Utente 488XXX
Il mio compagno mi ha lasciato.
Motivazioni molto leggere, mancanza di spazi che non aveva mai esternato nei miei confronti .
Il giorno dopo mi ha voluto rivedere, diceva di stare troppo male e di non essere sicuro della scelta.
Ci siam sentiti quasi tutta settimana ( meno frequentemente ) ma pur sempre era lui a scrivere per primo.
Dopo dur giorni di silenzio invece mi ha chiamato.
Telefonata cortese e generica in cui ci siamo raccontati il week end.
Secondo me lasciarsi non e' proprio questo....e' chiudere e lasciare libero l'altro.
In questi casi di incertezza e' meglio che io batta il chiodo fin che e' caldo e che gli mostri le sue contraddizioni o che stia ad aspettare che lui capisca se realmente gli manco?
grazie

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Dr.ssa Anna Potenza

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CIAMPINO (RM)

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Caro utente, in questa fase lei deve pensare soprattutto a sé stesso. Il suo compagno ha preso la decisione, ma è lei che l'ha subita. Dalla sua lettera precedente -se si tratta dello stesso partner- si poteva già ipotizzare un'imperfetta comunicazione tra di voi. A volte quello che appaga uno dei due lascia l'altro insoddisfatto. Provi a cercare lei un periodo di solitudine per riflettere, anziché continuare a pensare a cosa vuole e a cosa fa l'altro, rendendosi disponibile ai suoi messaggi. Molti auguri.
Dr.ssa Anna Potenza (RM)

[#2] dopo  
Utente 488XXX

Gent.ma dottoressa si tratta di due persone diverse. Con questo ho vissuto un anno.
Quello del post precedente era una frequentazione di qualche mese.
Evidentemente devo pensare a me ma diventa difficile di fronte a gesti subiti come messaggi e chiamate che appunto provengono da chi ha scelto.....
Temo che dimostrare chiusura, erigere un muro per proteggermi e pensare a me stesso unicamente possa allontanare una persona a cui tengo definitivamente se è confusa ( dato appunto che mi scrive )

[#3]  
Dr.ssa Anna Potenza

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CIAMPINO (RM)

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Caro utente, capisco e condivido le sue perplessità, però rimane l'indicazione di pensare a sé stesso, per un doppio ordine di ragioni. Da un canto è opportuno che lei valuti quello che la fa star male al fine di evitarlo: se le fa male questa incertezza chieda un periodo di silenzio, se invece preferisce gestire morbidamente il distacco continui a sentire il suo ex.
Ma la seconda ragione per cui la invito a pensare a sé stesso è l'opportunità di usare questo momento di crisi per conoscersi profondamente, e quindi presentare all'altro delle richieste sincere, anziché annullarsi per venire incontro a quelli che presume siano i desideri e i bisogni di lui.
Lei teme che erigere un muro di autoprotezione possa allontanare definitivamente il suo ex. Ma anche rendersi eccessivamente disponibile potrebbe fargli credere che lei non stia soffrendo.
Sia sincero nel comunicargli quello che sente, e anche aperto ad ascoltare cosa intende lui per "mancanza di spazi".
Ci scriva ancora, se la può aiutare. Coraggio.
Dr.ssa Anna Potenza (RM)