Utente 463XXX
Buongiorno, sono una ragazza di vent'anni, madre di un bimbo di un anno e moglie da un anno e mezzo dopo una convivenza durata poco più di due anni.
Vi scrivo perché come scritto nel titolo, da una settimana, io e la mia famiglia, abbiamo cambiato casa e dalla città ci siamo trasferiti in collina dove mio marito gestisce un affittacamere. Il giorno successivo al trasferimento, abbiamo festeggiato il compleanno di nostro figlio con amici e parenti anche se in ritardo di cinque giorni, per cui ero solo che felicissima, da lunedì della settimana scorsa però, appena sveglia ho cominciato a sentirmi strana, non direi a disagio. Ho cercato di capire da cosa dipendesse ma ad oggi sono sette giorni esatti dal mio "malessere" e ancora non ho capito come mai. Vorrei precisare che quando vado in città, quindi torno dove ho trascorso la mia vita prima di venire qui, è come se dimenticassi di non abitare piú lì, il mio malessere c'è comunque ma minore, molto minore. Sinceramente non so darmi una spiegazione, qui abbiamo una casa nostra, possiamo tranquillamente avere un secondo bimbo senza avere il problema dello spazio in casa, non abbiamo nessuno che ci dica come crescere nostro figlio, è tutto esattamente come volevo fin da sempre. Per questo motivo, vi chiedo, secondo voi, da cosa può essere causato il mio malessere? Sperando riusciate a rispondere a questa mia domanda, vi ringrazio in anticipo

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Dr. Gioacchino La Franca

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Carissima

vorrei chiederLe come procede e che prospettive ha la sua vita sociale lì in collina, dove lei ora vive. Potrebbe essere che avverte un po' di solitudine e dunque angoscia legata ad essa?

Cari Saluti
Dr. Gioacchino La Franca - Psicologo Clinico

[#2] dopo  
Utente 463XXX

Innanzitutto la ringrazio per aver risposto subito. Certo rispondo alla Sua domanda: effettivamente questo è un paesino in cui tutti sanno di tutti, le mie amiche le vedo solo quando vado in città e neanche tutte le volte. Sostanzialmente quando mio marito ha da andare in città vado con lui e vado per i fatti miei oppure se non ha tanto da lavorare, riesce a ritagliarsi un'ora e mezza, mi accompagna e poi mi viene a prendere (contando andata e ritorno per accompagnarmi e per prendermi) . In città invece quando volevo uscivo indipendentemente da lui. Sicuramente un po' di solitudine la sento, anche perché pure qui spesso durante il giorno resto sola con il bimbo, c'è più silenzio in casa rispetto a quando ero in città, considerando anche che comunque abitavamo in un condominio invece qua è un appuntamento nello stesso stabile dove c'è il lavoro di mio marito. Ma come mai ogni volta che mi sveglio devo stare così male? Mi rendo conto che a volte ingiustamente me la prendo con mio figlio, grido "no" per quasi tutto, lui ride ma io non tanto perché non vorrei essere così oltrettutto da quando sono qui ho una stanchezza tale che neanche otto ore di sonno continuo me la fanno passare. Cosa mi sta succedendo?

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Dr. Gioacchino La Franca

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È probabile che in cuor suo tale scelta non la soddisfi del tutto.. Lei stessa ha enunciato numerose rinunce e risvolti non piacevolissimi rispetto la sua vecchia vita.
Provi a darsi un po' di tempo per adattarsi e riorganizzare la sua vita relazionale alla ricerca del "vecchio" equilibrio e delle attività che le davano benessere e tranquillità. Se proprio non dovesse riuscire può valutare l'ipotesi di confidarsi con suo marito, ma solo in un secondo momento.

Cari Saluti
Dr. Gioacchino La Franca - Psicologo Clinico

[#4] dopo  
Utente 463XXX

La ringrazio. Il fatto è che mi trovo che da un lato qui sto "male" ma non vorrei per nessun motIvo allontanarmi da mio marito