Sfera privata

Volevo chiedere un consiglio se non rubo troppo tempo. Ho 28 anni e negli ultimi anni mi sono ritrovato a elaborare e capire un po la mia vita. Cercare di migliorarmi e cercare di apprendere dai miei sbagli. Ma ci sono alcuni errori che ho fatto dei quali mi vergogno parecchio. Provo esattamente vergogna ma ho imparato ad accettarmi. Sto cercando di vivere senza alcuna maschera cercando di essere me stesso. Ma mi rendo conto che è quasi difficile in questa società riuscire a non indossare alcun tipo di maschera. Alcune proprio per tutelare noi stessi il nostro vissuto e la nostra sfera privata. La mia domanda è proprio questa. È giusto tenere nascosti i nostri errori dei quali ci vergognamo con la nostrs famiglia? Questo equivale a indossare una maschera con i nostri genitori.. e un po mi fa male.. mi fa male al cuore sapere che i miei non mi conoscono del tutto ... che magari mi stimano ma la loro stima è troppa rispetto ad un figlio che ha fatto degli errori e si è pentito amaramente... errori personali e nulla che vada nel penale eh.. avvolte vorrei liberare il mio cuore e raccontare tutto.. ma poi penso che mi vergogno e preferisco omettere la mia vita privata con la consapevolezza che se un giorno mi verra posta una domanda il cui argomento sono i miei errori mentirei. non voglio dare pensieri ai miei genitori.. cosa devo fare? Alda merini diceva sempre che l unica maschera concessa è nascondere il proprio dolore con il sorriso.. quindi o è una santa lei che non ha mai indossato maschere oppure il concetto è da prendere a grandi linee? Forse io vivo molto la mia vita guardando grandi idoli.m sperando di vivere come loro... ad esempio la.merini.. o capito anche con cantanti tipo i negramaro
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Dr. Adriano Carità Psicologo, Psicoterapeuta 56 2
Gentile utente


La tematica che porta è di un grande spessore. In una società che abitua a modelli difficili da raggiungere, ad alte performance e al conformismo, il ritrovare se stessi diventa tanto difficile quanto diffuso.

Gli idoli sono importanti nella propria vita perché danno modelli da seguire, una strada da percorrere, ma molto spesso non è la "nostra". E quindi il passo successivo è trovare la propria strada.

Sarei curioso di sapere come possiamo aiutarLa per trovare non dico la Sua strada, ma per lo meno la direzione, dal momento che la Sua domanda di aiuto mi sembra questa.

Un saluto cordiale.

Dott. Adriano Carità
Psicologo, psicoterapeuta
Perfezionato in Psicologia Clinica, Counselling e mindfulness

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Utente
Utente
Si effettivamente io vorrei trovare la mia strada... so che non esiste una risposta precisa... non c'è bianco o nero.. e molto spesso dobbiamo fare le nostre scelte in base alle situazioni che si presentano... ma mi chiedo se è giusto vederla in questo modo.. per evitare di soffrire noi e far soffrire qualcuno.. oppure essere un po egoisti e cercare di essere quanto migliori possibili anche se può costare un po di dolore per chi ci è accanto..m per questo vorrei tenere le mie bravate per me... non voglio dare preoccupazioni ai miei.. e soprattutto non voglio deluderli... so di essere cambiato e che sto cercando la mia strada.. ma mi chiedo se è giusto cmq tenere all oscuro la propria famiglia dei nostri errori e all occorrenza indossare una maschera per non farli preoccupare
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Dr. Adriano Carità Psicologo, Psicoterapeuta 56 2
Gentile utente


Questo che descrive è un percorso naturale nella propria vita, un bisogno che prima o poi si fa sentire molto nei propri bisogni, e che se non raggiunto o intrapreso fa sentire molto disagio.

