Utente 463XXX
Buonasera, a settembre mi sono trasferita con la mia famiglia a 15 km di distanza rispetti a dove abitavamo prima, cambiando anche comune. Da quel momento, un paio di volte al mese, mio marito cambia atteggiamento. Premetto che io non lavoro mentre lui gestisce un alloggio turistico nello stesso stabile in cui abitiamo e insieme abbiamo un bimbo di 14 mesi che allatto ancora. Gli accordi erano che io avrei iniziato a lavorare nella sua attività (adesso gli do solo una mano) oppure avrei cercato un lavoro, quando me la sarei sentita. A volte invece cambia i piani, inizia a dirmi che devo lavorare subito, che non gli importa se io non me la sento, che anche quando ero incinta dovevo cercare un lavoro e lavorare, quando sa benissimo che se avessi lavorato la ginecologa mi avrebbe comunque messa in maternità anticipata per la mia situazione e poi ieri sera la frase che mi ha fatta stare molto male: devi smettere di fare la mamma. Così dal nulla, non stavamo discutendo, eravamo tranquilli come le altre volte in cui fa queste scene. Vorrei precisare inoltre che io alla mattina mi sveglio alle 8, penso alla casa e al bimbo oltre che cercare di svegliare lui per sapere come possa aiutarlo nell'attività quel giorno, ma senza successo, lui poi si sveglia verso le 13, mangia il pranzo che gli ho preparato e poi sparisce a lavorare. Al pomeriggio, lui sa bene che scendo in città per stare con mia mamma che ha un disturbo neurologico e oltre a dover essere seguita, mio figlio pare sia l'unico a farla migliorare quindi su consiglio della psichiatra, cerco di farli stare insieme il più possibile (ovviamente non tutti i giorni). Da parte di mio marito, mi aspetterei almeno che si risparmiasse alcune frasi, non mi aspetto che mi capisca dal momento che non sa cosa significhi crescere con una mamma che non riesce a fare la mamma a causa di un disturbo neurologico.
Quando sono a casa con mio figlio, verso le 18 lui fa un mini riposino, quindi ci mettiamo sul lettone e io ho un po' di relax, dove mi vedo un pezzo di film, controllo i nostri conti correnti, faccio la prossima lista della spesa oppure se sono tanto stanca mi riposo anch'io, poi alle 18: 40 il bimbo si sveglia quindi andiamo in cucina, preparo la cena e mangiamo, a volte tutti e tre, a volte solo io e il piccolo. In quell' arco di tempo, io ho sempre paura che entri mio marito in casa e vedendomi sul lettone a "non far niente" come se fossi cosi da tutto il giorno, possa farmi qualche rimprovero o tiri fuori qualchediscussione inerente al lavoro. Parlargli in quei momenti è impossibile perchè trova un ulteriore motivo per continuare la discussione. Come potrei gestire la cosa? Lui sostiene che non ci siano problemi tra noi, solo che a volte ha dei momenti in cui dice la prima cosa che gli passa per la testa anche se non è quello che vuole dire, io però così non c'è la faccio e ne risente anche nostro figlio.
Grazie mille

[#1]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Gentile utente,

molte mamme con un bimbo di 14 mesi sono tornate da tempo al lavoro,
naturalmente essendo già a buonissimo punto lo svezzamento.

"Gli accordi erano che io avrei iniziato a lavorare nella sua attività (adesso gli do solo una mano)",
mentre così non è.
Sembra che non ci sia alleanza tra Lei e lui,
ma maggiormente con la propria madre...

"Come potrei gestire la cosa?", chiede.
Stando agli accordi.

