Utente 101XXX
Buongiorno è la prima volta che chiedo un consulto su questo mio problema,e solo parlarne mi fa male.
Adesso ho 21 anni ed attualmente convivo da 2 anni in una città lontana dalla mia famiglia e solo adesso sono tornate a galla cose che ho voluto per anni reprimere dentro me,ora cerco di spiegarmi...i miei genitori prima di avere me sono stati enrtrambi sposati con altre persone con le quali hanno avuto dei figli,mia mamma due femmine e mio padre 4 maschi e due femmine,siamo una "famiglia" molto allargata,ma io sono cresciuta solo con le due figlie di mia mamma e il figlio più piccolo di mio padre.Tra me e la figlia più grande di mia madre ci passiamo 12 anni e quando lei a compiuto l'età di 18 anni ha iniziato ad avere rapporti sessuali con mio padre in casa dove abitavamo tutti e 6 insieme e spesso è successo che sia io che gli altri miei fratelli li abbiamo visti ma loro pessando che non capivamo e anche per paura immagino hanno sempre fatto finta di niente.Quando io ho compiuto 8 anni mia sorella è rimasta incinta di mio padre e anche li mia madre non ha fatto domande e non ha capito niente o forse a fatto finta di non capire è rimasto tutto allo scuro fino a quando al giugno 2002 l'altra mia sorella (che è la seconda figlia di mia madre) ha deciso di dire tutto a mia madre,a quel punto siamo andati io mia madre mia sorella e mio fratello a casa dei miei zii lasciando mio padre,mia sorella e mio nipote nella casa dove abitavamo dopo 6 mesi mia madre ha deciso egoisticamente di perdonarli e tutto fini cosi.dopo altri 6 mesi mia sorella con mio nipote sono andati a vivere in un'altra casa con l'attuale mio cognato ed in casa era tutto come se non fosse mai successo nulla.ora abitiamo tutti con i rispettivi fidanzati/e ed io al contrario degli altri non ho mai detto niente sull'argomento non mi è mai stato chiesto cosa ho provato e cosa volevo ed ora mi ritrovo ad amare con tutta me stessa tutta la mia famiglia senza fare distinzioni,a voler proteggere mio nipote con tutte le mie forze da quello che ho passato io (perchè per fortuna lui non sa nulla per mio volere,lui non deve soffrire per questo)e avvolte quando faccio gli incubi su mio padre e mia sorella e mi sveglio con quella sensazione di sporco dentro con quella angoscia che non mi fa avere fiducia di nessuno e non mi fa vivere,mi sento anche in colpa nei loro confronti perchè provo rabbia e rancore ma non riesco ad odiarli o a non sentirli,ci vediamo poco con tutti perchè come ho già detto abitamo in 2 città che distano 2 ore in macchina ed è assurdo ma mi mancano e il solo pensiero che succede qualcosa a chiunque di loro sto già male anche se loro non sono stati capaci a darmi altro che dolre fino a quando non mi sono trasferita dalla mia città dove stanno tutti loro come una famiglia felice senza alcun problema.Sto impazzendo non so cosa più cosa fare spero possiate aiutarmi ed aver spiegato tutto nel modo più compressibile possibile.Grazie e scusatemi.

[#1]  
Dr.ssa Giselle Ferretti

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Gentile ragazza,
di cosa si scusa?
Una situazione familiare così intrecciata e complessa, dove i limiti tra il lecito e il non lecito è così sottile, farebbe male a chiunque.
Tanto più che lei ha vissuto situazioni molto più grandi di lei, quando lei era molto piccola.
Purtroppo gli adulti non si rendono conto che i bambini capiscono e percepiscono molto più di quanto non immaginano.
Lei dice che nessuno in famiglia le ha mai chiesto come si sentiva, no? Ma ha mai avuto la possibilità di parlare, sfogarsi con qualcuno? Un'amica, un'insegnante, un conoscente?
Certi vissuti lasciano segni profondi, lei ha scritto qui per chiedere aiuto, comprensione.
Se ha deciso di chiedere un consulto solo ora, vuol dire che è giunto il momento di affrontare certe cose perchè non sono più rimandabili.
Non ci dice se lavora o se studia, tuttavia la inviterei a rivolgersi al più presto ad uno psicoterapeuta, o privatamente o presso il Consultorio della sua ASL di appartenenza. In quest'ultimo caso non dovrà affrontare spese, se non il costo del ticket, molto contenuto.
Chiedere aiuto qui è stato un primo passo importante, ma ora ne parli con qualcuno di persona in un percorso professionale.