Ciò che ha descritto, lo trovo molto accostabile a quello che Carl Gustav Jung ha teorizzato come processo di individuazione, ossia quel percorso individuale scopo dell'analisi - e della vita - in cui una persona assume sempre più consapevolezza di se stesso fino ad assumere la propria identità individuale a cui era destinato sin dalla nascita, al di là dei modelli impartiti e delle esigenze della società. Da una goccia dell'oceano a un individuo, nel significato etimologico del termine di indivisibile, irriducibile.

Io e i miei colleghi potremmo scriverLe molto sulla direzione da cogliere e sul come raggiungere questa destinazione. Ma sento che la cosa migliore da suggerirLe sia non darLe una mia raccomandazione e lasciare che sia Lei il fautore della Sua esistenza in quanto ciò che richiede è più sul piano esistenziale che psicoterapico. Un grande lavoro in cui la voglia di trovare la forza, la curiosità e il coraggio per arrivarci ce l'ha già.

Le auguro che un giorno possa trovare chi realmente è nella Sua vita e come dare ad essa il significato che solo Lei può trovare.
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Dr. Carla Maria Brunialti Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 14,4k 448 103


Gentile utente,

ci scrive:
"È giusto tenere nascosti i nostri errori dei quali ci vergognamo con la nostra famiglia? Questo equivale a indossare una maschera con i nostri genitori.. e un po mi fa male.. mi fa male al cuore sapere che i miei non mi conoscono del tutto "

Quando si diventa adulti, i figli diventano persone DIFFERENTI dai loro genitori,
si stacca quel cordone ombelicale che li aveva nutriti durante tutta l'infanzia;
nasce un confine tra loro,
quel confine che permette ai figli di diventare persone autonome dai genitori, di fare scelte loro proprie.

In questo senso il confine che si crea
tra genitori e figli,
tra figli e genitori,
tutela sia la crescita dei figli, sia la privacy dei genitori; quando tutti sono ormai adulti e dunque potrebbe sembrare che ci si possa dire tutto.

E invece NO.
Genitori e figli hanno vite autonome,
la riservatezza è regola di autonomia reciproca,
e non maschera.

E non per non farli preoccupare,
quanto piuttosto per essere liberi di cercare la propria strada
ad un'età del tutto ragguardevole - di molto oltre quella adolescenziale - quale è la Sua.







Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfezionata in Sessuologa clinica, Psicologa europea.
www.linkedin.com/in/brunialtisessuologaclinica/

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Utente
Utente
Vi ringrazio per le risposte... ammetto che sto cercando me stesso.. se dovessi immaginare di confessare ai miei genitori ed in particolare a mia madre gli errori più brutti che ho fatto sicuramente sentirei il cuore molto leggero..m come se fossi sicuro che sia giusto.. ma avrei timore a mon essere più me stesso... un rapporto di assoluta trasparenza con mia madre credo che non mi porti ad essere me stesso.m quando mi troverei a fare una scelta non sceglierei più per come vorrei fare.. ma sarei condizionato per il fatto di non mentire.. e quindi anche se consapevole di una scelta sbagliata ma che voglio fare non lo seguirei per paura di tenerla nascosta a mia madre... e penso non sia giusto nei miei confronti vero?
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Dr. Carla Maria Brunialti Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 14,4k 448 103


Proprio così.

Lei ha un'età dove poter decidere da solo.

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Utente
Utente
Grazie per le risposte.. certo forse il mio è concetto che ha un fondamento... dato che molto spesso mi interrogo se sia giusto indossare delle maschere... ma forse non esiste una vera risposta... ognuno ha un vissuto e ognuno di noi ha le proprie esperienze...
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Dr. Carla Maria Brunialti Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 14,4k 448 103


Forse non è questione di maschere,
bensì di confini nel disvelamento di se stessi.

Un "rapporto di assoluta trasparenza" con i genitori nell'epoca intermedia della separazione psicologica condanna la relazione alla trasparenza infantile, in cui il bambino è trasparente per il genitore.



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Utente
Utente
Grazie a tutti per i vostri chiarimenti
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Dr. Carla Maria Brunialti Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 14,4k 448 103

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