Utente 472XXX
Buon giorno,
martedì mi sono recata dalla mia psichiatra per una visita di controllo.
Sono in cura presso il CSM della mia zona da maggio e, ad oggi, la mia dottoressa non ha mai detto nulla sulla mia diagnosi.
Solo una volta mi ha accennato circa un po' di depressione ma nulla di più. Non so nemmeno da cosa dipenda questa mia "depressione". Ho provato a chiederle che cosa avessi di preciso ma ha evitato di rispondermi.
Ormai mi sento di non averle più nulla da dire: entro, mi saluta e mi chiede come va. Ovviamente, da quando sto prendendo il Citalopram, è migliorato tutto. Le spiego che mi sento meglio e mi dice di continuare con la stessa cura.
Mi fissa un altro appuntamento per il mese dopo, ci salutiamo ed esco.
Sul foglio che mi ha lasciato l' ultima volta con la data del prossimo appuntamento ha scritto : diagnosi 29621. Non mi ha spiegato nulla, me ne sono accorta, per caso, quando sono arrivata a casa.
Sinceramente non so cosa pensare: mi sembra che mi dia solo delle medicine e stop. Non riesco a parlare con lei, perché tanto le cose sono migliorate con le gocce che prendo. In miei appuntamenti durano in media 15 minuti circa. Non vedo un avanzamento.
Cosa potrei fare? Recarmi da un altro psichiatra per avere una diagnosi?
Vi ringrazio.

[#1] dopo  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Gentile utente,

capisco il Suo sconcerto,
ma a noi Psicologi risulta difficile fornire chiavi interpretative per un altro tipo di professionalità: lo Psichiatra.

La diagnosi è stata posta, considerato che Lei ce la riporta qui: "diagnosi 29621".
Se Lei sente la necessità di sapere di cosa soffre,
può farglielo presente.
Talvolta gli specialisti si astengono dal comunicare la diagnosi per non spaventare il pz.;
oppure perchè ritengono che l'importante sia guarire o far stare meglio, anzichè l'etichettatura di una diagnosi.
Ma sono unicamente delle ipotesi, due tra le 1000 che si possono fare.

Perchè cambiare Psichiatra se con i farmaci ci sa fare e se Lei ne ha avuto beneficio?

E dunque non rimane che affrontare l'argomento con la Dr., esplicitando chiaramente quanto Lei si trovi a disagio in questa modalità di relazione professionale.

Se ritiene,
può farci sapere come è andata.

Dott. Brunialti
Dr. Carla Maria  BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfez. in Sessuologia Clinica, Psicologa europea, Rovereto (TN)
www.webalice.it/centrodipsicologia

[#2] dopo  
Dr. Armando De Vincentiis

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gentile utente con la sua psichiatra non sta facendo psicoterapia, ma gli incontri sembrano essere orientati solo alla valutazione del suo stato come risposta ai farmaci. Nulla di strano, sono i classici incontri di routine. Se lei sente la necessità di un confronto psicoterapeutico deve chiederlo esplicitamente e se la sua psichiatra non fa psicoterapia ne può affiancare una.
saluti
Dr. Armando De Vincentiis
Psicologo-Psicoterapeuta
www.psicoterapiataranto.it