Utente 234XXX
Salve,
l'altro giorno ho fatto qualcosa di brutto, me ne rendo conto: ho spiato il cellulare del mio ragazzo e ho scoperto una chat con un altro ragazzo (siamo omosessuali) in cui ho letto di tutto, cose che qui non posso riportare, ma comunque abbastanza spinte. Io sono rimasto sconvolto e in un attimo mi è crollato il mondo addosso. Mi è servito un po' per riprendermi dal trauma, ma dopo un po' ho scritto al mio ragazzo dicendogli che avevo letto tutto e che volevo una spiegazione: mi sono sentito io il colpevole di tale tradimento. Lui ovviamente non ha negato, però mi ha detto che è stata una cosa nata e morta lì, nonostante i messaggi fossero piuttosto recenti. Ha ammesso di aver avuto una sbandata, ma che non c'è stato alcun rapporto sessuale. Vi scrivo perché questa è la mia prima relazione seria, e il mio ragazzo è (era?) l'unica certezza che avessi, ed ora ho scoperto che anche una certezza ritenuta incrollabile può in realtà vacillare. Provo rabbia, dolore, un senso di vuoto assurdo (unito ad altri fattori di stress in questo periodo, come problemi e famiglia ed esami universitari). Io non riesco assolutamente a voler male al mio ragazzo, pochi giorni fa (siamo insieme da 4 mesi) gli ho detto di amarlo, e forse lo amo ancora, ma ho una paura tremenda. Paura del futuro, paura di essere solo, paura di perdere quella felicità che mi sembrava di aver raggiunto. Perché, anche se non è successo nulla, lui quelle cose le ha scritte, le ha desiderate: ok, possono essere frutto di una sbandata, ma come faccio a perdonarle? Mi sento totalmente solo, l'unica amica che ho vive lontano, non ho nessuno con cui parlare. Stavo pensando di andare ad un consultorio, vorrei chiedervi la procedura per far ciò: si deve passare dal medico curante o ci si può andare direttamente? Si paga qualcosa? (economicamente non potrei permettermi spese eccessive).
Quando ripenso a quelle frasi che ho letto provo rabbia, sento che tutto ciò che abbiamo costruito finora non potrà più ritornare, sento che ora lo guarderò sempre con occhio diverso, e nonostante ciò non riesco ad immaginarmi senza di lui. Passerà tutto questo, dottori? Ci ho perso anche il sonno, nonostante abbiamo parlato e ci siamo chiariti, lui mi sembra davvero pentito,forse sono io a dare troppo peso a tutto ciò e a focalizzarmi solo sul lato negativo e non sul fatto che lui non ha fatto niente (mi sento di credergli) perché io ero più importante di una sbandata. Forse sono fissazioni, ma io sto male comunque. Metteteci pure che vorrei tanto piangere, ma non ci riesco...
Grazie dottori,

[#1] dopo  
Dr. Carla Maria Brunialti

Referente scientifico Referente Scientifico
48% attività
20% attualità
20% socialità
ROVERETO (TN)
TRENTO (TN)

Rank MI+ 88
Iscritto dal 2012

Gentile utente,

il tradimento non è solo avere un rapporto sessuale con un altro: "..non c'è stato alcun rapporto sessuale..", ma anche "..lui quelle cose le ha scritte, le ha desiderate.."
E' il tradimento della fiducia,
nel caso che la fedeltà - anche affettiva - faccia parte degli accordi o dei valori condivisi di quella specifica coppia.

Per quanto riguarda Lei,
"...il mio ragazzo è (era?) l'unica certezza che avessi, ed ora ho scoperto che anche una certezza ritenuta incrollabile può in realtà vacillare."
E' proprio così, soprattutto in ambito amoroso.

Saggia dunque l'idea di "..andare ad un consultorio, vorrei chiedervi la procedura ..".
Semplicemente Lei telefona o si presenta senza impegnativa,
chiede un appuntamento con lo/a psicologo,
chiede a quanto ammonta il ticket (pochissimi euro).

Se ritiene, ci tenga al corrente.

Saluti cordiali.



Dr. Carla Maria  BRUNIALTI
Psicologa europea, Psicoterapeuta, perfez. in Sessuologia Clinica - Rovereto (TN)
www.webalice.it/centrodipsicologia

[#2] dopo  
Utente 234XXX

Grazie dottoressa,
vorrei solo chiederle una cosa...Sento che qualcosa è cambiato in me: ci tengo ancora tanto a lui, ma (questo fatto è successo due giorni fa) dentro di me percepisco sentimenti contrastanti. Io sono anche disposto a perdonare, non è l'atto in sé (l'aver scritto quelle cose) il problema, ma proprio l'essenza stessa dell'atto, il tradirmi col pensiero: l'unica cosa che mi fa sperare è che forse è stata veramente una sbandata (forse), visto che avevamo avuto delle discussioni anche pesanti circa un mese fa (dove sono stato io lo stupido ad attaccarlo per certe cose, e lui si è giustamente sentito ferito e "tradito", perché riponeva fiducia in me)...Io non giudico, può capitare a chiunque, però non so se riuscirò a gestire da solo questa fase, sono giorni critici anche per altri fattori, come ho scritto prima, e mi sento ora abbastanza apatico.
Lui dice che ha sbagliato e che mi ama ancora. Io sono logorato dal dubbio se ciò possa essere vero o meno.
Ho come la sensazione di dover ripartire da capo in questa relazione. La cosa che mi sconvolge di più è che però tutto ciò sia accaduto, è come un taglio netto, uno squarcio in una tela: il quadro potrebbe continuare ad essere un'opera d'arte, però quello squarcio c'è.
Grazie ancora.

[#3] dopo  
Dr. Fernando Bellizzi

36% attività
12% attualità
20% socialità
ISERNIA (IS)
ROMA (RM)

Rank MI+ 68
Iscritto dal 2012
Gentile Ragazzo,

parto dalla metafora finale...

*La cosa che mi sconvolge di più è che però tutto ciò sia accaduto, è come un taglio netto, uno squarcio in una tela: il quadro potrebbe continuare ad essere un'opera d'arte, però quello squarcio c'è.*

Ma in questa metafora non è chiaro se Lei sia il pittore o un personaggio...

*l'unica certezza che avessi*

L'altro dovrebbe essere la seconda certezza, dato che la prima in assoluto siamo noi stessi. E fintanto che sposta il baricentro della certezza fuori da sé, dovra' per forza di cosa adattarsi a quel che succede là fuori e non sempre è sotto il proprio controllo... diciamo maggior controllo... ;)

*però non so se riuscirò a gestire da solo questa fase*

Inizia a scoprirlo dato che adulto è adulto, almeno anagraficamente, poi certo tutto dipende da come "si dipinge" o da come "si vede raffigurato" nel quadro di cui sopra.

*Ho come la sensazione di dover ripartire da capo in questa relazione.*

Delle volte l'artista cambia, ed ecco che il quadro incompleto resta tale perché nasceva da esigenze precedenti non più necessarie o sentite, ed ecco che butta la vecchia tela e dipende qualcosa di nuovo, di più presente ed attuale alla circostanza che sta vivendo :)
Dr. Fernando Bellizzi
Albo Psicologi Lazio matr. 10492
http://www.ericksoniano.it/medicitalia/