sono convinto che in un modo o nell'altro dovevo dirle quello che provo per lei.
una notte le ho scritto una poesia sulla sua bellezza e di come mi sentivo nei suoi confronti. Il giorno dopo con molta fatica per trovare sia il coraggio e l'occasione in cui era sola le ho dato la poesia in una busta chiedendole che la cosa restasse tra noi. Però mi sono scordato di scriverle il mio num. di tel o la mail in caso avesse voluto rispondermi in qualche modo, cosi le ho scritto un' altra lettera in cui le chiedevo di voler chiarire in in modo o nell'altro la faccenda e aggiungevo sia il tel. che la mai. il lunedì alla prima occasione le ho dato anche questa, cosi mi aspettavo la sera una sua risposta, una chiamata.
Invece ho passato la notte invano,senza dormire, davanti al computer con il telefono in mano, Il giorno dopo a lavoro, in un stato pietoso per aver dormito poco nell ultimo mese e niente la notte, vedendo che lei quasi mi ignorava e non sapendo più cosa pensare, agendo d'impulso sono entrato nel locale dove lavora e in presenza di una nostra collega le ho detto una frase per farle capire che aspettavo una risposta da lei senza accennare in nessun modo alle lettere e cercando di non tradire il piccolo segreto.
la notte tardi mi ha scritto una mail in cui si scusava per il ritardo nella risposta, dicendo che stava pensando bene cosa scrivermi e mi diceva che aveva appena interrotto un rapporto serio in cui si parlava anche di matrimonio e non se la sentiva di vedere altre persone e in ogni caso era molto contrariata dal mio comportarmento perché nel darle le lettere e il giorno stesso avevo rischiato che qualcuno poteva "vederci o scoprire qualcosa".
io in seguito le ho scritto tante mail di scusa ma lei le ha ignorate per gg,
dopo per me è diventato molto difficile andare a lavoro, vederla e non avere il coraggio quasi di guardarla in faccia, in sua presenza quasi mi sento male mi viene da piangere, ho rimorsi di coscenza, mi piace sempre, i sentimenti verso di lei non sono cambiati e non faccio altro che pensare a lei. Sono molto disgustato da tutta questa faccenda, mi fa star male il fatto che lei pensi male di me. Mi ero illuso di aver trovato la donna della mia vita.
Dopo 4 mesi non riesco ancora a superare questa cosa, sono molto depresso, vorrei non pensare a lei e dimenticarla ma non ci riesco, non so più cosa fare, ho anche pensato di licenziarmi. mi sento uno schifo. non sono stato mai felice ma ora mi sta passando la voglia di vivere. cosa posso fare?
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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19.7k 506 41
"Mi ero illuso di aver trovato la donna della mia vita."

Gentile Utente,

forse dovrebbe fermarsi e riflettere su alcune questioni:

- dice che pensava di aver trovato la donna della Sua vita: ma la conosce questa ragazza? In base a che cosa è la donna della Sua vita?

- comprendo che sia sentito a disagio per la reazione della collega, ma non aveva pensato che c'era una possibilità di insuccesso (magari una bassa percentuale)? Da cosa aveva capito di poter andare sul sicuro? Che segnali Le aveva mandato questa ragazza?

- non sarà che adesso sta un po' idealizzando la collega e la questione? Ha provato a chiederselo?

Questo, chiaramente, serve per provare a capire meglio la situazione; il dolore resta perchè non è piacevole essere rifiutati, ma fa parte della vita.

Lei ha avuto altre storie in passato? Sono state storie significative?

Come mai dice di fare molta fatica a relazionarsi con le donne: può spiegare megli oe fare esempi?

Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

[#2]
dopo
Utente
Utente
gentile d.ssa, forse ho esagerato un pò con "la donna della mia vita", volevo dire che come ho scritto prima sono e sono stato sempre molto, molto timido e di conseguenza non ho avuto molte storie importanti in passato. con questa collega mi sono sentito quasi da subito a mio agio, in sintonia per merito suo s'intende perché è una ragazza molto dolce e con cui riuscivo dopo tanto tempo a parlare e anche scherzare e in certe occasioni ho avuto l'impressione di piacerle almeno un pò. forse ho frainteso i suoi gesti, le sue parole e mi sono solo illuso.
non ho mai detto di poter andare sul sicuro e sapevo da subito che avevo molte possibilità di insuccesso, Quello che mi fa star male non è il rifiuto in sè ma il fatto che se le piacevo veramente almeno un pò e se non avessi agito con così troppa fretta e avessi magari lasciato passare altro tempo,le cose sarebbero potute andare diversamente, e invece ho rovinato tutto comportandomi in modo stupido e per certi versi infantile. Ancora oggi resto con questo dubbio o rimorso che dir si voglia. se avessi saputo che lei veniva da una storia importante(si parlava di matrimonio) mai mi sarei fatto avanti soprattutto in quel momento. il problema è che mi sembra che qualsiasi cosa io faccia non vada mai bene, nel senso che circa 5-6 anni fa, quando lavoravo da un'altra parte ho vissuto una situazione più o meno analoga. Mi piaceva una collega e io sicuramente piacevo a lei.L'avevo capito da quei piccoli gesti quotidiani come sfiorarsi le mani, dagli sguardi, dalle battute. Io timido non ho mai fatto il primo passo e lei nemmeno così io dopo circa1 anno sono andato via perché ho cambiato lavoro e Amen. Sono rimasto col rimorso di non aver trovato il coraggio di essermi fatto avanti. con l'ultima ho trovato con molta fatica il coraggio di dichiararmi e guardi come é finita. Quando dico che faccio fatica a relazionarmi con le donne intendo che per me è molto difficile attaccar bottone con una ragazza che mi piace, flirtare, mi dico "adesso mi avvicino e le chiedo qualcosa" ma poi puntualmente mi blocco, non c'è la faccio. capisce?
Adesso mi interessa uscire da questa situazione voglio dimenticarla ma mi è difficile lavorando insieme anche se lei è in ufficio e io in produzione e quindi la vedo tante volte nell'arco della giornata. Stare lontano da lei mi aiuta visto che durante 2 settimane di ferie sono stato meglio ma poi al rientro siamo daccapo.Cosa mi consiglia di fare? visto che non posso certo licenziarmi proprio adesso?
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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19.7k 506 41
Bisogna intercettare lo schema automatico, e quindi inconsapevole, che Lei mette in atto nel momento in cui si relaziona con le persone e in partciolare con le donne che Le piacciono.

Fermo restando che emozioni quali la paura (anche di un eventuale rifiuto) sono sensatissime quando si smuovono i sentimenti, diventa importante imparare a gestire nella maniera più efficace le emozioni che la paralizzano e non Le permettono di relazionarsi in maniera tranquilla e, direi anche, gioiosa.

In fondo il corteggiamento (e anche la seduzione) sono giochi. Un trattamento psicologico potrebbe servirLe a prendere le distanze dalla visione pessimistica che ha sugli approcci con le donne e soprattutto a modificare il comportamento.

Sembrerebbe infine, ma lo dico consapevole dei limiti che può avere un consulto on line, che ci sia stata una errata valutazione della situazione (comprendere che tipo di interesse aveva questa ragazza per Lei..magari semplice simpatia e il momento e il tempo per mettere in atto tutta una serie di azioni per corteggiarla che magari avrebbero portato a risvolti diversi nel tempo). Però adesso utilizzi quel dubbio o rimorso per far meglio la prossima volta, senza darsi troppe colpe.

Un cordiale saluto,
[#4]
dopo
Utente
Utente
gentile Dr.ssa la ringrazio per la risposta,
Quello che mi preme più di tutto in questo momento è riuscire a dimenticarla e superare questa cosa, anche oggi ogni volta che lei mi è passata vicino ho dovuto quasi girarmi dall'altra parte perché non riesco a guardarla in faccia, mi viene un groppo allo stomaco e non riesco più a lavorare tranquillamente e finisco a pensare solo a lei.
Quindi cosa mi consiglia di rivolgermi a uno Psicologo e Psicoterapeuta?
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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19.7k 506 41
Per dimenticare questa ragazza NON Le consiglio di rivolgersi allo psicologo!
In genere il tempo aiuta in questi casi...

Invece potrebbe esserLe utile capire COME si pone Lei nelle relazioni e con le donne in particolare, in modo tale da fare luce su quegli schemi automatici che Le mettono i bastoni tra le ruote quando Le piace qualcuno o quando vuole cercare di costruire una relazione speciale. Per questo motivo potrebbe essere utile rivolgersi ad uno psicologo psicoterapeuta, meglio se di formazione cognitivo-comportamentale, in modo tale da capire il Suo modo di funzionare che è disfunzionale a questo livello (tutti gli altri aspetti di Lei che funzionano bene ovviamente NON debbono essere oggetto di cambiamento) e modificarlo.

Saluti,
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dopo
Utente
Utente
La ringrazio infinitamente di avermi risposto e della sua disponibilità,
cercherò di seguire il suo consiglio.

Saluti.