Che fare?

Buonasera gentili medici.
Ho un problema che da qualche mese mi angoscia, inerente la mia relazione.
La nostra relazione dura da 5 anni e premetto che da sempre è stata "litigiosa", ovvero: poiché abbiamo due caratteri simili ed emotivi, tendiamo a "scaldarci" con facilità (io di più) ma sono sempre state cose da poco che sparivano nel giro di pochi giorni senza lasciare conseguenze. Devo ammettere che è spesso stato lui a proporre "tregue". Fin dal principio, la nostra relazione è stata impostata sull'accettazione delle eventuali crisi e sull'impegno a risolverle.
In 5 anni abbiamo superato diversi problemi, il più grave di tutti è stato la perdita di suo padre 2 anni fa (ritengo con maggior merito suo che non mio). Da questa data è iniziato, per me, un lungo periodo di incomprensioni con la madre del mio ragazzo -una volta l'ho anche scritto qui- e che è stato fonte di grande angoscia e sofferenza per me. Ad ogni modo, tutto sembra essersi finalmente risolto questa estate.
Un fattore che ancora mi tormenta è il sentirmi in colpa per non essere stata all'altezza di sostenerlo adeguatamente e la consapevolezza che lui possa pensarlo.
La panoramica sopradescritta mi è servita per introdurre l'argomento che ora mi angoscia: questa estate ho affrontato un concorso per il quale eravamo in ansia da 2anni (specialmente io) ed in cui abbiamo creduto, conclusosi male. Nei mesi precedenti, durante la preparazione, ho avuto molti momenti di insofferenza verso il mio ragazzo, arrivando a dirgli cose che lo ferivano senza che io le pensassi...
In quei giorni il mio ragazzo doveva andare in un'altra regione assieme ai suoi familiari e, al contrario di come negli anni è sempre avvenuto, ha rifiutato che venissi anche io dandomi la spiegazione fonte del problema: - Voglio stare solo per rilassarmi e vedere se mi mancherai-... Questa frase mi ha gettato in uno stato d'angoscia poiché non era mai accaduto prima un suo rifiuto ad avermi vicina, nonostante egli mi ripeta ancora adesso che non voleva lasciarmi...
Da mesi mi tormenta l'idea che "qualcosa si sia rotto", cosa che mai potrei sopportare e che non mi fa uscire da questa spirale di ulteriore insicurezza. Che fare? Sono segnali di crisi? E' la mia insicurezza che sta minando tutto?

Mi rendo conto che il post è stato molto lungo e me ne scuso; ho ancora cose da spiegare, se sarete così gentili da volermi rispondere.

Cordiali saluti
[#1]
Dr. Alessio Sandalo Psicologo, Psicoterapeuta 50 1 8
Gentile utente,
Il suo rapporto dura da molto tempo con ripetute crisi di fiducia in se stessa e nel suo compagno.
Certamente questo aggravarsi dei sintomi d'ansia è da tenere sotto osservazione magari con l'aiuto di uno psicologo.
L'insicurezza, può in effetti sfociare in angoscia, in senso di perdita, di abbandono, e quindi accumulare una sofferenza davvero notevole.
Io le consiglierei quindi di valutare l'ipotesi di una consulenza individuale, laddove, con l'aiuto dell'esperto, potrà anche comprendere la portata del disagio individuale piuttosto che di coppia, e magari partire da questo primo fondamentale significato intorno al suo vissuto e richiesta di aiuto.
Cordiali saluti.

Dr. Alessio Sandalo
Psicologo a None - Nichelino - Torino
http://www.alessiosandalo.it

[#2]
dopo
Utente
Utente
Grazie, dottore, per la rapida risposta!
Qualche mese fa avevo iniziato un colloquio con una psicologa presso un consultorio familiare, non avendo altre possibilità. Ho successivamente interrotto le visite (solo due) perché, visto il contesto delicato di un consultorio in cui ragazze vi si rivolgono magari per abortire, il mio problema mi sembrava davvero troppo sciocco e mi sentivo a disagio.

Se posso chiederle un parere e se Lei può darmelo, ritiene che questa relazione presenti sintomi pericolosi di crisi? Come pensa potrei affrontare meglio il dialogo col mio ragazzo e sostenerlo maggiormente? Io lo amo moltissimo, e vorrei riparare tutti gli errori e ciò mi fa sentire ancor più inadeguata e colpevole verso lui!

