Sono dipendente dalle dipendenze

Ho 42 anni e vi scrivo per parlare dei miei problemi di dipendenza.

Quando avevo 15-16 anni ho cominciato ad avere problemi di dipendenza dagli alcolici, fino a quando a 21 anni ho cominciato a sostituire l'alcool con la droga. Grazie ai miei genitori e al supporto di un centro di recupero ne sono uscito completamente pulito intorno ai 27 anni. Dopo qualche anno che ho cominciato a lavorare ho cominciato ad avere una dipendenza per il gioco d'azzardo. Ero sempre senza soldi e ho rischiato di finire in mano agli usurai. Anche in questo caso sono stato salvato dai miei genitori e non ho più fatto scommesse da quando avevo 33 anni.
Mi sono sposato e ho avuto due bellissimi bimbi. Ora, da quasi 5 anni, ho problemi con il cibo. Mangio continuamente e fuori controllo, credo che sia la mia nuova dipendenza.
E' come se da solo non mi bastassi e cercassi sempre di appoggiarmi a qualcosa che poi si rivela dannoso e distruttivo.
Sono stato in cura presso diversi centri e specialisti per le varie dipendenze in cui sono caduto, ma è come se me ne passasse una e subito ne cercassi un'altra.
Tutti i centri sono riusciti a farmi interrompere la dipendenza del momento, ma non mi hanno impedito di trovarne una nuova.

Ora sono preoccupato perchè ho un fisico diverso dal mio, sono obeso, affaticato e affranto.
Ho difficoltà ad avere rapporti sessuali con mia moglie, a prendere in braccio i miei bimbi e a giocare con loro, ho spesso dolori alla schiena e alle articolazioni, il fiato corto e tutto mi stanca...mi sento sempre spossato.

Vorrei chiedere quali sono i fattori che innescano questi comportamenti di dipendenza e quale sia un percorso corretto per sconfiggerli una volta per tutte.

Continuare così non credo che sia giusto per me, per mia moglie e i miei bimbi...non se lo meritano.
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Dr. Carla Maria Brunialti Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 14,6k 453 103
Gentile utente,

innanzi tutto è molto positivo che Lei abbia accettato questo elemento di sè
e che desideri affrontarlo ancora una volta.

Come la Sua esperienza Le suggerisce, quando si tende alla dipendenza (precedentemente si parlava di "personalità dipendente") si esce da una dipendenza per entrare nell'altra.
E dunque il lavoro su di sè è costante e deve perdurare nel tempo (ma analogamente accade con le malattie fisiche croniche, ad es. il diabete).

Immagino Lei abbia già fatto una visita psichiatrica, per avere una diagnosi.

Ha già seguito anche percorsi di psicoterapia? Quando? Per quanto tempo?

Pure la terapia farmacologica - abbinata alla psicoterapia - può essere d’aiuto.

Il trattamento della <<dipendenza dalle dipendenze<< richiede tempi prolungati.
Raramente un trattamento di breve durata può curare questo disturbo , anche se alcuni cambiamenti possono essere attuati più velocemente di altri.

Per quanto riguarda la Sua ATTUALE dipendenza, quella dal cibo, può legittimamente ed opportunamente rivolgersi ad uno del "Centri per la cura dei comportamenti alimentari (DCA)" dell'azienda sanitaria.
La Sua Regione, tra le prime in Italia, per affrontare questo problema ha previsto l’organizzazione di una rete di servizi per la diagnosi e la cura, con l’attivazione in ogni provincia di un "Centro di riferimento provinciale per i DCA".
Lì troverà psicologo, psichiatra, dietologo, dietista ed altre figure adatte e necessarie all'attuale situazione.

Credo di intuire che Lei abbia la motivazione a farlo.
Dopo tutto Lei ha fatto già cosi tanti passi per il proprio benessere...

Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfezionata in Sessuologa clinica, Psicologa europea.
www.linkedin.com/in/brunialtisessuologaclinica/

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