Utente 500XXX
Buongiorno,
come da parere precedente, mi sembra di rientrare appieno negli atteggiamenti psicopatici con deliri di onnipotenza (in sintesi, sfrutto gli altri o, meglio, faccio del male agli altri a solo titolo gratuito o, nel migliore dei casi, a fini utilitaristici, senza rimorso, senza empatia, credendo di ragionarla e vederla meglio degli altri).
La cosa curiosa è che, allo stesso tempo, sono ossessionato dall'idea di essere tradito/abbandonato/ingannato e, dunque, attribuisco molta importanza al parere degli altri. Il primo tratto descritto di megalomania sadica si combina con un secondo di profondo senso di inferiorità/inadeguatezza, specie in ambito relazionale e sociale.
Il meccanismo è il seguente: 1 - sono attirato dalle persone e voglio instaurare un rapporto (amicale/sessuale/ecc); 2 - mi accosto o vengo accostato, sentendomi inferiore; 3 - il parere negativo/critica/giudizio/valutazione/atteggiamento lo giudico una riconferma della mia inferiorità; 4 - mi ritraggo nel mio "mondo", dove ritengo di avere a che fare con un essere inferiore/malato/disturbato; 5 - covo rancore, progetto vendette e di infliggere dolore fisico/morale/psicologico, non solo al presunto "nemico", ma a tutti indistintamente, convinto di svolgere la "missione" di aprire gli occhi al mondo sulla reale natura non solo di quella persona, ma di tutte le persone. Non credo avrei rimorsi a compiere le cose peggiori, anche perchè, nel mio "mondo", sarebbe tutto giustificato e razionalizzato ("faccio questo perchè...ecc").
Potrebbe essere una combinazione piuttosto originale di disturbo evitante della personalità e psicopatia? Perchè mi accanisco verso le persone che, umanamente, mi si mostrano più vicine o amichevoli o mi danno fiducia (cosa che riscuoto molto facilmente)?

[#1] dopo  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Gentile utente,

"..Potrebbe essere una combinazione piuttosto originale di disturbo evitante della personalità e psicopatia? .."

Lei sa che online non si possono fare diagnosi, non è proprio possibile,
e sicuramente il Collega, nel dedicarLe attenzione nelle risposte non avrà avuto questa intenzione "come da parere precedente, mi sembra di rientrare ...".

Riguardo al presente consulto,
"..Perchè mi accanisco verso le persone che, umanamente, mi si mostrano più vicine o amichevoli o mi danno fiducia (cosa che riscuoto molto facilmente)?.."
alla domanda sul "perchè" non è possibile dare una risposta scientificamente fondata.

Devo chiederLe se tale comportamente Le causa disagio oppure no
e se ha desiderio di modificarlo.

Saluti cordiali.
Carla Maria Brunialti
Dr. Carla Maria  BRUNIALTI
Psicologa europea, Psicoterapeuta, perfez. in Sessuologia Clinica - Rovereto (TN)
www.webalice.it/centrodipsicologia

[#2] dopo  
Utente 500XXX

Egregia dottoressa,
scusi per il ritardo della risposta, ma ho veramente enormi impegni e non volevo apparire scortese con una risposta affrettata.
Sulla questione finale, che è la più pregnante, se cioè il mio atteggiamento mi crea disagi, risponderei con un "ni" o con un "so".
Da un lato, questo mio comportamento emotivamente azzerato (che non mi impedisce di cogliere le sensazioni altrui e di studiarle, anche se ho difficoltà a provarle - anche in circostanze drammatiche) mi ha spianato la via nel lavoro e mi ha garantito un considerevole successo in quello. Lo dico sulla base di pareri raccolti. Inoltre, mi ha consentito di non essere mai stato ingannato/fregato/tradito in vita mia da amici, conoscenti, colleghi, ecc.
Dall'altro lato, però, è evidente come, sul lungo periodo, la mia assenza di empatia e di sentimenti veritieri venga fuori, offendendo/disturbando/impaurendo le persone, che si allontanano. Si tratta di una cosa che mi crea qualche problema, non tanto a livello emotivo (ho molta facilità ad attaccare bottone, con uomini e donne indifferentemente), quanto a livello sociale, perchè l'isolamento è improduttivo a livello lavorativo, di carriera e, in ultima analisi, anche di svago.
Contemperare i due aspetti mi sembra molto difficile, però, devo cercare di farlo per avere sempre "pedine" a disposizione. Non necessariamente in senso maligno, ma anche solo per affrontare la noia della vita (mi piacciono molto le persone spontanee e vitali, non a caso).

[#3] dopo  
Dr. Carla Maria Brunialti

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In sintesi:

SE tale comportamente Le causa disagio
e/o
SE ha desiderio di modificarlo
si faccia aiutare di persona da un Collega Psicologo Psicoterapeuta,
sia per una diagnosi sia per eventuale terapia.

Saluti cordiali.
Carla Maria Brunialti
Dr. Carla Maria  BRUNIALTI
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