Saluti cordiali.
Dott. Brunialti
Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfez. Sessuologia clinica, Psicologa europea.
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[#2] dopo  
Utente 463XXX

Gentile dottoressa, sí molte mamme sono tornare da tempo al lavoro con un bimbo di 14 mesi, però alcune hanno scelto di stare a casa licenziandosi. Io penso che una mamma se ne ha la possibilità prenda decisioni in merito basandosi anche sulle esigenze del bambino e ripeto, se ne ha la possibilità. Lei mi dice di mantenere gli accordi che erano appunto "lavorare nell'attività di mio marito quando me la sarei sentita". Io sinceramente adesso non me la sento,mio figlio viene allattato ancora spesso, cammina però non bene quindi va tenuto, cose che mi ostacolerebbero però il lavoro, questo perché avevamo deciso in seguito fino all'inizio della scuola materna. Preciso inoltre che dall'altro giorno, è lui stesso a dirmi che fa da solo e io posso stare in casa tranquilla, gli chiedo se è sicuro e lui mi risponde di si, come in questi giorni, l'ha fatto anche le altre volte, per poi esplodere in quei minuti

[#3]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Gentile utente,

ci sentiamo qui sulla piattaforma da qualche anno e da varie decine di consulti
e di conseguenza entrambe sappiamo che la situazione della Vostra coppia non è sempre rosea.

Noi rispondiamo (quasi) sempre,
con quello che riteniamo più giusto,
pur avendoLe consigliato più volte un approccio psicologico di persona.
Ma non possiamo essere al corrente di ogni Vostra sfumatura.

Saluti cordiali.
Dott. Brunialti
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[#4] dopo  
Utente 463XXX

Certo ci mancherebbe, forse sono io che non mi sono spiegata bene all'inizio. Comunque se tempo fa c'erano reali problemi nella coppia (mancanza di dialogo, figlio dipendente dalla madre,esagerazioni da pate mia come fede o non fede ) già da quando abbiamo deciso di sposarci, erano risolti. Mio marito è seguito da una psicologa e dalle sedute che fa settimanalmente è emerso che il problema non siamo noi come coppia, non è qualcosa che sbaglio io o sbaglia lui, ma è il rapporto tra lui e sua mamma (che è in società con lui e quindi inevitabilmente deve sentirla). Lei lo ha adottato che aveva quasi un anno aveva seri problemi fisici , necessitava anche di un supporto quantomeno materno che però lei non gli ha mai dato. Quando abbiamo deciso di convivere e successivamente di sposarci, lei ha sempre cercato di recuperare il figlio senza rendersi conto che ciò che non aveva fatto quando era piccolo non poteva farlo in quel momento. Da alcuni discorsi contrastanti che lei ha fatto, mio marito ha capito (e purtroppo anch'io) che la madre non voleva recuperare il figlio perché ci tiene, ma perché si stravolgeva la sua routine e finché non eravamo sposati lei sperava di farci lasciare. Mi dispiace dirlo (è qunato emerso anche dalla seduta di mio marito) ma mia suocera ha una "doppia faccia" in pratica tanto sorridente agli occhi del figlio e poi va a lamentarsi dall'ex marito e lui perso ancora da lei, si intromette in questioni lavorative che non lo riguardano. Per tutto questo, appena mio marito sente j genitori, va in escandescenze dopo averli visti o sentiti e magari con me perchè sa che puó essere se stesso (inconsciamente, il punto é che si rende conto di come si comporta soltanto dopo infatti con la psicologa sta lavorando sull'autocontrollo che adesso di giorno gestisce abbastanza bene, ma se è stanco non esattamente. Sperando di aver dato qualche informazione in più, chiedo nuovamente come potrei comportarmi? Dalle sedute più volte è emersa l'esigenza da parte sua di avermi nell'attività, però è emerso anche che poi è sempre lui a dirmi che fa da solo quindi risulta difficile mantenere l'accordo.

[#5]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Quanto è emerso dalle sedute
va sviluppato attraverso qualche seduta di coppia,
se l'orientamento della Psicologa Psicoterapeuta lo prevede.

Dott. Brunialti
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[#6] dopo  
Utente 463XXX

No purtroppo la psicologa di mio marito non fa sedute di coppia.