Un caro saluto e, se lo desidera, ci faccia sapere.
Dott.ssa Giselle Ferretti Psicologa Psicoterapeuta
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[#2]  
Dr. Armando De Vincentiis

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Gentile ragazza non deve porsi il perchè dei suoi sentimenti contrastanti. Accade spessissimo di avere questa sorta di ambivalenza nei confronti di chi ci ha fatto soffrire considerandolo da un lato il nostro carnefice e dall'altro la cosa più importante che abbiamo. E in questi casi ciò che ci fa stare male è più questo sentimento contrastante che il fatto in sé. Quando le persone significamente affettive per noi ci fanno soffrire diventano l'oggetto dei nostri sentimenti più contrastanti poichè pensiamo che essendo la nostra famiglia non dovrebbe avere un atteggiamento del genere e viviamo nell'idea che cambierà, l'idea che proprio coloro che ci danno sofferenza sono gli stessi che togliendocela possano renderci felici. Inoltre si odiano e si sta male per questo chiedendo paradossalmente il loro perdono per averci fatto soffrire e indotto ad odiarli e naturalmente a sentirci in colpa.
Chieda aiuto ad un terapeuta si confronti con lui e vedrà che lentamente riuscirà ad elaborare e gestire questa sua ambivalenza.
cordialmente
Dr. Armando De Vincentiis
Psicologo-Psicoterapeuta
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[#3]  
Dr. Giuseppe Santonocito

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Sarebbe stato preoccupante se lei NON avesse sentito ciò che sente. Non posso che condividere il suggerimento dei colleghi nel ricercare un aiuto, per assisterla a superare ciò che ha dovuto passare.

Cordiali saluti
Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
Specialista in psicoterapia breve strategica
www.giuseppesantonocito.it

[#4] dopo  
Utente 101XXX

Buonasera,volevo ringraziarvi per i vostri consigli e mi scuso se la mia risposta la ricevete solo ora,ma la difficolta che ho nel parlare di tutto questo è più grande di me.Per tanto non credo che riuscirò mai ad affrontare questo argomento faccia a faccia con qualcuno,me ne vergognerei troppo.Mi dispiace avervi disturbato con questo mio incubo che mi fa da ombra ma oltre al dialogo so che non ci sono altre soluzioni.Comunque vi ringrazio ancora con il cuore per la vostra disponibilità.

[#5]  
Dr.ssa Giselle Ferretti

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Gentile ragazza,
capita molto spesso che si provi "vergogna" per fatti accaduti nella propria famiglia, fatti di cui non si ha alcuna colpa.
A volte la vergogna impedisce di parlare di fatti intimi e personali anche con amici e persone care.

Non so se questo sia il suo caso, però mi permetto di ricordarle che uno psicologo, uno psicoterapeuta, uno psichiatra, sono figure professionali. Il loro mestiere è ascoltare le storie sofferenti di persone addolorate.
Lei riconosce che il "suo incubo" può risolversi solo con il dialogo.
Se ora non se la sente di parlarne, andrà avanti come ha fatto fin'ora. Ma intanto ci pensi a parlare con qualcuno e a liberarsi dei fantasmi lasciati da una storia familiare complessa.

Un caro saluto.

Dott.ssa Giselle Ferretti Psicologa Psicoterapeuta
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[#6]  
Dr. Giuseppe Santonocito

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Gentile ragazza
Io credo che se avesse un problema per il quale dovesse essere operata, e quindi dover esporre parte del suo corpo ai chirurghi, ma in maniera riservata e professionale, sarebbe disposta a sopportarlo, oppure no?

È la stessa cosa.

Cordiali saluti
Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
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[#7]  
Dr.ssa Claudia Amato

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Gentile ragazza,
la sua storia non è sicuramente facile da raccontare per la complessità degli intrecci familiari ma anche per il dolore che tali avvenimenti le hanno causato, comprendo che sia più facile scrivere tutto ciò in quanto un foglio elettronico fa da schermo per il suo imbarazzo e disagio, però non posso che dirle che i nostri vissuti sono parte di noi e che non possono essere cancellati dalla nostra memoria come si fa con qualcosa che è stato scritto con del gesso nella lavagna, non è così semplice, ma questo lei lo sa bene perchè se i fatti sono iniziati quando lei aveva solo 6 anni e ne parla ora che ne ha 21 tutto ciò significa che il tempo e tutti i buoni propositi di fare finta che nulla sia successo non sono serviti a nulla.

Le storie familiari sono un qualcosa che ognuno si porta dentro per tutta la vita, ciò non significa che in caso di eventi drammatici come i suoi debbano essere necessariamente dolorosi per tutta la nostra esistenza, questi eventi possono essere riletti in modo diverso ed una loro lettura nuova dà anche la possibilità di dare nuovo significato ai nostri sentimenti o ai nostri sensi di colpa, ma tutto ciò non credo lei possa farlo da sola, per questo sarebbe opportuno che lei decidesse di rivolgersi ad uno specialista.
Adesso io non voglio forzarla in nessun modo, ma mi piacerebbe che lei così come si è presa un tempo prima di chiedere aiuto non pregiudichi la possibilità di rivolgersi ad uno psicoterapeuta.
Cordiali saluti

Dr.ssa Claudia Amato
Psicologa

[#8] dopo  
Utente 101XXX

Io vi ringrazio ulteriormente,cercherò di farmi forza e di affrontare il problema.Non sarà facile per me,ma sono pienamente coscente del fatto che se non mi faccio aiutare da un profesionista non lo supererò mai;forse mi ci va ancora tempo per affrontare questo scheletro chiuso dentro di me,ma ho già fatto dei passi avanti e non voglio fermarmi adesso che avuto anche i vostri consigli!grazie ancora e buona giornata