Utente 511XXX
Salve,
Ho 33 anni, con mio marito siamo alla ricerca di un figlio ma ho una tremenda paura del parto ed in modo specifico del dolore che dovrò sopportare se mai resterò incinta.


Vorrei consultare uno specialista perché questa fobia mi sta bloccando la vita ed il futuro, ma non so a chi rivolgermi.


In passato ho sofferto di ansia e attacchi di panico, ma la cosa è stata completamente risolta da oltre 5 anni quindi non credo sia influente.

Potete aiutarmi?

[#1]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Gentile utente,

la professionista a cui rivolgersi è una Psicologa Psicoterapeuta.

Vi si rivolga con fiducia a breve per una diagnosi e eventualmente cura.

Saluti cordiali.
Dott. Brunialti
Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfez. Sessuologia clinica, Psicologa europea.
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[#2] dopo  
Utente 511XXX

Gentile Dott. Brunialti,
la ringrazio per la celere risposta.
Mi rivolgerò il prima possibile ad una specialista, anche se ho paura che il solo supporto psicologico non basti.
La mia paura è relativa al dolore fisico: ho paura di svenire o addirittura di morire durante il parto.
Questo mi porta a volte fino ad evitare i rapporti sessuali con mio marito, proprio perchè non usiamo contraccettivi ed ho paura di poter rimanere incinta (lui desidera molto un figlio e le sue richieste si fanno sempre più pressanti).

Io lavoro full time, ho una carriera avviata e faccio molte trasferte all'estero: ho paura di non riuscire a sostenere le nausee e tutti i disturbi che la gravidanza comporta.
Vedo tutte le mie amiche fare figli, ed io rimango "indietro".
A 33 anni dovrei desiderare un figlio più di ogni altra cosa, ed in effetti lo vorrei davvero. Ma lo vorrei possibilmente senza sentire alcun dolore :)

[#3]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Gentile utente,

una Psicologa che sia anche Psicoterapeuta non offre "...solo supporto psicologico..",
ma
dopo aver fatto una diagnosi
*cura* le eventuali patologie emerse, ad es. forme fobiche o altro che possono stare alla base.

Il resto riguarda le *scelte esistenziali* che la persona deve fare in proprio:
scegliere tra figli e carriera non è compito della Psy, ma della persona assieme al Suo/a eventuale partner.
L'aiuto della Psy sta nel collaborare a distinguere tra i pesi differenti che hanno i vari fattori di scelta.
Mi permetta un paragone a mio parere efficace:
anche una vaginistica non vuole avere rapporti sessuali penetrativi per paura del dolore,
ma la terapia aiuta riguardo alla paura e riguardo al dolore fisico: i rapporti li avrà e senza dolore ( https://www.medicitalia.it/blog/psicologia/7907-terapie-efficaci-per-il-vaginismo-dall-esperienza-clinica.html ). Ma solo se avrà scelto di seguire la terapia fino in fondo perchè ha capito che è una cosa a cui tiene molto, o per sè, o per la coppia, o per entrambi.

Che poi fare un figlio non sia sempre "l'obiettivo primario"
per quelle donne che investono molto anche su altri ambiti dell'esperienza risulta ovvio. La scelta potrà essere frutto di una negoziazione con se stesse anche prolungata.

Saluti cordiali.
Dott. Brunialti
Dr. Carla Maria BRUNIALTI
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