Grazie ancora, spero di superare tutto ciò... A cui si aggiunge la mia disperazione e sottostima per non riuscire a trovare un lavoro stabile, alla mia età...
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Dr. Alessio Sandalo Psicologo, Psicoterapeuta 50 1 8
La paura dell'errore ci espone ad un escalation di ansia di prestazione (vorrei riparare tutti gli errori, mi scrive lei) e quest'ultima non può che generare sottostima, senso di colpa e di disperazione.
Lei si trova quindi in una spirale distruttiva in cui continuamente svaluta i suoi problemi esponendosi in questo modo a "perdere" in partenza.
La sua relazione sembra avere connotazioni di dipendenza.
Visto che ha già avuto contatti con la realtà dei consultori, le suggerirei di ritornare lì.
Io svolgo tirocinio di specializzazione proprio in uno di questi consultori e ho pazienti con quadri clinici molto simili al suo.
Sappia che ogni sofferenza fa caso a sé e mai si possono paragonare due individui, né per gravità, né per fare diagnosi o immaginare prognosi.
Tuttavia lei dice che si è rivolta alla psicologa del consultorio "non avendo altre possibilità": intendeva proprio soltanto il contesto? considerando anche un diverso trattamento economico?
La sua "confessione" sul lavoro che non trova, ripropone inoltre il tema della poca autostima, che probabilmente le mostra tutto sotto una luce paurosa e, giustappunto, precaria.
Io spero che lei possa trovare un esperto che la accolga anche in questi aspetti così fragili e dolorosi.
Un caro saluto.
[#4]
dopo
Utente
Utente
La ringrazio nuovamente della preziosa risposta.

Con "altre possibilità" intendevo proprio quelle economiche, che non ne ho di mie personali e non voglio gravare sulle spese dei familiari, peraltro contrari (non so perché) a questo genere di cose.

Le mie sono concatenazioni di disagi: ammetto da sola di essere molto insicura, ansiosa e di avere il bisogno di "controllare" tutto: i cambiamenti, di qualunque tipo ed entità, mi spaventano terribilmente e mi spiazzano. Io penso troppo!
Penso la sera nel letto (soprattutto, ma anche durante il giorno) di come sarebbe distrutta la mia vita se perdessi il mio ragazzo o i miei affetti, penso che disastro sarà la mia vita se mai troverò un lavoro, se non potrò avere figli per motivi economici oppure fisici, se dovessi perdere le mie care amicizie... E' un tormento continuo!!!

La mia premura è che non voglio far risentire la mia storia di questa situazione! Al mio ragazzo voglio dare stabilità e soprattutto voglio che sia felice ed appagato di stare con me, sena il timore che possa innamorarsi di un'altra. Non so come uscirne però.

In ultimo chiedo scusa per una mia dimenticanza: il consultorio a cui mi sono rivolta ormai un anno fa non mi riesce più di contattarlo: i due numeri telefonici che ho risultano entrambi inesistenti. Non è vicino il quartiere dove risiedo e dovrò andarci apposta a controllare che non sia stato chiuso.

Mi scusi se ancora approfitto della sua enorme gentilezza: oltre il contesto dei consultori familiari, non c'è possibilità di rivolgersi altrove a qualche psicologo in maniera gratuita?
Grazie mille
[#5]
Dr.ssa Sarah Cervi Psicologo, Psicoterapeuta 74 1
Gentile Utente,
può rivolgersi al Centro di salute mentale della ASL della sua zona di residenza (cui fanno capo anche i consultori), chieda al suo medico di base. Non credo esistano psicologi che lavorano gratuitamente (la relazione terapeutica ne risulterebbe compromessa), ma magari esistono professionisti disposti ad andare incontro alle difficoltà del paziente e che quindi applicano tariffe contenute.

Sarah Cervi
www.psicologadellosviluppo-roma.blogspot.it
www.comunitalaquiete.blogspot.it

[#6]
Dr. Alessio Sandalo Psicologo, Psicoterapeuta 50 1 8
Lo psicologo gratis, proprio non saprei, e forse, ma è un mio parere, diffiderei di un professionista che lavora sempre gratis....
Esistono forse degli sportelli di ascolto, ma tenga presente che i consultori, per esempio, non seguono una competenza territoriale, e lei, in Italia, può rivolgersi a suo piacere in uno qualsiasi presente sul territorio nazionale.
Nelle Asl il costo è decisamente calmierato, provi ancora.
Molti auguri.
[#7]
dopo
Utente
Utente
Grazie! Vi manifesto la mia ignoranza circa la possibilità di reperire psicologi tramite ASL e vi ringrazio per avermi informata. Ora devo solo riuscire a frequentare queste visite/sedute senza dover spiegarne la specialità perché mi creerebbero disagi

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