Utente
Gentili Dottori,

premetto che ho avuto estrema difficoltà nel definire il titolo del consulto, dato che non so in che ambito il mio problema possa rientrare. Era da anni che avevo intenzione di parlarne con uno psicologo, ma la vergogna ha sempre vinto su questo bisogno. Ho effettuato numerose ricerche via internet nella speranza di trovare casi simili al mio, senza risultato. Questa non è nemmeno la prima volta che provo a mettere per iscritto tutto ciò incoraggiata dall'anonimato, ogni volta ho finito per cancellare tutto, disgustata dal mio stesso caso. Ora che ho trovato il coraggio di cominciare almeno a parlarne, confido disperatamente anche solo in un piccolo indizio/consiglio.

Partiamo dalle radici del problema. Come tutti i bambini, fin dall'asilo facevo dei giochi di fantasia con gli altri, in cui recitavamo la parte di personaggi inventati o presi da qualche cartone. La stranezza stava nel fatto che avevo un intimo piacere nell'impersonare sempre un maschio che fosse vittima di qualche situazione, come essere imprigionato e maltrattato da un nemico, per poi venire ritrovato in brutte condizioni da altri "buoni" che venivano a salvarmi. A 11 anni conobbi un ragazzino con cui ricominciai a fare giochi di ruolo, e, con frequenza sempre maggiore nel tempo, facevo in modo che lui ad un certo punto della storia dovesse fare il cattivo che mi rapisse e torturasse per finta. Parallelamente, mi è da sempre piaciuto vedere film in cui il protagonista soffre, o mentre viene assistito da qualcuno di buono, o in balia di un nemico che intanto lo tormentasse; in adolescenza, passato il periodo dei giochi, l'unica manifestazione è stata legata a questi film. Tutto questo non ha mai avuto a che fare con qualcosa di sessuale o legata alla violenza: pur immedesimandomi in chi soffre, non mi piace nulla di quel che solitamente è attribuito al masochismo in questo senso. E' un qualcosa di "mentale", che allo stesso tempo mi provoca una sensazione in petto indescrivibile, da cui sono diventata dipendente. Ora ho 20 anni, e in questi tempi, guardando i film più disparati, ho cominciato ad essere ossessionata anche dalle scene in cui qualcuno perde conoscenza o ha allucinazioni, a tal punto da rivederle in loop su youtube immaginando di essere al loro posto. Si tratta di un ossessione legata perlopiù alla fantasia, all'idea, difficilmente alla realtà (mi è capitato di svenire davanti agli altri ed è stato tremendo, però a pensarci dopo qualche giorno l'idea che fosse successo mi era piaciuta). La cosa assurda è che chiunque mi conosca da vicino direbbe che sono una ragazza normalissima e tranquillissima, ma questo inquietante segreto mi ha sempre fatto pensare di essere una cattiva persona, di essere marcia dentro. Capisco che non ci sono spiegazioni preconfezionate in psicologia e in psicoterapia e che probabilmente un consulto online potrebbe non bastare, ma vi chiedo con tutto il cuore di provare a dirmi cosa c'è che non va in me.

Grazie infinitamente.

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Dr.ssa Francesca Carubbi

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Gentile utente. E' impossibile dirle cosa significhino queste sue fantasie in un consulto online. Le consiglio, di rivolgersi ad un professionista: un setting fisico è l'ideale per esplorare i suoi vissuti e dare loro un significato.
Cordiali saluti
Dr.ssa Francesca Carubbi
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[#2] dopo  
Utente
Gentile Dr.ssa,
la ringrazio per la risposta, mi rendo conto e mi scuso per aver preteso in maniera approssimativa delle, seppur ipotetiche, spiegazioni. Per me è stato molto complicato mettere per iscritto qualcosa che non ho mai ammesso apertamente nemmeno a me stessa, ma se ci sono riuscita sono fiduciosa nel credere che prima o poi riuscirò a trovare altrettanta forza per fare un ulteriore passo, più produttivo, rivolgendomi ad un professionista. Però, mi scusi per l'ignoranza e per la domanda forse un po' stupida: non conoscendo bene la differenza tra i vari mestieri (psicologi, psicoterapeuti, psicoanalisti, psichiatri ecc.), sapendo il sunto della mia storia lei cosa mi consiglia di fare?
La ringrazio anticipatamente.
Cordiali Saluti

[#3]  
Dr.ssa Francesca Carubbi

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Gentile utente. Le differenze attengono sia al percorso di studi e professionale, nonché di approccio terapeutico. Partiamo dallo psichiatra: egli è un medico, specializzato in patologie psichiatriche, può dare farmaci ed è anche psicoterapeuta. Lo psicologo si occupa di psicodiagnosi, riabilitazione, prevenzione e sostegno pr l'individuo e comunità e può specializzarsi in psicoterapia, ovvero nella cura delle psicopatologie, attraverso l'utilizzo di approcci, metodologie o tecniche ben precise e tra loro differenti (possiamo trovare psicoterapeuti cognitivo - comportamentali, psicodinamici, familiari, rogersiani...). Lo psicoanalista riprende gli insegnamenti di S. Freud e posteri, per la cura della persona, attarverso l'interrogazione del suo sintomo e l'interpretazione di ciò che emerge dall'inconscio. Da qui, come vede, ci sono tanti specialisti. Cosa consigliarle? Al dià degli approcci, di scegliere di iniziare un percorso di conoscenza. Un percorso di psicoterapia è faticoso, ma molto proficuo. Non c'è un terapeuta adatto rispetto ad un altro, in linea generale. Ma esiste un terapeuta o un approccio che troviamo adatto per noi: questo lo può solo capire attraverso la sua di esperienza. In soldoni: deve sentirsi sicura di esplorare, senza paura del giudizio, ciò che le succede.
Cordialmente
Dr.ssa Francesca Carubbi
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