Utente 525XXX
Gentili Dottori vorrei sapere se è normale che a 27 anni mio padre abbia un comportamento che a mio modo di vedere è molto strano . Sente moltissimo la mia mancanza e mi cerca in continuazione chiedendomi se gli manco e cercando un’affettuosità che io non ho più a quest’età. In più La senzazione è che odi tutti i miei amici compresa la mia ragazza in quanto, come è normale che sia, preferisco passare serate o fine settimana con loro. Quando capita di stare insieme con lui e i miei nonni non fa altro che rimarcare quanto sia bello stare in famiglia. A volte diventa piuttosto nervoso quando si discute e non mi trova più disposto ad assecondarlo in richieste a mio avviso assurde del tipo questa sera si torna a dormire a casa o stai a casa perché lo dico io .È capitato anche che abbia risposto in maniera piuttosto piccata ai miei amici senza apparente motivo. Sono figlio unico che si è fatto trascinare molto dalle decisioni familiari fino a 23/24 anni senza essere mai irrispettoso nemmeno in età adolescenziale ma ora questo suo atteggiamento da padre padrone non lo riesco più a comprendere in quanto non è nemmeno nella sua indole. Era un uomo tranquillo e molto calmo che però da quando ho iniziato ad avere una vita più autonoma circondandomi di pochi amici ma giusti e una ragazza non lo ha accettato.
Attendo vostri consigli

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Dr.ssa Laura Rinella

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Gentile Utente,
mancano informazioni per avere un quadro un pochino piu chiaro della sua situazione familiare, pur nei limiti di un consulto on line.
Sembrerebbe che suo padre tenda a richiamarla a un rapporto padre-figlio e familiare datato, non in linea con la sua età adulta.
Non possiamo conoscerne le ragioni, ma sembra piuttosto chiaro che le radici di tale comportamento affondino in dinamiche familiari pregresse, esasperate probabilmente da una sua vita maggiormente autonoma al di fuori del contesto familiare.
Evidente che alla sua età lei mal sopporti queste richieste paterne, è fisiologico che pensi alla costruzione del suo futuro e a una sua vita (anche di coppia) svincolata dalla famiglia di origine.
Non ne abbia con suo padre, conquisti la sua vita autonoma con serenità, senza sensi di colpa gestendo il rapporto da figlio adulto e autonomo. Svincolarsi dalla famiglia di origine per una propria vita personale è un'esigenza sacrosanta di ogni individuo,
Non significa abbandonare i genitori o non amarli, ma crescere superando le difficoltà e i sensi di colpa derivanti dalla mancata accettazione di richieste non in linea con l'età.
Può leggere qui per approfondire
http://www.psicologiabenessereonline.it/problemi-famigliari/69-psicologo-roma-nord-svincolo-figli.html
Cordfialità
Dr.ssa Laura Rinella
Psicologa Psicoterapeuta
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[#2] dopo  
Utente 525XXX

La ringrazio per la celere risposta. Diciamo che lui a mio modo di vedere soffre molto il fatto che in casa ad avere il comando è sempre stata mia madre che caratterialmente è molto forte e molto dura come lo è anche il padre di mia madre. Per forte e dura intendo severa e determinata un po’ alla vecchia maniera. Quindi essendo mia madre sempre molto impegnata spesso non torna a casa e mio padre si trova spesso solo. Ovviamente finché ero piccolo io andavo a colmare quel vuoto che c’era tra i miei dando a mio padre quelle attenzioni che magari avrebbe dovuto dargli mia madre. Chiaro è che ora non posso più dargli quelle attenzioni e questo si è tramutato in questo comportamento ossessivo nei miei confronti che è molto fastidioso poiché sfocia in atteggiamenti quasi di sfida e rabbia repressa che non fanno bene a nessuno.

[#3] dopo  
Utente 525XXX

ad esempio se sto in casa con gli amici o con la mia ragazza viene a vedere cosa stiamo facendo oppure anche in contesti extra familiari tende a vedere sempre il marcio, a criticare o a pensare che le persone ce l’hanno con lui rifugiandosi in un comportamento molto bambinesco di critica a oltranza contro tutto e tutti. Un complottista alla facebook per capire

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Dr.ssa Laura Rinella

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Gentile utente,
difficile ma non impossibile cercare di modulare diversamente le dinamiche familiari descritte cristallizzate nel tempo, ancora più esacerbate dalla minaccia rappresentata da tutto ciò che la allontana dalla famiglia. Suo padre fatica ad accettare la sua autonomia, condizione ancora più comprensibile alla luce del ruolo da lei sostenuto in famiglia e dei rapporti fra i suoi.
Quali risposte/comportamenti suoi concorrono a sostenere queste modalità?ha fatto progetti per una vita autonoma?
In questi casi (relazioni disfunzionali) si rivela utile l'apporto di un terapeuta, in particolare sistemico.
Saluti
Dr.ssa Laura Rinella
Psicologa Psicoterapeuta
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